No alla riforma fiscale. Il Partito Comunista protesta: “si fanno regali ai ricchi e poi si taglia sulle borse di studio!”

in Ticino e Svizzera di

Si è svolta questa mattina a Manno la conferenza stampa del Comitato unitario contro i regali fiscali ai milionari e alle grandi aziende sulle spalle della popolazione, promosso dal sindacato UNIA e a cui aderiscono il Partito Comunista, i Verdi, il Partito Socialista e altre organizzazioni di sinistra. “I sacrifici e i tagli imposti alla maggioranza della popolazione negli ultimi anni vengono ora utilizzati per concedere inutili regali fiscali ai milionari” hanno spiegato gli oppositori alla riforma fiscale voluta da governo e parlamento su cui il popolo ticinese dovrà votare il prossimo 29 aprile.

La riforma fiscale è considerata ingiusta e pericolosa, poiché sarà la popolazione a pagare per i privilegi concessi a chi non ne ha bisogno. I fautori tentano goffamente di equilibrare il tutto con alcune contromisure “sociali”, sostenute anche dall’ala destra del Partito Socialista, ma oggi è stato chiarito che il 29 aprile si vota solo sulla modifica della legge tributaria, ovvero sulla riforma fiscale che, se verrà accettata, farà mancare al Cantone e ai Comuni almeno 52 milioni di franchi. Non si voterà invece sulle misure sociali, perché sono già state accettate dal Gran Consiglio senza venir contestate e dunque saranno messe in atto.

Igor Righini (Partito Socialista) ha spiegato che “la parte sociale viene usata per cercare di fare passare un cavallo di Troia che nasconde gli sgravi fiscali ai milionari e alle grandi imprese che faranno mancare le risorse allo stato per svolgere i suoi compiti. Non dobbiamo lasciare passare questo cavallo di Troia perché svuoterà le casse dello Stato, conducendo a ulteriori tagli alla popolazione e a investimenti necessari”. Massimo Collura (I Verdi) ha spiegato che “Il Ticino è diventato un cantone che accoglie a braccia aperte spregiudicati imprenditori o speculatori edilizi, che lasciano ben poco indotto alle nostre comunità”.

Il Partito Comunista era rappresentato da Lea Ferrari, che ha sottolineato come proprio la scorsa settimana vi sia stata una forte mobilitazione degli studenti sia in Ticino sia in Svizzera contro l’aumento delle rette universitarie e i tagli alle borse di studio: “e mentre i giovani e le loro famiglie nel nostro ricco Paese devono far fronte a queste difficoltà che mettono a repentaglio il loro diritto allo studio, il nostro governo cosa fa? Concede sgravi fiscali a chi non ne ha bisogno”. Ferrari ha poi continuato affermando come “questa riforma è esattamente l’opposto del cavallo di battaglia del Partito Comunista, ossia la cosiddetta ‘Tassa dei Milionari’, una legge patrimoniale che, in modo progressivo, chiami a dare un contributo quella minima parte della popolazione che dispone di patrimoni superiori al milione di franchi”. Un tema avanzato in Gran Consiglio dal deputato Massimiliano Ay. La rappresentante del Partito Comunista ha infine concluso spiegando che invece “la riforma fiscale prevede la diminuzione del carico fiscale sui beni delle persone giuridiche e che per le persone fisiche si ha una diminuzione dell’aliquota sull’imposta per il patrimonio”.