I comunisti russi respingono il ricatto militare della NATO

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Dal 15 agosto al 13 settembre in Europa si svolgono le più grandi manovre di truppe aviotrasportate della NATO dopo la fine della “guerra fredda” sotto il comando dei generali americani. In queste manovre dal nome in codice “Risposta rapida” sono coinvolti circa 5 mila soldati di 11 paesi membri dell’alleanza: Bulgaria, Gran Bretagna, Germania, Grecia, Spagna, Italia, Olanda, Polonia, Portogallo, USA e Francia.

Il nome, la durata e la portata delle esercitazioni, che si svolgono sui territori di Germania, Italia, Bulgaria e Romania testimoniano del fatto che i loro piani vanno ben oltre le abituali manovre. E’ interessante notare che contemporaneamente gli americani prendono parte a manovre sul territorio della Lituania. Tutte queste azioni coincidono significativamente con il brusco aggravamento della situazione attorno alla Novorossiya. Conoscendo la natura aggressiva dei nostri “partner”, ciò non può essere dovuto solo al caso.

Alle frontiere della Novorossiya si nota una concentrazione senza precedenti di truppe della giunta “banderista” (nazifascista, ndr). In totale le Forze Armate dell’Ucraina (VSU) hanno portato in prima linea circa 65.000 uomini, più di 400 carri armati, circa 2.400 veicoli blindati, 132 installazioni “Grad”, più di 800 cannoni e mortai. Secondo il comando delle Forze Armate delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, siamo di fronte alla prossima azione punitiva.

Negli ultimi tempi si sono fortemente intensificati i bombardamenti di città e villaggi pacifici delle repubbliche di Donetsk e Lugansk. La triste esperienza dimostra che tali incursioni, apparentemente senza senso, che portano solo la morte tra la popolazione civile e la distruzione delle case, rappresentano il preludio a una nuova aggressione dei “banderisti”.

Come pretesto dell’aggressione potrebbe essere invocato il recente bombardamento del villaggio di Sartana, controllato dalla VSU. Ma tutti gli indizi dimostrano che il bombardamento è stato effettuato dai mortai della stessa VSU. Ciò riporta alla mente i metodi sporchi utilizzati dai nazisti per dare inizio all’aggressione ai paesi dell’Europa. Anche i rappresentanti della NATO hanno già utilizzato simili metodi per giustificare l’aggressione contro la Jugoslavia nel 1999.

La Russia ha più volte richiamato l’attenzione della comunità internazionale sul fatto che la giunta di Kiev sta operando per un drastico aggravamento della situazione. Tuttavia, le “democrazie” occidentali cercano come sempre di attribuire tutte le responsabilità alle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. E chiudono gli occhi di fronte ai crimini di guerra e contro l’umanità, compiuti dalle forze armate dell’Ucraina.

E’ sempre più evidente come l’esercizio del diritto internazionale, nella situazione in cui da tanti anni, senza tanti complimenti, esso è calpestato dagli Stati Uniti e dai loro alleati, non riesca a garantire il risultato desiderato nella causa della difesa della pace nella Novorossiya.

A giudicare dalle dichiarazioni della leadership russa, il nostro paese non lascerà la popolazione delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk in balia delle bande criminali fasciste. A tal riguardo, le grandi esercitazioni in Europa sono il segnale ai vassalli di Kiev che tutta la potenza della NATO è dalla loro parte. Ciò spinge letteralmente i neonazisti a nuove avventure militari. Allo stesso tempo è del tutto evidente il ricatto militare nei confronti della Russia.

Il Partito Comunista della Federazione Russa condanna fermamente gli istigatori di una nuova guerra in Europa. Ogni responsabilità per la crescente tensione ricade sui leader degli USA, dell’Unione Europea e delle loro marionette a Kiev.

Il Partito Comunista della Federazione Russa sostiene la dirigenza della Russia nella difesa della popolazione russofona delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. Solo una posizione forte e conseguente del nostro paese è in grado di fermare l’imminente bagno di sangue. La Russia deve mostrare determinazione nel difendere gli interessi nazionali e gli interessi dei suoi connazionali, nonostante il ricatto economico e militare degli Stati Uniti e dei loro satelliti.

Ghennady Zyuganov, presidente del Partito Comunista della Federazione Russa

(traduzione dal russo a cura di Mauro Gemma)

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