Borodachev: “La Russia non cederà a provocazioni”

in Cultura+Eventi/Eventi ricreativi, culturali e artistici/Interviste/Opinione/Speciale Pardo 2015 di

Intervista a Nikolai Borodachev, direttore del Gosfilmfond, la cineteca nazionale russa (prima sovietica: la più grande al mondo), presente a Locarno in occasione del Festival del Film. Sinistra.ch aveva già coperto, qui, la conferenza stampa tenuta da Borodachev presso il centro culturale “Il Rivellino”.

A cura di Aris Della Fontana

1. Di fronte al progressivo affermarsi, nei confronti della Russia da parte di gran parte dei Paesi occidentali, d’un atteggiamento che si riallaccia alle dinamiche proprie della guerra fredda, ci potranno essere delle ripercussioni sulle relazioni culturali – nel caso specifico cinematografiche – che la Russia intrattiene con l’estero?

Io non credo. La cultura è una categoria a sé. Come Gosfilmfond facciamo Festival del Cinema ovunque, malgrado la tipologia dei rapporti che lo Stato ospitante intrattiene con la Russia. La cultura, in tal senso, è fuori dalla politica. Se è vero, da una parte, che alcuni Stati vorrebbero generare una situazione di guerra fredda comprendente anche la scelte in campo artistico-culturale, dall’altro deve essere detto chiaramente che la Russia non si lascerà coinvolgere in questo tipo di dinamiche.
Già da tempo i nostri “amici” dietro l’oceano vorrebbero che l’esercito russo partecipasse alla guerra in Ucraina, ma questo non succederà mai, malgrado qualsiasi forma di provocazione; nessun soldato russo metterà piede sul territorio ucraino – e ve lo garantisco, nonostante le informazioni che circolano in Occidente circa l’effettiva presenza russa. La Russia è una grande carovana che, nonostante a tutti i suoi lati vi siano cani che abbaiano, procede speditamente.

2. Qual è il rapporto tra la produzione cinematografica sovietica e quella post-sovietica? Ci sono più continuità o discontinuità?

Purtroppo anche i registi russi perdono la possibilità di crescere e interagire all’interno di una Scuola della maestria. Le Scuole che si rifanno ai molti grandi artisti sovietici del Novecento si stanno disgregando; e questo è veramente molto triste. Però è anche vero che ci sono nuovi registi alquanto interessanti, come, tra gli altri, Sokurov; e altri ancor più giovani si stanno pian piano affermando. In tal senso gli anni Duemila, rispetto all’ultimo decennio del Novecento, marcano senza dubbio un progresso in questo campo. Ma rimane comunque un punto dolente: il fatto che si siano perse di vista le Scuole. Un discorso a parte va fatto per le ex repubbliche sovietiche: se, da una parte, sul versante asiatico ci sono segnali e risultati positivi, segnatamente in Uzbekistan e Kazakistan, paesi ove la gente cerca nuovi modi di esprimersi anche rifacendosi alla vecchia Scuola sovietica, dall’altra, il cinema dei paesi baltici è invece perduto e non pare esserci tentativo di risollevarlo.

3. Quali sono le prospettive future per l’economia russa?

La situazione in cui attualmente versa l’economia russa non è legata a un problema proprio dello Stato, bensì si motiva per il ruolo nefasto giocato dal dollaro statunitense, che attualmente rappresenta il nostro più grande nemico. E poi, ovviamente, a ciò si deve assommare il carico negativo portato dalle sanzioni azionate dai Paesi occidentali ai danni della Russia. Il rallentamento dello sviluppo economico del nostro Paese è innegabile; ma, d’altra parte, se penso alle difficoltà economiche affrontate dall’Unione sovietica – che mi paiono ben più ingenti rispetto a quelle attuali -, esse furono superate. E, del resto, i russi possiedono una qualità, denotata pure da Bismarck: in un momento difficile, essi si uniscono.
Attualmente, inoltre, è in atto un programma di sostituzione progressiva dei prodotti di importazione; nello spazio di 2-3 anni, anche grazie a questa riconfigurazione della produzione nazionale, potremo uscire da questa spiacevole situazione. Una situazione – questa – a seguito della quale a soffrire è solamente l’industria, e non il popolo russo. Siamo un paese che possiede tante potenzialità: dalle materie prime alla strumentazione scientifica; e quindi i presupposti per una forte crescita ci sono eccome.

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Aris Della Fontana, di formazione storico, è stato coordinatore della Gioventù Comunista della Svizzera Italiana e dal 2012 è consigliere comunale a Pollegio (TI). Ha diretto la rivista marxista #PoliticaNuova.