Lotta al Coronavirus: il modello sudamericano è il Venezuela di Maduro

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Nonostante le sanzioni economiche e i continui attacchi dell’imperialismo nordamericano e dei suoi alleati – si ricordi ad esempio l’ultima provocazione del governo Trump di una taglia da 15 milioni di dollari sulla testa del presidente Nicolas Maduro – il Venezuela, che è entrato nel 22° anni della Rivoluzione Bolivariana, è attualmente il paese del Sudamerica con meno casi e decessi correlati alla pandemia di Covid-19, con 335 casi di infezione e solo 10 vittime al 2 maggio 2020 (fonte). Si pensi solo che nel vicino Brasile i casi sono oltre 92’000 e i decessi più di 6400; in Colombia 7006 contagi e 314 morti, in Cile i malati sono 17’000 e le vittime 234. Solo l’Uruguay si avvicina al Venezuela con i suoi 648 casi e 15 decessi. Considerando anche la proporzione di casi e decessi per milione di abitanti, il Venezuela è il paese meno colpito dalla pandemia, dimostrandosi come un esempio riuscito di contenimento del virus a livello del Sud America. A cosa è dovuto questo successo?

In primo luogo, sono state intraprese importanti misure governative a livello sanitario ed economico. Tutte le attività economiche non essenziali sono state sospese; vige l’obbligo di indossare la mascherina fuori dalla propria abitazione; si è effettuata una grande dose di test a tappeto per rintracciare subito i contagiati da porre in quarantena; ed il lockdown generale è stato imposto tempestivamente, prima che la curva dei contagi avanzasse vertiginosamente.

A livello socioeconomico, invece, si è deciso di bandire ogni licenziamento fino al 31 dicembre di quest’anno; di sostenere finanziariamente le PMI; di consegnare direttamente derrate alimentari basiche a prezzi calmerati a 7 milioni di cittadini in necessità; di sospendere il pagamento dei debiti e degli affitti per sei mesi; mentre si è fortemente rafforzata la produzione nazionale agro-alimentare.

In secondo luogo – come sottolineato dal Partito Comunista del Venezuela (PCV), alleato di Maduro – fondamentale è stato il sensibile coinvolgimento delle varie cellule territoriali di potere popolare messe in piedi dalla Rivoluzione chavista per presidiare ogni quartiere e fungere da polo comunitario per i cittadini, ad esempio in questa fase sono stati determinanti i Comitati Locali di Approvvigionamento e Produzione (CLAP). Questi si sono attivate sia per la produzione in loco di mascherine e materiale sanitario, sia per informare direttamente la popolazione sulle misure di igiene e di distanziamento sociale da adottare, che per appoggiare a livello sanitario i cittadini coinvolti.

In terzo luogo, la cooperazione e solidarietà internazionale mostrata da Cuba, Cina e Russia ha permesso al paese di affrontare al meglio l’emergenza sanitaria, grazie all’esperienza maturata da questi tre paesi nella lotta alla pandemia da Covid-19, in barba alle criminali sanzioni economiche e commerciali unilterali imposte da Washington che impediscono l’arrivo di mezzi sanitari necessari.

Alla faccia di tutti coloro che denigrano il Venezuela bolivariano dipingendolo come una dittatura corrotta, in realtà proprio grazie alle misure governative e al coinvolgimento massiccio delle forme di innovativa democrazia partecipativa ideate dalla Rivoluzione bolivariana, il paese si è dimostrato finora il fiore all’occhiello del Sud America nella lotta al Coronavirus.

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Stefano Araujo, classe 1993, dopo il bachelor in scienze politiche e sociologia all'Università di Zurigo, ha conseguito il diploma di master in scienze politiche presso l'Università di Ginevra. E' membro del Comitato Centrale del Partito Comunista (Svizzera).