Argentina, libertà di stampa condizionata!

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Si è chiuso un tragico anno 2017 per la libertà di stampa in Argentina. Solo lo scorso 19 dicembre, a Buenos Aires, 39 giornalisti hanno subito una violenta repressione da parte delle forze dell’ordine dello Stato. Una violenza così estrema che porta la memoria agli anni bui delle dittature civico-militare del recente passato.

Nelle numerose manifestazioni popolari contro le politiche economiche del governo di Mauricio Macri, avvenute durante l’anno appena trascorso su tutto il territorio argentino, sia la Gendarmeria Nazionale, sia la Polizia Federale o le diverse polizie provinciali, si sono particolarmente concentrate contro quella stampa che documenta le diverse violazioni che avvengono nel paese sui Diritti Umani.

L’ultima di tutte queste manifestazioni, che ha portato in piazza circa 500mila persone, è avvenuta il 19 dicembre per protestare contro le riforme previsionali volute dal governo di Macri, soprattutto a danno dei pensionati. Quel giorno l’aggressione contro la stampa è stata preparata, a regola d’arte, con lo scopo di cancellare o mettere sotto silenzio ogni traccia della brutale violenza esercitata in piazza contro i manifestanti oppositori al governo.

Visto l’alto grado di maltrattamento nei confronti dei giornalisti, è intervenuto lo stesso giorno il Sindacato della Stampa di Buenos Aires, SIPreBa, con il seguente comunicato: “Ripudiamo la repressione del governo di Mauricio Macri contro l’enorme moltitudine che oggi si è manifestata nella città di Buenos Aires, dove di nuovo si sono verificati aggressioni ai giornalisti, fotografi e cronisti, molti si loro feriti per l’uso indiscriminato di gas lacrimogeno e pallottole di gomma”.

Già durante la precedente manifestazione popolare avvenuta solo cinque giorni prima, fu ferito il fotografo Pablo Piovano del quotidiano “Pagina 12”. Piovano è stato ferito assieme al suo collega Leandro Teysseire, sempre di “Pagina 12”. Sono stati feriti anche Germán García Adraste del quotidiano “Clarín”, Federico Hauscarriaga dell’agenzia di notizie ANRed e il cineoperatore Guido Rodríguez della televisione C5N.

Il fotografo Piovano seguiva con il suo obiettivo un gruppo di poliziotti montati alle loro moto. Questi, che viaggiavano in due su ogni moto, si muovevano tra la folla mentre il poliziotto seduto nella sella posteriore della moto sparava indiscriminatamente sulla gente delle micidiali pallottole di gomma. Il fotografo, assieme altri suoi colleghi si sono riparati dietro un’edicola vicino all’androne di una palazzina nell’incrocio delle via Rivadavia e Montevideo. Uno di questi motociclisti si ferma e l’accompagnatore comincia a sparare proiettili di gomma su Piovano a distanza ravvicinata, raggiungendolo con 14 colpi (vedi foto).

Il caso del fotografo del quotidiano “Pagina 12” è solo uno dei tanti uomini della stampa feriti quel giorno 19 dicembre. Sebastián Hacher, giornalista, editore e fotografo di “Cosecha Roja” si era procurato un profondo taglio in testa da un colpo di manganello da un militare in divisa, costringendolo a un immediato ricovero in ospedale.

Silvina Rouvier, giornalista del portale “La García” di Cynthia García, ha ricevuto una delle micidiali pallottole di gomma in bocca, perdendo denti con un grosso taglio nelle labbra. Persino il direttore dell’Agenzia di notizie “Associated Press” per l’Argentina e il Cono Sud del Continente, Victor Caivano, è stato raggiunto da otto colpi dalle citate pallottole; oltre a rimanere temporaneamente sordo poiché gli avevano fatto esplodere una bomba di frastuono al suo fianco.

Dopo questi fatti del giorno 14 e 19 dicembre, citati solo alcuni dei tanti casi di violenza nei confronti dei giornalisti, quaranta organizzazioni sociali, di categoria, ambientali e dei Diritti Umani di tutto il paese, hanno chiesto un provvedimento cautelare dinanzi la Commissione Interamericana per i Diritti Umani, CIDH, non solo per i lavoratori dei mezzi di comunicazione, anche per i cittadini in generale. Il giovedì 21 dicembre, l’Ufficio del Relatore Speciale per la Libertà di Espressione del CIDH ha presentato un’avvertenza verso lo Stato argentino, dove segnala “la preoccupazione per l’uso inadeguato e indiscriminato di forza da parte degli agenti di sicurezza federale in Argentina, lasciando tra feriti e arresti decine di persone compresi i giornalisti”.

Si chiude l’anno 2017 con programmi di “politiche di ristrutturazione” sui mezzi informativi dello Stato, proposti da Hernán Lombardi, direttore del Sistema Federal de Medios y Contenidos Públicos. Una “ristrutturazione” che implica altri licenziamenti di giornalisti, in particolare della radio pubblica, la storica “Radio Nacional” e del canale televisivo “Televisión Digial Abierta”, TDV.

Scrittore di origine argentina e giornalista accreditato in Italia presso l'Associazione della Stampa Estera e presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.