“Sì alla Neutralità, No alla NATO!” Il Movimento Svizzero per la Pace lancia una petizione

Il conflitto in Ucraina ha diviso e continua a dividere le società occidentali, creando dissidi anche all’interno stesso del movimento pacifista, come avevamo già riferito mesi fa su queste colonne (leggi qui). I gruppi e le organizzazioni che si battono per una soluzione negoziale alla crisi ucraina vengono tacciati di filo-putinismo proprio dai liberal che rivelano la propria fedeltà atlantica invocando l’invio di armi all’Ucraina e schernendo “quel paficismo” che chiede un cessate il fuoco e una conferenza internazionale di pace. Tra le organizzazioni che hanno rifiutato di aderire al coro bellicista dei media mainstream troviamo il Movimento Svizzero per la Pace (MSP), che ha recentemente lanciato una petizione in difesa della neutralità elvetica. Per meglio comprenderne la posizione, abbiamo intervistato Stefano Araujo, politologo e membro della direzione nazionale del MSP.

Quale è la vostra lettura del conflitto in corso in Ucraina?

La situazione internazionale è più che mai critica. In Europa, a causa di decenni di espansione militare della NATO ad Est, di corsa agli armamenti e di militarizzazione dei vari paesi del vecchio continente, si è arrivati a tensioni sempre più acute e infine lo scopio di una guerra per procura in Ucraina. Le varie potenze occidentali, invece di cercare la mediazione, hanno deciso di lanciarsi in sanzioni ed embarghi nei confronti della Russia, col rischio di alimentare ancora di più il livello di scontro. Nessuno desidera una terza guerra mondiale, eppure i governi occidentali non si stanno impegnando per evitarla.

La Svizzera non fa parte dell’UE né della NATO. Come giudicate il suo posizionamento in questo conflitto?

Come Movimento Svizzero per la Pace siamo molto preoccupati per l’operato del nostro governo. La Svizzera, infatti, ha deciso di seguire ciecamente le sanzioni occidentali dell’UE e della NATO, mettendo a rischio gravemente la nostra neutralità. La Svizzera, invece di offrire i suoi buoni uffici diplomatici per risolvere il conflitto, ha deciso di schierarsi con una delle parti in conflitto. Non solo, ma sempre più politici federali chiedono a grande voce una maggiore integrazione della Svizzera nella NATO. Si veda per esempio la decisione, senza permettere la consultazione popolare, di acquistare gli aerei da guerra F-35 nordamericani, o la proposta di togliere il divieto di vendere armi a paesi belligeranti.

Secondo Araujo, “la Svizzera, invece di offrire i suoi buoni uffici diplomatici, ha deciso di schierarsi con una delle parti in conflitto”

Che azioni ha intrapreso il MSP per contrastare queste tendenze?

Il Movimento Svizzero per la Pace, coerente con la sua storia, non ci sta! Già in occasione della tradizionale Marcia di Pasqua di quest’anno, il nostro slogan è stato: “Dialogo, non Sanzioni!” Oggi, a causa della svendita della neutralità tramite l’adozione delle sopracitate sanzioni, che invece di colpire i grandi monopoli stanno causando un peggioramento delle condizioni di vita dei meno abbienti e dei lavoratori svizzeri ed europei: bisogna impegnarsi contro questa scellerata decisione!

Avete anche lanciato una raccolta firme su questo tema: cosa chiedete di preciso?

Il Movimento Svizzero per la Pace ha deciso di lanciare una petizione nazionale che chiede al Consiglio Federale e alle Autorità federali il rispetto della neutralità svizzera, di astenersi da qualsiasi avvicinamento alla NATO, di rinunciare alle sanzioni e lavorare invece per i negoziati di pace e una soluzione diplomatica del conflitto (è possibile firmare online cliccando qui). La Svizzera deve tornare al suo ruolo originale di paese neutrale capace di mediare concretamente nel caso di conflitto tra nazioni. Solo così possiamo contribuire alla pace mondiale, non di certo tramite sanzioni che colpiscono solo i lavoratori e i meno ambienti. Per questo il Movimento invita tutta la popolazione svizzera a sottoscrivere tale importante petizione!

Chi sostiene la vostra petizione?

Fino ad ora abbiamo ricevuto il sostegno del Partito del Lavoro (PdA) di Basilea e del Partito Comunista (PC), che ha programmato una giornata di raccolta firme a Lugano il prossimo 12 novembre. Auspichiamo però di poter estendere il fronte a sostegno della neutralità: l’Unione democratica di centro (UDC) ha annunciato di voler lanciare un’iniziativa sul tema, per cui auspichiamo che i suoi iscritti e simpatizzanti vorranno sostenere anche la nostra petizione!

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