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Nuovo atto di pirateria: UBS blocca i pagamenti da Caracas. Sabotata la campagna vaccinale venezuelana!

Uno dei prodotti più importanti per uscire dalla situazione di pandemia risultano essere oggi i vaccini contro il COVID-19. Ecco perché i paesi occidentali, quelli che amano parlare di democrazia e diritti umani (magari esportandoli con le guerre), tentano di sabotare le strategie vaccinali delle nazioni sovrane che non si piegano ai loro diktat neoliberali: una su tutte è la Repubblica Bolivariana del Venezuela guidata dal presidente Nicolas Maduro, esponente del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV). Il governo di Caracas ha denunciato infatti giovedì il “blocco” di circa 10 milioni di dollari destinati a completare i pagamenti per l’acquisto di vaccini.

I tuoi soldi non li vogliamo perché devi …crepare!

Nella sua relazione durante la teleconferenza intitolata “Misure coercitive unilaterali: mancanza di rispetto per il diritto internazionale, gravi conseguenze umane”, organizzata dal Ministero degli Esteri del Venezuela e dalla Scuola di Diplomazia di Ginevra, la vicepresidente venezuelana Delcy Rodriguez ha spiegato che gli ultimi quattro pagamenti al meccanismo delle Nazioni Unite per l’equa distribuzione dei vaccini anti-Covid “sono stati bloccati e sono sotto inchiesta”, il che ha ritardato l’accesso al farmaco nel paese sudamericano che già sta soffrendo pesantemente a causa delle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti (che pure la Svizzera applica a causa dei ricatti nordamericani e della posizione passiva e complice del Consiglio federale). “Il Venezuela, con grande sacrificio, è riuscito a pagare 120 milioni di dollari che corrisponde alla cifra per accedere al lotto di vaccini per immunizzare una percentuale significativa della nostra popolazione. Il Venezuela ha pagato l’intera quota richiesta da Covax, ma gli ultimi quattro pagamenti, pari a oltre dieci milioni di dollari, sono stati bloccati”, ha spiegato Rodriguez rendendo così pubblica una notifica da parte di Covax ricevuta lo scorso 7 giugno dall’ambasciatore venezuelano all’ONU di Ginevra, Héctor Constant Rosales, nella quale si legge che dal 13 aprile GAVI Vaccine Alliance, che fa parte di Covax, ha ricevuto 12 rimesse di denaro dal Venezuela per un importo complessivo di quasi 110 milioni di dollari e che 4 di questi trasferimenti che corrispondono alla somma di 10 milioni di dollari destinati all’acquisto dei vaccini contro il coronavirus sono bloccati.

Destabilizzare la sanità venezuelana e creare il caos

La United Banks of Switzerland, il colosso finanziario elvetico UBS, ha deciso di rifiutare i pagamenti dal Venezuela, così che i vaccini anti-COVID non partano e si impedisca al governo socialista di curare i malati, come ha confermato sempre la vicepresidente. Il gioco è semplice: impedire che il Paese, che ha deciso di continuare la sua rivoluzione in barba alle volontà di Washington e Bruxelles, possa immunizzare i cittadini, speculare così in una catastrofe umanitaria con conseguente rivolta popolare e immancabile intervento militare esterno per “democratizzare” il paese ribelle. Rodriguez ha ammesso infatti che questo tipo di azioni causano “effetti terribili e un impatto sulla popolazione” e che sono in violazione del diritto internazionale. Il ministro degli esteri venezuelano Jorge Arreaza ha poi definito questa decisione un “crimine contro l’umanità”.

Solidarietà dalla Svizzera

L’Associazione Svizzera-Cuba ha subito pubblicato la notizia sulle proprie reti sociali e in contatto con l’Ambasciata venezuelana risulta anche il Partito Comunista svizzero, che ci è stato riferito intende prendere posizione, indignato per l’ennesimo attentato anche alla sovranità svizzera da parte degli statunitensi.

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