I lavoratori non paghino la crisi!

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La crisi sanitaria e quella economica ad essa legata hanno messo ancora di più in mostra le contraddizioni del sistema economico nel quale viviamo, le quali evidenziano ancora una volta la necessità di effettuare dei cambiamenti sistemici. Le decisioni governative federali prese negli ultimi mesi sono infatti state fortemente veicolate dalla logica del profitto e dagli interessi dei privati. Esempio lampante di ciò è stata la scelta di mantenere attivi anche diversi settori economici non essenziali e buona parte dei cantieri in Svizzera, obbligando così gli operai a mettere a rischio la propria salute e quella delle loro famiglie. Lo si vede però anche nella decisione di permettere alle aziende che si trovano in lavoro ridotto di versare i dividendi ai propri azionisti.

Sono diversi i casi, inoltre, di aziende che beneficiano dell’indennità per lavoro ridotto che hanno proceduto nonostante ciò a licenziare molti dei propri dipendenti. Basti pensare all’atteggiamento di aziende come la MIKRON o l’AGIE. Questi licenziamenti non sono per nulla giustificati: non stiamo certo parlando di micro aziende che stentano a far quadrare i bilanci, ma di colossi che continuano a fare utili. Si tratta semplicemente di misure volte a non intaccare i profitti padronali. È vergognoso che delle aziende si approfittino in tal modo degli aiuti dello Stato, cioè di tutti noi! Il divieto di licenziamento in queste situazioni sarebbe una misura minima, politicamente ma anche eticamente giustificabile.

Se al centro delle misure governative ci fossero stati gli interessi dei lavoratori, e non quelli dell’oligarchia finanziaria elvetica, tali situazioni non si sarebbero prodotte. È per questo che occorre assolutamente invertire la rotta e anteporre l’interesse della collettività alla logica della redditività. Sono del resto i lavoratori e le lavoratrici che nel periodo di crisi più acuta hanno continuato a lavorare e hanno permesso alla nostra società di continuare a funzionare, non certo qualche padrone che ora approfitta degli aiuti statali per continuare ad accumulare i suoi soliti profitti. La crisi economica che seguirà quella sanitaria non deve dunque assolutamente cadere sulle spalle della classe lavoratrice, reale motore della nostra società!

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Luca Frei, classe 1998, è stato eletto coordinatore della Gioventù Comunista Svizzera nel marzo 2020. Dopo la maturità liceale ha iniziato gli studi universitari in storia ed è attivo nel Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA).