L’ONU chiede agli USA di rinunciare all’embargo economico contro Cuba

in America latina/Internazionale di

Quella verificatasi all’Assemblea Generale dell’ONU è stata una vittoria schiacciante a favore della Repubblica di Cuba, che con 187 voti a favore, 3 contrari e 2 astensioni è riuscita a far approvare dalla Comunità internazionale la risoluzione “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dal Stati Uniti d’America contro Cuba”. State certi però che questa notizia troverà ben poco spazio sui media mainstream occidentali che preferiscono continuare a dipingere quello di Miguel Diaz-Canel un paese isolato. Nella realtà – come ha twittato il ministro degli esteri cubani Bruno Rodríguez Parrilla – l’isolamento indiscusso è quello degli Stati Uniti! Ad accogliere con felicità la votazione dell’ONU è stata anche l’Associazione Svizzera-Cuba che si era riunita presso la sede diplomatica cubana a Berna con l’ambasciatore Manuel Aguilera de la Paz. Soddisfazione è stata espressa anche da Massimiliano Ay, segretario del Partito Comunista svizzero.

Gli Stati Uniti e Israele hanno votato contro la risoluzione cubana, e c’era da attenderselo. I primi perché ne sono i promotori, i sionisti perché non hanno relazioni con i comunisti dell’Avana che sostengono invece pienamente la resistenza nazionale della Palestina occupata da Israele. Ai due Stati colonialisti di cui sopra si è aggiunto, per la prima volta, anche il Brasile. Non deve stupire: dopo il colpo di stato neo-liberista del 2016 che ha rovesciato il governo di Dilma Roussef e che, in seguito, ha convocato un processo elettorale in un clima di repressione generalizzata per mettere al potere l’estremista di destra Jair Bolsonaro, il Brasile continua la sua involuzione verso la piena subalternità ai diktat imperialistici del presidente statunitense Donald Trump.

Gli astenuti sono Colombia e Ucraina: la prima è un paese in cui vige un regime direttamente coinvolto nel narcotraffico e che ha al suo attivo omicidi politici e una repressione sistematica sia dei sindacalisti sia degli oppositori al proprio governo neo-liberista. L’Ucraina, invece, dopo il golpe filo-atlantico del 2014, si trova in guerra civile ed è riuscita nel triste obiettivo di portare al potere gruppi neo-nazisti che continuano a bombardare la regione russofona dal Donbass. Insomma, gli amici di Washington nella sua crociata anti-cubana, sono letteralmente …imbarazzanti.

E’ da 28 anni consecutivi, cioè dal 1992, che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva con crescente maggioranza la risoluzione cubana, ma la richiesta di revoca del blocco economico, commerciale e finanziario che gli Stati Uniti con tracotanza inaudita impongono all’Isola da 60 anni, resta ancora lì, perché Washington non rispetta le decisioni democratiche dell’ONU.

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