Gli USA devono lasciare la Siria

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  • L’articolo che segue – di cui è autore Greg Shupak – è stato pubblicato su “Jacobin” del 18 aprile 2018. La traduzione in italiano è a cura di Damiano Bardelli.

Lo scorso 13 aprile, gli attacchi voluti da Trump, Macron e May in Siria sono stati gli ultimi di una serie di azioni disastrose intraprese da potenze occidentali nel paese.

Gli stati occidentali e i gruppi anti-Assad accusano il governo di siriano di aver condotto un attacco con armi chimiche a Duma, nel Ghuta orientale, un sobborgo di Damasco, lo scorso 8 aprile. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) afferma che circa 500 pazienti hanno mostrato “segni e sintomi corrispondenti all’esposizione a sostanze chimiche tossiche” e che “70 persone sarebbero morte, di cui 43 con sintomi legati all’esposizione a sostanze chimiche altamente tossiche.” Quello che l’OMS non dice è chi deve essere considerato responsabile per queste morti. Il governo siriano e i suoi alleati hanno negato ogni responsabilità e il Segretario della difesa americano James Mattis ha testimoniato che gli Stati Uniti e i loro alleati “non hanno prove” della loro colpevolezza.

Ecco invece quello che sappiamo: gli Stati Uniti ammettono di avere tra i 2’000 e i 4’000 soldati in Siria. Tra la fine del 2016 e maggio 2017, gli USA hanno bombardato delle forze lealiste almeno tre volte. Il supporto americano a gruppi armati in Siria è andato ben oltre il sostegno alle milizie curdi, visto che gli Stati Uniti e i suoi alleati conservatori nel Medio Oriente hanno supportato diversi gruppi che combattono il governo siriano, inclusi diversi gruppi fondamentalisti religiosi che si sono macchiati di violenze a sfondo religioso.

Lo sforzo della CIA per abbattere il governo siriano è stato uno dei programmi di azione sotto copertura più cari nella storia dell’agenzia. La Turchia e le forze anti-Assad alle quali gli USA assicurano un supporto significativo hanno assaltato Afrin, un territorio a maggioranza curda nel nord della Siria, razziando la regione e obbligando alla fuga oltre 220’000 civili. Nel corso della guerra siriana, Israele, un alleato chiave degli Stati Uniti, ha finanziato una rivolta armata contro il governo siriano, ha bombardato la Siria almeno cento volte e ha cercato di rafforzare il suo controllo sull’altopiano siriano del Golan, che lo stato israeliano ha illegalmente annesso. Gli USA hanno anche supportato diverse sanzioni con conseguenze devastanti per la popolazione siriana e, quando la coalizione a guida americana ha bombardato le parti della Siria controllate dall’ISIS, hanno contribuito a uccidere migliaia di civili.

A luglio 2017, gli Stati Uniti avevano dieci basi militari in Siria. All’inizio di questo mese, hanno cominciato a costruirne altre due. Nel giugno 2017, gli USA hanno abbattuto due droni costruiti in Iran vicino a Al Tanf. Un rapporto pubblicato da Al-Monitor afferma che l’amministrazione Trump vuole ottenere altri 2 miliardi di dollari per finanziare delle armi teleguidate di precisione da usare in Iraq e in Siria, vale a dire il 20% in più di quanto il Pentagono abbia speso in munizioni per tutto le zone di guerra in Medio Oriente nel 2017. Questi 2 miliardi di dollari includono 31,1 milioni richiesti per il sistema di missili anticarro Javelin, che un colonnello in pensione dell’aviazione americana afferma saranno “molto utili” perché potranno essere usati contro i tank dell’esercito siriano. Alcuni giorni prima della pubblicazione del rapporto di Al-Monitor, un drone americano distruggeva un carro armato che combatteva per conto del governo siriano.

Se gli USA dovessero imbarcarsi in bombardamenti su larga scala contro il governo siriano, qualunque sia il motivo di questa scelta, i risultati saranno terribili per la popolazione siriana. Dodici dei sedici milioni di Siriani che vivono ancora nel paese si trovano in territori controllati dal governo. Se gli USA dovessero lanciare degli attacchi su larga scala contro il governo siriano, finirebbero necessariamente con il colpire le parti del paese dove vive la stragrande maggioranza della popolazione civile, il che avrebbe senz’altro come conseguenza un altissimo numero di morti civili.

La guerra degli USA in Afghanistan ha ucciso migliaia e migliaia di persone, e la sua invasione dell’Iraq ha portato alla morte di probabilmente oltre un milione di civili. La campagna di bombardamenti del 2011 contro la Libia ha completamente devastato il paese.

Gli Stati Uniti e i loro alleati non possono ricoprire alcun ruolo positivo con un intervento militare. Dobbiamo impedire a questi governi di infliggere ulteriori danni alle popolazioni civili di altri paesi. Vogliamo la pace. Chiediamo a gran voce il ritiro immediato delle truppe americane dalla Siria.

Damiano Bardelli, storico, è assistente e ricercatore presso l’Università di Losanna.