Sì, abbiamo bisogno di più abitazioni a pigione moderata

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Il prossimo 9 Febbraio siamo chiamati a votare su quattro temi, tra i quali c’è l’iniziativa “Più abitazioni a prezzi accessibili”, lanciata dalla Associazione Svizzera Inquilini. L’iniziativa chiede che ci sia il diritto di prelazione da parte di cantoni e comuni, e che quindi vi siano condizioni eque e giuste per l’acquisto di terreni da parte del pubblico. Oltre a questo, viene richiesto che almeno il 10% delle nuove costruzioni siano appartamenti a pigione moderata. In ultima istanza, i risanamenti energetici non devono essere un motivo per aumentare il prezzo dell’affitto ma devono potersi fare senza che gli inquilini ne paghino le spese. L’iniziativa in questione, quindi, pone un importante freno alla speculazione edilizia e all’aumento degli affitti che ormai sono in crescita da anni. È giusta ed è necessaria per poter garantire un’abitazione a prezzi dignitosi a tutte le fasce della popolazione.

I contrari all’iniziativa sostengono che essa intacca gravemente il mercato, limitandolo in maniera tale da poterlo quasi distruggere. Sui loro volantini si leggono parole e frasi che richiamano quasi l’Unione Sovietica degli anni ’40. Tutto ciò è fuorviante e sicuramente questa proposta non porta ad un’economia pianificata, ma semplicemente garantisce dei sacrosanti diritti in più ai cittadini e alle fasce più povere. Le vere motivazioni che stanno alla base delle idee dei contrari sono portate alla luce dal Consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi in un dibattito a Democrazia Diretta qualche giorno fa: “il mercato si autoregola, bisogna lasciargli il tempo”. Con questa frase ci è facile capire che i ragionamenti di chi è per il “no” sono puramente neoliberisti, e che quindi vorrebbero che lo Stato non intervenga in alcun modo nell’economia.

Sappiamo che disastri può portare la liberalizzazione estrema e il non controllo del mercato, e le stesse affermazioni dei contrari sul fatto che bisogni lasciare il tempo al mercato di autoregolarsi sono smontate dai fatti: negli ultimi 15 anni i costi d’alloggio sono aumentati quasi del 20%!

È evidente che quest’iniziativa non è contrastata da chi vuole proporre delle alternative migliori al problema del rincaro degli affitti, ma da chi non vuole intaccare il profitto di chi controlla il mercato immobiliare. Per questo io e il Partito Comunista voteremo sì, e invitiamo tutti a votare sì il 9 Febbraio a “Più abitazioni a prezzi accessibili”.

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