Il Pentagono nel cockpit ? No all’acquisto dei jet da combattimento F-35!

Costosi, sovradimensionati, poco pratici: il Consiglio federale ha deciso di comprare i jet da combattimento F-35 di produzione statunitense. Non costeranno alla Svizzera solo 25 miliardi di franchi, ma anche una parte della sua indipendenza. Un pericolo che il nostro portale denuncia da tempo: leggi qui.

Alla fine, sono stati circa 8 000 voti a fare la differenza. Nel settembre 2020, il decreto federale sull’acquisto dei nuovi jet da combattimento è stato approvato da una risicata maggioranza (50,1%). Questo ha dato al Consiglio federale carta bianca per acquistare il jet da combattimento di sua scelta per un massimo di 6 miliardi di franchi. A differenza del voto del 2014, in cui gli elettori potevano decidere su un tipo molto specifico di caccia, il Gripen svedese, il governo svizzero ha deliberatamente lasciato aperta la questione del modello in questo caso. Nel periodo precedente il voto, c’erano ufficialmente quattro aerei da guerra da scegliere, il che ha reso la campagna molto più difficile per gli oppositori del credito. Se si fosse trattato di comprare il F-35, il risultato sarebbe stato diverso.

“Abbiamo bisogno degli F-35, così che gli USA possano difendere la nostra neutralità”. La vignetta di J. Jäggi per la copertina di “Unsere Welt”.

Una Ferrari con le ali

Nonostante la diffusa opposizione pubblica, il Consiglio federale ha deciso a giugno in favore dell’F-35A Lightning II, un jet da combattimento della cosiddetta quinta generazione di produzione statunitense. Il produttore di questa macchina da guerra è Lockheed Martin, il più grande produttore di armi al mondo. L’azienda statunitense fa pagare circa 100 milioni di dollari (!) per unità, più i costi di manutenzione estremamente elevati e 44.000 dollari per ora di volo. Si stima che la Svizzera dovrà sostenere dei costi per 25 miliardi di franchi svizzeri.

L’F-35 è un jet da guerra sovradimensionato che persino gli ufficiali militari statunitensi descrivono come inutilizzabile e troppo costoso. Gli unici compiti realistici che l’F-35 avrà in Svizzera al momento sono le missioni di polizia aerea, e il gigantesco aereo non è adatto a questo. Il generale dell’aeronautica americana Charles Brown ha definito l’F-35 come la Ferrari dei caccia. E una Ferrari la porteresti fuori solo la domenica, non per il tragitto quotidiano verso il lavoro.

“L’indipendenza non è possibile”

Allora qual è lo scopo dell’F-35? Dal punto di vista degli Stati Uniti, è quello di legare i suoi alleati e “amici” più strettamente agli USA. Il ThinkTank RAND, molto vicino al Pentagono, dichiara apertamente: “L’F-35 gioca un ruolo centrale, ora e per molti anni a venire, nel saldare insieme gli Stati Uniti e i nostri alleati europei, in pace o in situazioni di conflitto”. La ragione di ciò è, da un lato, che solo gli Stati Uniti hanno accesso ai codici software operativamente importanti dell’F-35 e, dall’altro, i dati dei singoli aerei sono costantemente rimandati al produttore Lockheed Martin (come già da tempo affermava il nostro portale: leggi qui).

La complessa elettronica del velivolo rimane sotto il controllo del produttore anche dopo l’acquisto.

La Svizzera non avrà alcuna conoscenza del software del “computer volante”, come si ama chiamare l’F-35. Questo significa che gli USA possono (e lo faranno) installarvi malware, programmi di controllo e di spionaggio. La consigliera nazionale socialista Priska Seiler Graf lo dice in poche parole: “Gli Stati Uniti possono togliere i nostri jet dal cielo premendo un pulsante. O non farci decollare se non vogliono”. Sistemi di controllo di volo, sensori radar e ottici, sistemi di armi, comunicazione voce e dati: l’elettronica è incorporata in ogni parte dell’aereo, e non ci sarà più alcuna indipendenza.

La Svizzera cede così volontariamente la sua sovranità nell’aria e paga agli Stati Uniti guerrafondai miliardi e miliardi di franchi per questo. Gli altri jet da combattimento che erano disponibili non avrebbero comunque offerto una vera alternativa. In tutti i casi, si diventerebbe dipendenti dai paesi della NATO. Il Dipartimento della Difesa (DDPS) ammette che “la completa indipendenza dal produttore o dal paese di produzione non è possibile”.

Fermiamo i jet da combattimento!

Il Movimento Svizzero per la Pace (MSP) è chiaramente contrario all’acquisto di nuovi jet da combattimento, indipendentemente dal loro paese d’origine. Un comitato composto dal GSoA, dal PS e dai Verdi ha lanciato un’iniziativa popolare contro l’acquisto dell’aereo F-35. Non possiamo che rallegrarcene.


Questo articolo, a firma di Tarek Idri, è stato pubblicato originariamente su “Unsere Welt” (N° 3, 2021).

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