Un film bestialmente meraviglioso

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A maggio scorso, tornato da Cannes, ho detto di aver visto un capolavoro statunitense intitolato LE BESTIE DEL SUD SELVAGGIO con una bambina di 6 anni strepitosamente brava, Quwenzane Wallis. Pochi mi hanno ascoltato, le amiche e gli amici di sempre che si fidano della mia passione cinefila per la qualità e il contenuto, oltre che per la forma, e Radio Cittadella di Taranto, che a partire dall’amico e compagno Leo Spalluto mi conferma sempre sincera e illimitata fiducia.

Ieri all’alba, volando verso Berlino dove oggi inizia il Festival, i due primi quotidiani italiani esaltavano il film, arrivando a dire che è meraviglioso e straordinario.

Condivido, assolutamente, ma questi stessi quotidiani nove mesi fa da Cannes perché non ne hanno scritto? Perché preferivano recensire i mediocri film da tappeto rosso con tanto di attori non eccelsi da saghe vampiresche?

A loro BESTIE DEL SUD SELVAGGIO non interessava nulla, ammesso che lo abbiano visto. Io per aurorarivista.it scrivevo quanto detto in radio: “Benh Zeitlin trasforma una bambina in protagonista strepitosa di “Bestie del sud selvaggio”, film statunitense raro, ricercato nelle immagini, nei colori, nella musica, che a colpi di violini sottolinea i passaggi più emozionanti. È una favola ecologista, il racconto di una comunità umana che rifiuta di vivere nella modernità consumista e sceglie, ai margini di una fabbrica, di una diga e delle acque dirompenti del Missisipi, di vivere, incurante dell’alta marea e degli sconquassi provocati dagli uragani, in una allegra baraccopoli in cui la vita pulsa vivace, si fanno scorrere tavolate di gamberetti, fuochi di artificio e fiumi di alcool, si ama e si rispetta la natura. Kuwenzane Wallis la giovanissima attrice, è un vero portento artistico, con tutta la possibilità di essere una futura protagonista del cinema mondiale.”

Constato infine che, con la solita imbecillità dei distributori italiani l’ottimo titolo originale è stato cambiato e stravolto nell’assurdo “RE DELLA TERRA SELVAGGIA”, pura idiozia.

Gli straccioni ribelli del film non sono sovrani di niente, non regnano su nulla, sono solo e soltanto liberi, tanto liberi da rifiutare le divinità statunitensi per eccellenza, capitalismo e consumismo, le due facce del sistema (molto sanguinario se qualcuno ancora non se ne è accorto) che stanno distruggendo il mondo.

Comunque finalmente è nelle sale. Andate a vederlo. Ridete e meditate. Buona visione.

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Davide Rossi, di formazione storico, è insegnante e giornalista. A Milano dirige il Centro Studi “Anna Seghers” ed è membro della Foreign Press Association Milan.