Il Coronavirus mette in luce (ancora di più) i numerosi problemi degli USA.

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Il coronavirus rivela i problemi del sistema sanitario ed economico degli Stati Uniti. Lo afferma il Tagesanzeiger, quotidiano zurighese tutt’altro che comunista, in un articolo apparso lo scorso 20 marzo ed intitolato “Der Corona-Ausbruch legt Amerikas kaputtes System offen”. Secondo Alan Cassidy, autore dell’articolo, la pandemia colpirà in modo più pesante gli Stati Uniti rispetto a molti altri Paesi. E questo non tanto per colpa del presidente Donald Trump, bensì a causa dell’assenza di uno stato sociale degno di quel nome.

I casi di Coronavirus negli Stati Uniti continuano a crescere in modo esponenziale. Nonostante ciò, il numero reale di persone infette non è conosciuto, dal momento in cui, come rivelano diversi medici statunitensi, diverse persone che presentano sintomi gravi non possono essere sottoposte al test, a causa di una carenza di tamponi. Del resto, il Presidente Trump ha licenziato due anni fa l’unità responsabile per le pandemie e ha tagliato i fondi ad altri settori importanti che oggi sarebbero risultati importanti per combattere il virus.

Ma è tutta colpa della presidenza di Trump? Certo che no: Cassidy afferma che l’attuale situazione mette in evidenza i problemi che esistono già da prima. Uno di questi è che il diritto alla salute, negli Stati Uniti, non viene riconosciuto a tutti i cittadini. Basti pensare al fatto che ben ¼ della popolazione attiva non ha diritto a giorni di malattia pagati. Ciò è il caso principalmente nel settore dei servizi e tale situazione colpisce principalmente le minoranze ed i lavoratori con un salario più basso. Spesso e volentieri, queste persone lavorano anche nei supermercati, che evidentemente rimangono aperti anche durante questa crisi sanitaria. Non potendosi però permettere di restare senza salario, il rischio che i dipendenti vadano al lavoro anche se presentano sintomi è molto alto. Insomma: la mancanza di diritti sociali aiuta la diffusione del virus.

I problemi non si fermano di certo qui. Quasi 28 milioni di cittadini statunitensi non hanno ancora alcuna cassa malati, perché esse risultano troppo costose. Allo stesso momento, le visite mediche e le cure hanno prezzi troppo alti per un lavoratore medio. Il sistema sanitario statunitense, infatti, è quello più caro al mondo. Nonostante ciò, negli ospedali mancano letti per le cure intensive, respiratori e mascherine. Come se non bastasse, a causa della crisi sanitaria in corso, già centinaia di migliaia di cittadini statunitensi hanno perso il lavoro e i contributi dati dall’indennità di disoccupazione risultano, soprattutto per chi abita in città, troppo bassi per poter vivere dignitosamente.

Insomma, il Coronavirus sta mettendo in mostra, ancora di più di quanto già si poteva osservare prima, che il sistema degli Stati Uniti, basato su un capitalismo sfrenato, non permette ai propri cittadini di vivere in sicurezza e dignitosamente.

Ancora una volta si vede la necessità di uno stato forte, di una sanità che sia pubblica e di diritti sociali che siano garantiti per tutti. Questa situazione deve servire, per noi, anche da insegnamento: la Svizzera dovrebbe staccarsi sempre di più da paesi come gli Stati Uniti e guardare verso quei Paesi che stanno aiutando, nel nome dell’internazionalismo e dell’amicizia fra i popoli, a debellare il virus e a superare questa situazione di crisi sanitaria.

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Luca Frei, classe 1998, dopo la maturità liceale ha iniziato gli studi universitari in storia. Attivo nel Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), è attualmente membro di coordinamento della Gioventù Comunista.