In 10 anni i salari cinesi sono triplicati. Ora la Cina è paragonabile al Portogallo!

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“Salari (ti)cinesi” è lo slogan coniato dal sindacato UNIA per lamentarsi dei bassi salari nel Canton Ticino. Uno slogan dal carattere poco internazionalista, lo aveva giudicato in passato il Partito Comunista. E ora uno slogan semplicemente scorretto poiché il salario medio dei lavoratori del settore manifatturiero in Cina, infatti, ha definitivamente superato quello dei loro colleghi brasiliani e messicani e si sta avvicinando rapidamente a quello dei greci e dei portoghesi.

George Mavrikos, segretario della Federazione Sindacale Mondiale parla a Pechino
George Mavrikos, segretario della Federazione Sindacale Mondiale parla a Pechino

Insomma il paese asiatico, considerato uno dei luoghi di maggiore sfruttamento del pianeta secondo alcuni sindacalisti occidentali, è quello che più di tutti registra continui aumenti salariali. A dirlo è una ricerca di Euromonitor International che dimostra come la retribuzione per un’ora di lavoro in Cina è superiore a quella di tutti i paesi dell’America latina (tranne il Cile) ed è pari al 70% di quella dei paesi più deboli dell’area Euro (quali Portogallo e Grecia). Tra il 2005 e il 2016 il salario orario medio in Cina è inoltre triplicato. Si tratte di ricerche che tengono in considerazione i dati ufficiali dell’Organizzazione internazionale per il lavoro (ILO) e tengono conto dell’inflazione, ma non prendono in considerazione le diversità del costo della vita nei vari paesi esaminati.

Mentre in Cina il progresso degli standard di vita del popolo è in crescita notevole, in Grecia, ad esempio, le disastrose politiche della Troika (Banca centrale europea, Commissione europea e Fondo monetario internazionale) hanno causato il dimezzamento dei salari rispetto al 2009.