Svizzera e Cuba: ipocrisia in tempi di pandemia

in America latina/Internazionale di

L’epidemia di COVID19 ci mostra il completo fallimento delle politiche neoliberali nel mondo: la tragica situazione in Italia, Spagna, Francia e Stati Uniti – oggi i più colpiti – è dovuta principalmente a decenni di politiche di austerità e di tagli alla sanità pubblica. A ciò si aggiunge la miopia della classe capitalista, che impedisce ai governi di prendere le misure necessarie. La medicina privilegiata e orientata al profitto, come quella attuata dal neoliberismo, non può semplicemente far fronte a tali pandemie. Mancano le attrezzature e i materiali di base – maschere, letti d’ospedale, respiratori – e il personale addestrato necessario per affrontare i virus pericolosi.

Paesi socialisti come la Cina e il Vietnam stanno affrontando molto meglio la crisi. Anche dopo anni di sanzioni economiche mortali da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati, il Venezuela sta facendo molto di più per il suo popolo rispetto ai suoi vicini Ecuador e Colombia – per non parlare del Brasile – che sono stati elogiati dalla stampa tradizionale. In primo luogo, Cuba, che soffre anch’essa da anni a causa di sanzioni ed embarghi e che non solo gestisce la situazione pandemica in patria, ma può anche inviare aiuti medici essenziali all’estero. È noto che Cuba è da decenni un faro di cooperazione Sud-Sud: i medici cubani sono presenti in molti Paesi dell’America Latina e dell’Africa, dove Cuba ha svolto un ruolo chiave nel controllo del virus Ebola.

La novità, però, è che Cuba aiuta i paesi ricchi dell’Europa occidentale come l’Italia o la Francia. Il lavoro svolto dal personale cubano nella regione italiana della Lombardia è notevole e va riconosciuto. Contribuendo alla lotta contro le pandemie in Italia, Cuba contribuisce anche a prevenire la diffusione del virus nei Paesi vicini come la Svizzera. È ancora più deplorevole che alcune organizzazioni svizzere non menzionino nemmeno l’opera di solidarietà con Cuba nell’attuale crisi che tutti noi affrontiamo. Per Alliance Sud, la piattaforma politica delle principali agenzie di sviluppo svizzere – Caritas CH, Swiss Catholic Lent, HEKS, Bread for All, SwissAid e Helvetas – Cuba non sembra esistere affatto. Nell’ultima newsletter di Alliance Sud, un articolo intitolato “Una crisi globale ha bisogno di solidarietà globale” non menziona il lavoro di solidarietà di Cuba.

Le banche svizzere continuano a sostenere pienamente le sanzioni economiche imposte a Cuba dagli Stati Uniti. Di conseguenza, nessuna grande banca svizzera consente transazioni finanziarie con Cuba.

Piccole organizzazioni svizzere hanno presentato al governo svizzero la richiesta di porre fine alle sanzioni contro Cuba, senza successo. Nel suddetto bollettino, Alliance Sud fa quattro richieste pubbliche al governo svizzero, nessuna delle quali include la fine delle sanzioni delle banche svizzere contro Cuba. Insomma, mentre Cuba si assume dei rischi, invia personale medico e contribuisce a salvare vite umane in Italia e, quindi, nel vicino cantone svizzero del Ticino, le banche svizzere puniscono Cuba. Per l’Alliance Sud, Cuba ovviamente non merita la solidarietà svizzera.

C’è una ragione per questo doppio standard: il neoliberismo è stato a lungo implementato dal governo svizzero – così come dall’Unione Europea.

Nell’ideologia neoliberale, il settore privato e, in ultima analisi, il mercato hanno il vero potere di decidere la distribuzione della ricchezza prodotta dalla società. Per Cuba, invece, le PERSONE hanno questo potere decisionale e le PERSONE hanno la precedenza sul mercato. È l’eccellenza di medici e professionisti preparati, finanziati dal pubblico cubano e sostenuti dallo Stato, che stanno aiutando l’Italia, la Francia, il Brasile e altri Paesi a combattere la pandemia. Il fatto che Cuba stia mettendo in evidenza il fallimento del settore PRIVATO – e quindi del mercato e dell’ideologia neoliberale – nel trattamento del Coronavirus è un fatto che sembra essere a tutti i costi   nascosto all’opinione pubblica.

La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), che è il principale finanziatore della maggior parte delle grandi ONG e agenzie di sviluppo svizzere, ha da tempo interiorizzato l’ideologia della superiorità del settore privato nella promozione dello sviluppo e dell’ordine sociale. La sua rivista ‘Un Seul Monde’  del dicembre 2015 si intitolava “Il settore privato: motore dello sviluppo”.  L’articolo elogia i risultati del settore privato e non ho trovato nessun articolo della DSC che metta a confronto l’importanza fondamentale del settore pubblico. Parallelamente alla difesa del settore privato e all’idea del mercato come elemento chiave per l’organizzazione e lo sviluppo della società, vengono attaccate le conquiste dei paesi socialisti. Ad esempio, un altro articolo su ‘Un Seul Monde’ del giornalista svizzero Sandro Benini, pubblicato nel marzo 2014, elogia i risultati ottenuti dalla Colombia nella lotta contro la povertà rispetto al Venezuela.  E la rivista ‘Un Seul Monde’ del marzo 2020, pubblicata di recente, contiene un articolo sulle persone in fuga dal disastro economico del Venezuela. I profughi della catastrofe economica honduregna non meritano ovviamente la stessa attenzione da parte della DSC – nemmeno la catastrofe economica portata in Argentina dal governo neoliberale Macri, che Sandro Benini ha tanto elogiato in altri articoli – per citare solo alcuni esempi.

Poi, nel 2019, è arrivata la reazione alla catastrofe neoliberale: l’esplosione di manifestazioni pubbliche senza precedenti in Cile, Colombia, Ecuador – ma sorprendentemente NON in Venezuela – contro i rispettivi governi di questi Paesi. Sembra che le popolazioni di Colombia, Cile ed Ecuador non siano d’accordo con la visione della DSC. I risultati ottenuti dal Venezuela nel campo dell’edilizia abitativa e dell’istruzione non sono stati elogiati sulle pagine di ‘Un Seul Monde’ – e dubito che la DSC menzionerà mai come Cuba e il Venezuela affrontano le epidemie di coronavirus molto meglio dei « paesi modello », Colombia o Ecuador. Dal punto di vista della DSC, delle banche svizzere e di Alliance Sud, sono ovviamente il neoliberismo, il mercato e il settore privato a fornire le giuste risposte alla pandemia COVID-19, non Cuba, indipendentemente dalle prove concrete.

Per la sua nuova Strategia 2021-2024, la DSC intende aumentare l’impegno dell’aiuto allo sviluppo nei partenariati pubblico-privato con il settore privato, riaffermando così l’ideologia neoliberale. Tuttavia, alla luce del fallimento neoliberale, ampiamente dimostrato dall’epidemia di COVID 19, ci si aspetta un dibattito più approfondito sul ruolo del settore pubblico nello sviluppo di una società. La DSC, Alliance Sud, le grandi banche svizzere e altre banche faranno tutto il possibile per evitare tale discussione, come già dimostrato dalla negazione del ruolo di Cuba nella lotta contro la pandemia. Posso solo sperare che chi in Svizzera è grato a Cuba e riconosce l’importanza fondamentale di un profondo cambiamento nell’organizzazione della nostra economia e della nostra società, alzi la voce e ponga alle organizzazioni svizzere domande importanti.

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