Revoca del Municipio di Bellinzona: i verdi non incassano il sostegno della sinistra.

I verdi Sergio Savoia, Daniele Bianchi e Michel Venturelli, tutti e tre candidati al governo o al parlamento cantonale in aprile, hanno l’intenzione di raccogliere 3’000 firme e portare i cittadini bellinzonesi alle urne per eleggere un nuovo Municipio, revocando l’attuale esecutivo capitanato dal sindaco Brenno Martignoni, salito in carica nel 2008 e che concluderà il suo mandato nell’aprile 2012.

Secondo i promotori il Municipio della capitale ticinese avrebbe lavorato così male che andrebbe mandato a casa immediatamente. Ma se di primo acchito la proposta potrebbe sembrare una reale e forte volontà di opposizione alle politiche di centro-destra attuate dal Municipio della Turrita, i Verdi, accusati di fare del populismo, non sembrano riescano a incassare il sostegno della sinistra.

L’ipotesi revocatoria, ad esempio, non trova concorde il consigliere comunale Luca Buzzi della lista civica “Bellinzona Vivibile” fino a ieri alleata con i Verdi e da sempre all’opposizione dell’attuale esecutivo: nonostante le critiche all’operato della compagine governativa, il volto storico del movimento pacifista ticinese Buzzi boccia la proposta di Savoia ritenendola tardiva.

Il Partito Socialista (PS) presieduto da Clio Rossi, che avrebbe da perdere anche il suo municipale, il capodicastero Polizia Mauro Tettamanti, ha fatto sapere con una nota ai media, di considerare una mossa puramente elettoralista quella di Savoia e dunque di non volerla appoggiare. “I promotori di questa eventuale raccolta firme si rifiutano di vedere i limiti della loro proposta, la quale intende portare i Bellinzonesi ad eleggere per ben due volte in meno di un anno l’esecutivo, il che significa un’eterna campagna elettorale per occupare le sette sedie e, si teme, anche due ormai tradizionali ballottaggi per la poltrona di sindaco” – scrivono i socialisti. Le conseguenze consisterebbero in un clima di continua competizione politica che, fatte di promesse perenni e mai mantenute, scoraggi le persone; e la seconda che di fatto si arriverebbe alla paralisi della politica comunale.

Anche l’altra forza di opposizione in consiglio comunale, ossia l’unico eletto del Partito Comunista (PC), il suo segretario Massimiliano Ay, non si schiererà con i Verdi: la sezione comunista bellinzonese ha infatti comunicato tramite una lettera di Francesco Vitali, esponente del PC cittadino, che, pur ammettendo le numerose pecche dell’esecutivo, come, per esempio, “il tentativo di sopprimere il servizio pubblico costituito dalla clinica dentaria comunale, il progetto altrettanto contestato di urbanizzazione selvaggia del comparto Pratocarasso, la spesa di 6 milioni di franchi per la nuova pavimentazione in granito della parte bassa di Viale Stazione, l’errore commesso sulla Casa d’Italia e non da ultimo la quasi totale cecità da parte dell’esecutivo nei confronti dei bisogni dei giovani”, ritiene che la revoca non sia utile. Nonostante “il Municipio non abbia dimostrato un operato soddisfacente, resta il fatto che revocare la compagine di governo non ha uno sbocco concreto sulla realtà, principalmente per due motivi” – scrive Vitali – “In primo luogo perché le elezioni comunali saranno tra un anno circa e quindi l’esecutivo verrà rinnovato relativamente a breve. Secondariamente perché non vedo, nelle attuali condizioni, come il Municipio di Bellinzona possa essere rinnovato nel senso del tipo di lavoro che svolgerebbe: non solo non è sicuro che le persone cambierebbero, ma più dei personalismi è importante il progetto politico che i partiti portano avanti e non credo che gli equilibri in questo senso cambieranno. Ai comunisti interessa poco, ad esempio, se a smantellare il servizio pubblico o gli spazi giovanili sia Tizio piuttosto che Caio: bisogna piuttosto fare in modo che nessuno li smantelli”.

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