Chi siamo?

“Sinistra.ch” è un progetto editoriale on-line nato nel 2010 nella Svizzera Italiana per favorire la contro-informazione di sinistra e la critica sociale in un panorama culturale e mediatico sempre più povero dal lato del contenuto e controllato da ormai pochissimi centri di potere economico e politico.

 

Disclaimer: “Sinistra.ch” non può essere ritenuta responsabile per qualsiasi danno di qualsiasi natura. All’interno del portale sono presenti collegamenti verso altri siti internet, per i quali non possiamo dare alcuna garanzia. Le foto presenti su “Sinistra.ch” sono in genere scaricate da Internet: se gli autori fossero contrari alla pubblicazione di suddette foto, possono segnalarlo all’indirizzo info@sinistra.ch. Le foto di proprietà di “Sinistra.ch”, oppure di fotografi privati che ce ne hanno concesso l’uso, non possono essere utilizzate senza esplicita autorizzazione da parte della redazione. Tutti gli articoli di questo portale possono essere ripresi unicamente citando la fonte.

 10,446 visite totali,  7 visite odierne

2 Comments

  1. Oggi tutti in fregola per la caduta del muro di berlino di 25 anni fa.
    Si diceva, e si dice che il muro divideva la germania fingendo di non sapere che divideva due stati sovrani la rft (repubblica federale tedesca) e la rdt (repubblica democratica tedesca).
    Questo muro, cadendo, ha figliato un po’ ovunque.
    Da allora sono stati costruiti all’incirca 8 mila chilometri di muri per svariati scopi ma un unico programma: separare i vivi; in medioriente, europa, asia, america è stato un proliferare, ma tutti fanno finta di niente.
    Ricordiamone alcuni: un muro divide israele e i territori palestinesi occupati; un muro con filo spinato blocca strade fra la parte greca e quella turca di cipro; strade sbarrate le troviamo ancora in irlanda del nord fra quartieri cattolici e protestanti (99 muri di 48 km in totale).
    Un muro corre tra stati uniti e messico fino alle acque dell’oceano pacifico; un muro corre tra la corea del sud e la corea del nord eufemisticamente chiamato zona demilitarizzata; un muro attornia badr city, quartiere sciita di baghdad e poi tra turchia e grecia (una decina di km di filo spinato lungo il fiume Evros.
    Approvato di recente un muro di 107 km tra turchia e bulgaria; a sud-ovest la spagna si è attrezzata per bloccata la “porta” dal mediterraneo; a Padova una recinzione sulla via anelli per creare il ghetto degli immigrati.
    Il record appartiene alla barriera lungo la frontiera tra india e bangladesh (4100 km previsti, 3000 già alzati); e poi tra india e pakistan 3300 km, tra pakistan e afghanistan (2400 km); e poi ancora tra uzbekistan e tagikistan; blindata la frontiera fra arabia saudita e yemen; cemento tra oman ed emirati arabi; tra kuwait e iraq.
    Ma non finisce qui. L’africa entra nella hit parade con la cosiddetta “cintura di sicurezza” del marocco di 2700 km nel sahara (per proteggersi dalle incursioni del fronte polisario); barriera elettrificata tra botswana e zimbabwe.
    Nei paesi brics i muri dividono la povertà dalla ricchezza proteggendo i signori dal popolo delle favelas.
    Non sarebbe il caso di parlarne?

    riferimento ad articolo su l’espresso 16 ottobre 2014

Lascia un commento