In Austria si prospetta un governo ancora più a destra. Comunisti e verdi verso una lista comune.

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Il prossimo 15 ottobre si voterà in Austria, dopo che nel mese di maggio il partito democristiano ÖVP aveva abbandonato la coalizione governativa con i socialdemocratici della SPÖ, rendendo necessario il ricorso alle urne.

Il candidato della destra nazionalista
“La tua patria adesso necessita di te”: lo slogan della FPÖ.

I due partiti hanno nel frattempo già annunciato di essere entrambi pronti, dopo il voto, a ricostituire una nuova grande alleanza, ma questa volta probabilmente ancora più orientata a destra. L’ÖVP ha infatti dichiarato esplicitamente di volerla aprire anche al partito della destra populista FPÖ. Persino la SPÖ – benché con toni più smussati – non ha escluso questa ipotesi. Nulla di straordinario, in realtà, poiché gli ultra-nazionalisti sono già al governo con la socialdemocrazia nel Burgenland.

I democristiani si stanno non a caso preparando al futuro alleato acuendo le proprie posizioni xenofobe e adottando una linea più intransigente di austerità in ambito sociale. Nella città di Graz, capitale della Stiria, inoltre, ÖVP e FPÖ sono già oggi alleati nel governo regionale, con l’obiettivo però in quel caso di bloccare la crescita della locale sezione del Partito Comunista Austriaco (KPÖ) che proprio a Graz ha una propria roccaforte.

Il Partito Comunista Austriaco correrà con una lista aperta ai Verdi
Il PC Austriaco correrà con una lista aperta ai Verdi

Al di fuori dei tre partiti maggiori, non esiste oggi nel Paese una forza politica di opposizione con una prospettiva di massa sul piano nazionale: gli “eurocomunisti” della KPÖ nel 2013 aveva raggiunto circa l’1% dei consensi ed è ancora oggi lontana da un’entrata in parlamento. Anche i marxisti-leninisti del Partito del Lavoro (PdA) non sono messi meglio. Ma un’unione fra i due partiti della sinistra di classe sembra impossibile: la KPÖ – che sta attualmente profilandosi sul tema delle pigioni calmierate e del diritto alla casa – potrebbe puntare su una lista di sinistra plurale (sul modello della SYRIZA greca) – con una parte degli ecologisti e chiamata KPÖplus. Il PdA dal canto suo ha invece annunciato di non volersi candidare, preferendo concentrarsi prima sul rafforzamento organizzativo del partito, e anzi accusa la KPÖ di illudere le persone con la propria lista.

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