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Una questione di fiducia: a Cuba non esiste l’obbligo vaccinale ma tutti vogliono vaccinarsi

Mentre in svariati paesi europei ancora pochi mesi fa si discuteva della possibilità di introdurre la vaccinazione obbligatoria contro il COVID-19, oltre ad incolpare i non vaccinati per non assumersi la responsabilità delle disastrose politiche liberiste di smantellamento della sanità pubblica, Cuba ha dimostrato che la lotta contro la pandemia poteva essere condotta con successo anche senza misure coercitive. Il prerequisito per questo è però un modello di società basato sulla solidarietà che dia la priorità ai bisogni della maggioranza della popolazione rispetto agli interessi di una minoranza.

L’85,9% dei cubani si è vaccinato spontaneamente

Anche senza la vaccinazione obbligatoria, infatti, secondo la Johns Hopkins University, più del 92,6% della popolazione della piccola repubblica insulare socialista aveva ricevuto una prima vaccinazione e quasi l’85,9% era già stato completamente vaccinato. Anche se a metà gennaio il ministro della salute cubano José Angel Portal Miranda aveva avvertito che il numero di pazienti infettati dalla variante Omicron sarebbe potuto crescere rapidamente, il tasso di letalità si attestava allo 0,85%, mentre – spiega il settimanale «Unsere Zeit» edito dal Partito Comunista Tedesco (DKP) – in Germania era quasi il doppio, ossia del 1,51%. Nonostante il blocco economico e commerciale imposto dagli Stati Uniti contro Cuba (un embargo fra i più asfissianti della storia e peraltro addirittura inasprito durante la pandemia) e nonostante il tentativo di destabilizzare l’isola attraverso azioni violente come avvenuto l’estate scorsa, Cuba è in una buona posizione per resistere all’onda di Omicron meglio dei paesi capitalisti con le loro misure restrittive.

Il ministro della salute cubano José Angel Portal Miranda ha avvertito sui rischi della variante Omicron.

Cuba ha il più alto numero di medici pro capite

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, Cuba ha il più alto numero di medici in relazione alla popolazione mondiale. Sempre «Unsere Zeit» spiega che sull’isola caraibica un medico si occupa di 122 abitanti, contro i 231 della Germania. Il sistema di medici e infermieri di famiglia in tutti i distretti cubani, più di 11.000 studi medici e 450 policlinici è il fondamento di un sistema sanitario organizzato dallo Stato, in cui la prevenzione e la cura dei pazienti non sono subordinati agli interessi di profitto delle ditte farmaceutiche privati. I medicinali e i vaccini sviluppati a Cuba sono prodotti da aziende statali, sono quindi un servizio pubblico e sono obbligati per legge a proteggere la propria popolazione e le persone di altri paesi, a differenza dei giganti farmaceutici Pfizer, Moderna, ecc. che cercano i più alti profitti possibili. Il sistema socialista di Cuba crea fiducia nella scienza perché è una scienza slegata dagli interessi privati, e si dimostra superiore, mentre le contraddizioni antagoniste del sistema capitalista si intensificano nella pandemia.

La vaccinazione anti-COVID a Cuba procede a gonfie vele, con circa il 90% di vaccinati.

In Europa invece si risparmia sui posti letto

In Europa, Svizzera compresa, invece ci ritroviamo con un sistema sanitario che si basa sulla privatizzazione, lo strapotere delle cliniche private che lucrano su ogni paziente COVID, la chiusura degli ospedali di periferia, e che nega condizioni di lavoro meno stressanti alle persone che svolgono professioni di assistenza sanitaria. Tutto ciò non crea fiducia nella popolazione ovviamente. Mentre gli azionisti delle compagnie farmaceutiche, i cui profitti sono esplosi negli ultimi due anni, e altri profittatori della pandemia si fregano le mani, i piccoli commercianti e i lavoratori autonomi hanno rischiato o vissuto la bancarotta nonostante gli aiuti statali, come i casi di rigore o le rendite ponte Covid varate dal Consiglio di Stato ticinese. I disoccupati, i precari e i pensionati hanno talvolta giungere a decidere se mangiare o riscaldare le loro case, ma sono anche sempre più chiamati a pagare per l’assistenza sanitaria. Il sistema economico capitalista ha faticato a risolvere la crisi anche con le sue importanti misure restrittive. Esacerbando le tensioni e dividendo la popolazione ha creato il il terreno fertile per i pifferai dell’estrema destra che soffiano sul fuoco dei timori legittimi delle persone. L’esempio di Cuba mostra che c’è un altro modo, ma ci vuole anche una sinistra coraggiosa e indipendente per seguire una strada nuova.

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