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Attentati di Oslo: perché proprio la Norvegia?

in Editoriali/Opinione di

Non mi convince la tesi che la strage in Norvegia sia riconducibile solo alla recrudescenza del neonazismo razzista e xenofobo in Europa. La prima versione dell’attentato di matrice islamica si è rivelata una bufala ma anche la seconda versione dell’attentato nazista è parziale e insufficiente. Certamente siamo di fronte in Europa ad una recrudescenza dell’estremismo nazista, razzista e xenofobo ed anche a rigurgiti di antisemitismo. E senz’altro l’attentatore materiale della strage terroristica è uno psicotico imbottito di ideologia neonazista e razzista. Tuttavia bisognerebbe indagare meglio su chi ha armato la mano del terrorista, sul perché e su chi ha voluto colpire proprio la Norvegia oggi. Parlare solo del singolo attentatore è come affermare che la strage di Bologna del 2 agosto sia stata provocata da Mabro e Fioravanti, terroristi fascisti dei Nar e fermarsi lì. In molte inchieste giornalistiche e di esperti, e perfino in molte indagini e sentenze è emerso chiaro il ruolo attivo svolto dai servizi segreti italiani e stranieri, non solo nella strage del 2 agosto ma in tutto lo stragismo italiano di estrema destra. E se ciò è vero bisognerebbe interrogarsi anche sul perché ciò è avvenuto, sugli obbiettivi e i nuovi scenari che si hanno di fronte.

Segnalo alcune notizie uscite in sordina nei giorni e negli anni scorsi, utili a capire perché proprio la Norvegia.

 

1) Norvegia e Russia hanno raggiunto nel corso degli ultimi anni accordi di cooperazione sempre più stretti.

“Proprio in questi giorni entra in vigore l’accordo fra la Russia e la Norvegia sulla delimitazione delle zone di competenza nell’Artide e sulla cooperazione nel Mar di Barents e nel Mar Glaciale Artico. Il 15 settembre del 2010, è stato firmato un documento con cui “si concludono 40 anni di controversie. L’accordo apre nuove possibilita’ per il libero sfruttamento dei ricchissimi  giacimenti di gas e petrolio nell’area di 175 mila chilometri quadrati e regola la collaborazione nel settore ittico. Secondo il ministro degli esteri russo Lavrov, si tratta di un’intesa opportuna e reciprocamente vantaggiosa”.

Dal sito “La voce della Russia”, 07-07-2011.

 

2) Gazprom si allea con la Norvegia.

Gazprom ha scelto la norvegese StatoilHydro come secondo partner nel maxi-giacimento di gas a Shtokman. Il colosso russo guidato da Alexej Miller aveva già selezionato la francese Total come primo partner per sviluppare la fase iniziale del progetto, la cui stima ammonta a 15-20 miliardi di dollari. Le riserve di questo giacimento ammontano a 3.700 miliardi di metri cubi di gas e oltre 31 milioni di tonnellate di gas condensato. […]

Da “Sky – TG24” del 12-12-2009.

 

3) La Norvegia tra coloro che vogliono spaccare la NATO.

Nuove indiscrezioni di Wikileaks hanno rivelato quanto siano profonde le divisioni all’interno della NATO su questioni chiave della sicurezza europea. Il governo norvegese è accusato di essere parte di una presunta “banda dei cinque” filorussa, insieme a Francia, Germania, Olanda e Spagna. […] In una riunione d’emergenza del Consiglio della NATO tenutasi il 12 agosto [2008] in occasione del conflitto tra Russia e Georgia, gli alleati non riuscirono a trovare una posizione comune sulla guerra. La “banda dei cinque”, come la definiscono gli americani, avrebbe affermato che l’annuncio dell’ingresso di Georgia e Ucraina nella NATO avrebbe avuto il solo scopo di provocare i russi, mentre la parte opposta considerava la decisione di non garantire a questi paesi una piena partecipazione come una sorta di “luce verde” data ai russi per fare ciò che volevano. Solo il 19 agosto si riuscì ad arrivare ad una dichiarazione comune sulla crisi. […]

Da “Views and News from Norway” del 14-02-2011.

 

4) La Norvegia vuole ritirarsi dalla guerra in Libia.

[…] Anche la Norvegia [insieme all’Olanda] sta ritirando la propria partecipazione [alla guerra in Libia]. A partire dal 1° agosto, le sue forze aeree non saranno più coinvolte negli attacchi. Questa crescente riluttanza da parte di diversi paesi membri della NATO ha portato il ministro della difesa britannico, Liam Fox, ad accusare questi governi, il 13 luglio scorso, di non fornire sufficienti forze aeree per la campagna in corso. […]

Dal sito “Workers World”, 21-07-2011

 

5) Norvegia: il partito socialista proporrà una mozione in cui si chiede di intervenire militarmente contro Israele in caso di azioni contro Gaza.

Siamo arrivati a questo. Il Sosialistisk Venstreparti (Partito Socialista di Sinistra) di Kristin Halvorsen, facente parte della coalizione di governo norvegese, conta di far votare una mozione in cui si richiede un’azione militare contro Israele nel caso che questi dovesse decidere di agire contro Hamas a Gaza! […]

Da “Tundra Tabloids” del 27-03-2011

 

6) La Norvegia sarà la prima nazione europea a riconoscere la Palestina.

Jonas Gahr Stoere, Ministro degli Esteri norvegese, ha detto ad una conferenza stampa svoltasi a Ramallah, insieme al Primo Ministro palestinese Salam Fayyad, che il suo paese sarà uno dei primi a riconoscere il futuro stato palestinese una volta che le sue istituzioni saranno approntate secondo gli schemi e i progetti previsti dall’Autorità Nazionale Palestinese. […]

Da “Rohama.org” del 15-01-2011.

 

7) Jonas Gahr Støre (Ministro degli Esteri norvegese): l’occupazione deve finire, il muro deve essere demolito e bisogna farlo subito!

Il ministro degli esteri è stato accolto con richieste di riconoscimento dello Stato Palestinese quando, giovedì, si è recato in visita ad un campo estivo della gioventù laburista a Utoya.

Dal sito norvegese “Politisk.tv2.no” del 21-07-2011.

Guarda caso, il campo di Utoya che il ministro Store aveva visitato il 21 luglio è stato proprio il teatro della strage compiuta il giorno successivo dal folle estremista di destra. Che coincidenza!

Non penso che in politica due più due faccia sempre quattro e che tutto sia riconducibile sempre a complotti di grandi potenze, tuttavia questi ci sono e ci sono sempre stati nella storia, e sarebbe utile scavare di più rispetto alle notizie date dai mass-media per capire qual è il fuoco che cova sotto la cenere, quali sono gli scontri di grandi interessi dietro molte guerre e terrorismi, di cui l’opinione pubblica è sistematicamente disinformata.

 

Leonardo Masella, membro della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista (Italia)