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In Cile la sinistra vince le elezioni per la Costituente. Santiago ha una sindaca comunista!

Nell’ultimo weekend, i cittadini cileni sono stati chiamati alle urne per eleggere la nuova Assemblea Costituente, i governatori regionali e alcuni dirigenti municipali. Il risultato generale? Una vittoria per la sinistra, una sconfitta su tutti i piani per la destra neoliberista.

La nuova Assemblea Costituente ha una maggioranza progressista

Ma andiamo con ordine. A livello nazionale si è votato per eleggere l’Assemblea Costituente (Convención Constituyente), che avrà il compito di scrivere la nuova costituzione. Quella vigente è infatti quella antidemocratica che risale ancora agli anni ’80, quando al potere c’era Augusto Pinochet e la sua giunta militare fascista. La votazione di questo fine settimana è proprio il risultato delle proteste sociali degli ultimi anni, condotte contro l’attuale costituzione, che è di dottrina marcatamente neoliberista.

Ebbene, l’elezione per la costituente è stata un trionfo per la sinistra e una schiacciante sconfitta per la destra, capeggiata dall’attuale Presidente della Repubblica, Sebastién Piñera. L’alleanza tra il Partito Comunista del Cile (PCCh) e il Frente Amplio (coalizione di sinistra radicale), chiamata Apruebo Dignidad, ha ottenuto 28 seggi. Il centro sinistra socialdemocratico raggruppato nella Lista del Apruebo ne ha guadagnati 25, mentre la destra di Vamos Por Chile si è fermata a 37 seggi, lontana dai 52 (un terzo del totale) necessari per porre il veto sui nuovi articoli costituzionali. Buon risultato, inoltre, quello delle liste civiche e degli indipendenti, che ottengono 35 deputati. Da segnalare inoltre l’elezione di 17 deputati rappresentanti delle comunità indigene locali.

Vittoria anche nei municipi: Santiago ha una sindaca comunista!

Stessa tendenza si profila sia per le elezioni regionali che per quelle municipali. Anche qui la destra legata alla presidenza di Piñera è crollata, mentre è cresciuta sia la sinistra radicale che quella moderata. Ma c’è di più: per la prima volta nella storia è stata eletta a sindaco di Santiago, la capitale, una candidata comunista. Si tratta della giovane 30enne Irací Hassler, economista e già dirigente del movimento studentesco nazionale. Nel 2011, fu protagonista delle proteste degli studenti cileni contro la mercificazione dell’istruzione. Con il 39% dei consensi, contro il 35% ottenuto dallo sfidante della destra, Felipe Alessandri, Hassler è riuscita in un obbiettivo mai raggiunto prima dai comunisti cileni. Intervistata poco dopo la pubblicazione dei risultati, la nuova alcadesa di Santiago ha ricordato come questo risultato non sia solo frutto della sua candidatura individuale, ma anche del lavoro costante e continuo dei comunisti cileni su tutto il territorio nazionale.

La comunista Iraci Hassler (31 anni) è la nuova sindaca della capitale cilena.

I comunisti riscuotono il successo delle proteste contro Piñera

Va ricordato che il PCCh, assieme ai compagni del Frente Amplio, è stato protagonista della mobilitazione degli ultimi anni contro il governo di Piñera, la sua agenda politico-economica neoliberale e la costituzione pinochetista da esso difesa. Grazie alla guida di avanguardia dei movimenti sociali di opposizione, grazie a un notevole radicamento territoriale, la sinistra radicale ha conquistato il cuore e il voto del popolo cileno, stanco del regime neoliberista impostosi con la dittatura di Augusto Pinochet, e perpetuatosi poi con i governi di centro-destra e di centro-sinistra. Un risultato, quello di domenica, che lascia ben sperare in vista delle elezioni presidenziali del prossimo novembre, dove il PCCh sembra intenzionato a schierare il popolare sindaco di Recoleta Daniel Jadue, riconfermato con il 64% dei voti e ben posizionato nei primi sondaggi in vista del voto autunnale. Forse è presto per parlare di svolta storica per il Cile, ma di certo questo risultato lascia ben sperare per il futuro!

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Stefano Araujo

Stefano Araujo, classe 1993, ha conseguito il diploma di master in scienze politiche presso l'Università di Ginevra. Attualmente lavora come assistente presso il Global Studies Institute della stessa università. E' membro del Comitato Centrale del Partito Comunista (Svizzera).