Abuso di polizia a Muralto: “non chiuderti partito nelle tue stanze”

Ha fatto molto discutere nel locarnese il fermo, a Muralto, da parte di due poliziotti di una ragazza 15enne colpevole di fare un bagno notturno nel lago. Dopo neanche una settimana dai fatti tutti i maggiori mass-media hanno iniziato a tacere sulla faccenda, alcuni dei quali schierandosi senza ritegno e senza alcuna obiettività giornalistica al fianco delle forze dell’ordine. Solo TicinoLibero, fra i portali, ha agito con professionalità.

La pattuglia avrebbe agito con la forza, in maniera del tutto sproporzionata, contro la minorenne che impaurita dal fascio di luce aveva iniziato a scappare. Un gruppo di giovani della zona sono intervenuti per chiedere agli agenti di non malmenare la ragazza, e sono così a loro volta stati aggrediti dai poliziotti con manganelli e spray al pepe.

Sebastian Pabst è consigliere comunale del PC a Minusio

A denunciare il fatto gli stessi ragazzi sia tramite il social-network Facebook, sia con il passa parola: la voce è così girata ed è stata intercettata dai militanti del Partito Comunista, che notoriamente è discretamente radicato nel tessuto giovanile del locarnese, che ha subito preso molto sul serio la vicenda.

Dopo l’intervento della sezione comunista del locarnese e una interpellanza di Sebastian Pabst, consigliere comunale comunista di Minusio (che collabora con Muralto per le questioni inerenti la polizia) si è mosso il coordinatore della Gioventù Comunista svizzeroitaliana Aris Della Fontana che ha sollevato in una nota stampa alcune questioni che finora non hanno avuto risposta e che vogliamo riportare di seguito, per intero:

  1. “per quale motivo la Polizia ha confermato solo domenica sera che una denuncia era stata effettivamente sporta? La denuncia era già stata depositata da tempo – stando alle dichiarazioni dei genitori – eppure ancora nel pomeriggio venivano rilasciate dichiarazioni ai media di diverso genere.
  2. “per quale motivo l’agente che non effettuava il fermo della ragazza (ma – ricordiamolo – coinvolto nelle violenze contro un asilante a Ponte Brolla) non è intervenuto per calmare il suo collega che si accaniva sulla turista?
  3. “per quale motivo uno dei due agenti scrive una lettera ai giornali dicendo di aver solo dato una spinta a uno dei ragazzi intervenuti, quando in realtà – stando anche ai filmati trasmessi dalla RSI – si notavano i lividi derivanti dalle manganellate e dalle botte?
  4. “per quale motivo non si dice che sul profilo Facebook di uno dei due agenti, prima che venisse oscurato, risultava il gruppo intitolato “Se non ti va bene, torna a casa tua!” di chiaro stampo razzista e xenofobo? E’ normale che un poliziotto che dovrebbe applicare la legge in modo uguale per tutti i cittadini, consideri diversamente un delinquente straniero da un delinquente svizzero?”

Anche il segretario cantonale del Partito Comunista, e a quanto ci risulta è stato l’unico dirigente politico ad averlo fatto, ha chiesto un incontro con i ragazzi. Diceva il poeta russo Vladimir Majakovski: “non chiuderti partito nelle tue stanze, rimani amico dei ragazzi di strada”…

I comunisti spauracchio dei poliziotti?

Il Partito Comunista non è mai stato tenero con le forze dell’ordine: nel 2007 l’allora segretario Gianluca Bianchi firmò un durissimo comunicato contro gli agenti che attaccarono una manifestazione pacifica dei clown anti-militaristi a Lugano, tema che finì poi anche in Granconsiglio e in tribunale, avendo i poliziotti fracassato il braccio a un videoreporter.

Simone Romeo, consigliere comunale del PC a Locarno

Tuttavia l’azione dei comunisti in questo ambiti è sempre stato caratterizzato da una certa coerenza: Simone Romeo, consigliere comunale del Partito Comunista a Locarno in merito afferma al nostro portale: “noi abbiamo denunciato con severità quanto accaduto, ma da qui a generalizzare e attaccare tutti i poliziotti ce ne passa. Lo slogan ‘all cops are bastard’ (in sigla A.C.AB) non appartiene alla nostra cultura politica e non aiuta a risolvere i problemi, serve solo ad allontanare le persone!”.

Gli fa eco Massimiliano Ay, segretario cantonale del Partito Comunista, che ha seguito da vicino la vicenda e ha dato una mano per portare la storia sui media: “ho personalmente incontrato i ragazzi coinvolti: ritengo abbiano avuto coraggio a denunciare questo sopruso e a intervenire per difendere la minorenne aggredita. Abbiamo anche parlato dell’ipotesi di una manifestazione e ci siamo trovati concordi nel dire che, se essa dovesse avvenire, sarebbe dovuta essere assolutamente pacifica, senza alcuna provocazione verso le forze dell’ordine e completamente slegata da sigle partitiche”.

Giovani vicini a gruppi estremistici, invece, paiono preferire una strada più dura, pronta eventualmente anche allo scontro con la polizia. Come la vedono i comunisti? “Cercare lo scontro fine a se stesso è stupido: farebbe solo il gioco di chi, nel nome della sicurezza, giustifica gli abusi, invece qui dobbiamo coinvolgere tutta la popolazione, comprese le famiglie, spiegando che la sicurezza non nasce necessariamente da più agenti e che la violenza acutizza solo i problemi” dichiara Ay.

Eppure qualche testa calda c’è stata e se l’è presa con l’ex-deputato leghista Boris Bignasca, figlio del patron di Via Monte Boglia, insultato e aggredito durante una sera a Locarno a margine del Festival del film. Bignasca sosteneva inizialmente che i suoi aggressori fossero di “area comunista”, successivamente ha poi ritrattato individuandoli nell’area “anarchica”, come effettivamente pare che siano. E ora speriamo solo che il vittimismo di Bignasca e l’idiozia di qualche testa calda non faccia intenerire il procuratore pubblico socialista John Noseda, titolare dell’inchiesta contro i due poliziotti di Muralto, di cui pare almeno uno sia vicino proprio a sentimenti leghisti.

Nel frattempo un altro esponente del PC, Marin Mikelin, si è espresso sull’argomento con l’articolo che potete leggere qui, riflettendo su come si possa avere fiducia della divisa quando avvengono fattacci del genere e da parte delle autorità sembra vi sia una indegna omertà.

A cosa serve il Partito Socialista?

Un editoriale del portale di informazione TicinoLibero tocca secondo noi nel segno quando, criticando la sinistra che dovrebbe essere (ma non lo è!) punto di riferimento della gioventù, dice: “Il PC di Massimiliano Ay si attiva con comunicati stampa, interpellanze e prese di posizioni mentre il PS tace. Certo, il Partito comunista ha fatto tutto ciò perché ha parlato con alcuni ragazzi coinvolti. Questo vuol dire che i comunisti hanno qualche antenna sul territorio. Ma il PS che antenne ha? Le uniche antenne che il PS ha sono quelle presso il mondo dei dipendenti pubblici, tanto preoccupati dei piani di risanamento della cassa pensione. Per tutto il resto solo autoreferialità e nessun contatto con il paese reale. I ragazzi ticinesi (che sicuramente sono depoliticizzati) coinvolti nella brutta storia di Muralto hanno potuto costatre quali partiti si preoccupano delle loro vicende e quali no. Questa generazione di diciottenni-ventenni cosa se ne fa di una sinistra come quella del PS?” … sinceramente ce lo chiediamo anche noi e ce ne preoccupiamo!

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