Gli attacchi contro il Giorno della Vittoria sul nazismo

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Tutti i popoli ex – sovietici, da Mosca all’Asia Centrale, ricordano con emozione, dolore, gioia, la Vittoria contro il nazifascismo. Oggi 9 maggio 2020 è il 75° anniversario di questo giorno straordinario che grazie al sacrificio di venti milioni di sovietici, donne e uomini, civili e militari, partigiani e prigionieri dei campi di concentramento nazisti, ha regalato la pace all’intero continente.

Ovviamente vi è chi utilizza questa giornata per parole diffamatorie. Il presidente polacco incita l’Unione Europea ad unirsi contro la Russia e la Cina, a suo giudizio nazioni pericolose, ma si sa, l’odio antirusso e anticomunista dei polacchi è proverbiale, tuttavia anche i sedicenti oppositori russi cappeggiati dall’impresentabile Navalnij (si veda https://www.sinistra.ch/?p=7269) si associano dicendo che non ci sia nulla da festeggiare e che le celebrazioni del 9 maggio siano un disgustoso evento caricaturale.

Il segretario di Stato statunitense Mike Pompeo insieme ad alcuni ministri degli esteri di nazioni aderenti alla NATO europee: Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Polonia, Romania e Slovacchia ci spiega che è in corso una nuova Guerra Fredda, infatti per loro “il maggio 1945 portò alla fine della seconda Guerra Mondiale in Europa, non portò libertà a tutta l’Europa. La parte centrale e orientale del continente rimase sotto il dominio dei regimi comunisti, gli stati baltici furono occupati e annessi illegalmente e la presa di ferro sulle altre nazioni prigioniere fu imposta dall’Unione Sovietica usando una forza militare schiacciante, con la repressione e il controllo ideologico.” Pompeo e gli altri diplomatici si dimenticano non solo della verità, ma anche che in Spagna e Portogallo gli statunitensi hanno retto due dittature dal 1945 in funzione anticomunista, che un colpo di stato fascista lo hanno promosso in Grecia nel 1967, che in Germania nel 1945 hanno messo nei capi di internamento i comunisti della Germania Ovest e che in Italia, se i comunisti avessero vinto le elezioni, era pronto il colpo di stato, preparato più volte, dal piano Solo del 1964 a quello Borghese del 1970, con l’appoggio della rete clandestina Gladio, pagata da Washington. Di più Pompeo e soci dimenticano che in molte di quelle nazioni vi è stato un largo consenso alla costruzione del socialismo, che molti dei dirigenti di quegli stati erano persone sopravvissute ai campi di concentramento nazisti, ma i firmatari si spingono oltre, blaterano di diritti umani e di democrazia, usate come sempre come clave ideologiche e si inventano che chi non la pensa come loro è un manipolatore dei fatti: “Oggi stiamo lavorando insieme per un’Europa forte e libera, dove prevalgono i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto. Il futuro dovrebbe basarsi sui fatti della storia e della giustizia per le vittime dei regimi totalitari. Siamo pronti al dialogo con tutti coloro che sono interessati a perseguire questi principi. La manipolazione degli eventi storici che hanno portato alla seconda guerra mondiale e alla divisione dell’Europa all’indomani della guerra costituisce uno sforzo deplorevole per falsificare la storia.”

Il solco, anche di comprensione dei fatti e della realtà è quindi sempre più profondo, oggi è una bellissima giornata, da celebrarsi con gioia e con entusiasmo, senza dimenticare tuttavia che un nuovo conflitto mondiale è con tutta evidenza in corso tra chi armeggia per mantenere le ingiustizie di un mondo unipolare e chi al contrario crede possibile e necessario costruire nuovi scenari multipolari e di pace.

Buon Dien Pabiedi!, buona giornata della Vittoria a tutte e tutti!

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Davide Rossi, di formazione storico, è insegnante e giornalista. A Milano dirige il Centro Studi “Anna Seghers” ed è membro della Foreign Press Association Milan.