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Con il popolo e con la natura: i giovani comunisti per una “svolta eco-socialista”!

Da quando la Gioventù Comunista (GC) ha spinto l’allora Partito del Lavoro a cambiare il nome in Partito Comunista, ha assunto sempre più un ruolo importante nel partito, contribuendo a ringiovanirlo e a rinnovarne i metodi.  E fra i cambiamenti in atto anche la fine del dogma laburista e produttivista che ha caratterizzato il movimento operaio novecentesco. A spiegarlo sono gli stessi giovani comunisti ticinesi in una conferenza stampa tenutasi ieri alla Casa del Popolo di Bellinzona. “La modifica del nome non era sinonimo di ritorno al passato – ha spiegato Alessandro Lucchini, candidato al Granconsiglio e membro del coordinamento della GC – ma la volontà di rinnovarsi, perché il comunismo inteso come società di solidarietà e uguaglianza è il futuro che vogliamo costruire”. Non fa paura nemmeno il passato, a volte scomodo, che l’ideologia comunista porta con sé: “come giovani comunisti nati dopo il 1989 siamo per forza di cose comunisti diversi rispetto a chi ci ha preceduto” ha continuato Lucchini.

La svolta eco-socialista

La Gioventù Comunista (GC) sta lavorando per “una svolta eco-socialista che vuole unire i comunisti, i socialisti di sinistra che ancora credono nel cambiamento della società e gli ecologisti radicali che capiscono che la vera difesa dell’ambiente potrà avvenire solo superando l’anarchia del mercato capitalista”, spiegano le nuove leve della sinistra ticinese. Entusiasta degli input che arrivano del movimento giovanile, il segretario politico del Partito Comunista, Massimiliano Ay, candidato al Consiglio di Stato e al Granconsiglio, ospite alla conferenza stampa di ieri ha affermato: “un sistema economico che favorisce una produzione sconsiderata senza legami coi reali bisogni della popolazione e basato di fatto su un consumismo malato non potrà durare a lungo e la crisi che stiamo vivendo ne è la prova: occorre ragione nei termini di una decrescita sostenibile per evitare il collasso”. Ay ha ricordato che comunque l’impegno del suo Partito nell’ambito ambientale non è mai mancato, ad esempio si è citata la lotta contro l’inceneritore dei rifiuti di Giubiasco, l’opposizione al progetto Metanord e il referendum contro l’urbanizzazione selvaggia a Bellinzona.

Tre impegni concreti per la natura

Ha poi preso la parola Aris Della Fontana, coordinatore cantonale della GC e candidato delle Valli per il Granconsiglio. Il responsabile dei giovani comunisti ticinesi ha ricordato l’impegno in ambito ecologico attraverso la consegna di due petizioni e il lancio di una terza. Un migliaio di firme sono state raccolte per la petizione sugli standard Minergie: “riteniamo di vitale importanza un’educazione ecologica in fatto di energie alternative e sostenibili nell’ambito della formazione professionale” ha spiegato Della Fontana. Un altro migliaio di sottoscrizioni sono invece andata alla petizione che chiede di intervenire contro la soppressione delle linee regionali di autopostali e treni in Ticino: se Berna si disimpegna, hanno affermato i promotori, sia Bellinzona a metterci i fondi necessari e salvare così le regioni periferiche e montane del nostro Cantone. In fin dei conti “non devono esserci cittadini di serie A (chi abita nei centri urbani) e cittadini di serie B (chi abita nelle valli)”! La terza petizione, lanciata in questi giorni, riprende la proposta dal Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) del 2007 e cioè i trasporti pubblici gratuiti per i giovani in formazione. La Gioventù Comunista intende però estendere l’idea anche ai pensionati in difficoltà che percepiscono la complementare AVS. Il Granconsiglio ha già bocciato una proposta simile, ma “noi torniamo a battere il chiodo perché occorre creare dei paracadute sociali a favore delle famiglie che subiscono la crisi economica”. Una promessa di impegno qualora questi giovani candidati riuscissero ad essere eletti in aprile!

Allarme polveri fini, quali risposte?

Janosch Schnider, anche lui candidato comunista al Granconsiglio, ha affrontato poi un tema di stretta attualità, ossia l’allarme polveri fini: “ci troviamo in una situazione di allarme inquinamento. Purtroppo, anche con la complicità del Partito Socialista, è stato costruito l’inceneritore dei rifiuti a Giubiasco, un vero e proprio eco-mostro che i Comunisti avevano contrastato da subito”. Schnider ha poi lanciato delle proposte di “buon senso” che necessiterebbero però di un “coraggio politico” difficile da trovare nell’attuale classe politica borghese: la GC propone infatti l’aumento delle corse dei mezzi pubblici in ogni luogo, l’incentivazione finanziaria e la calmierazione dei prezzi sul corto periodo (e la gratuità sul medio-lungo periodo). Lo Stato, insomma, deve intervenire e non lavarsi le mani con la scusa del libero mercato. E proprio contro il primato della concorrenza si scagliano i giovani, proponendo di costituire “una società cantonale, di proprietà dello Stato, che si occupi dei trasporti pubblici in cui confluiscano le varie FART, TPI, ecc.” questo aiuterebbe “a tenere bassi i prezzi, ad avere maggiore trasparenza e a meglio pianificare gli investimenti per estendere la rete di servizio su tutto il territorio cantonale, regioni periferiche e montane comprese” ha concluso Schnider.

Una manifestazione per sensibilizzare…

La Gioventù Comunista intende lanciare per sabato 26 febbraio 2011 una manifestazione pubblica in piazza Governo a Bellinzona, aperta a tutti i movimenti che condividono le preoccupazioni per lo stato dell’ambiente, per chiedere un miglioramento della rete dei trasporti pubblici e per protestare contro l’inefficacia del Consiglio di Stato a tutela della salute pubblica.

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