In Corea il Partito dei Lavoratori lancia un nuovo piano quinquennale!

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Si è svolto nel week-end scorso il 7° Congresso del Partito dei Lavoratori di Corea (del Nord). Riunitosi a porte chiuse nella città di Pyongyang e senza giornalisti esteri, l’evento non prevedeva nemmeno la presenza di delegazioni dei partiti comunisti esteri, molti dei quali hanno ritenuto comunque di inviare messaggi di saluto, come il Partito Comunista di Cuba, del Vietnam, del Brasile, ecc.

delegati_coreaniIl Partito dei Lavoratori di Corea (PLC), in preparazione dell’assise, aveva riunito già nei mesi scorsi le proprie sezioni regionali e le proprie cellule nelle fabbriche, nell’esercito e negli istituti accademici per eleggere gli oltre tremila delegati. Che sono poi giunti in treno a Pyongyang nei giorni scorsi.

Il PLC è la forza egemone della rivoluzione coreana secondo l’art. 11 della Costituzione della Repubblica Popolare Democratica di Corea e governa il Paese asiatico in alleanza con due altri partiti minori: uno di tradizione socialdemocratica e un altro di orientamento religioso.

I numerosi delegati hanno ribadito il loro legame con l’ideologia Juché – la particolare declinazione nazionale del marxismo-leninismo – e hanno ascoltato il discorso del presidente del Partito, Kim Jong Un, che si è presentato vestito di un completo gessato e cravatta, e non con la consueta giacca nazionale coreana. Non è un caso: da tempo Kim Jong Un gioca la carta della somiglianza con il comandante partigiano Kim Il Sung, fondatore della Repubblica, che vestiva all’occidentale.

kimyongunE’ ancora presto per dire se si tratta di un segnale esteriore che lascia presagire un processo di normalizzazione dei comunisti coreani, che stanno pure sperimentando forme di mercato nella loro economia pianificata e fortemente collettivizzata. Finora si sa però che l’assise congressuale ha deciso un nuovo piano quinquennale per rinvigorire la produttività economica del Paese con una maggiore automazione delle fabbriche.

Per quanto concerne invece l’apparato nucleare, fonte di innumerevoli preoccupazioni in Occidente e che sta costando molto all’economia coreana sanzionata dall’ONU, è stato oggetto anch’esso di discussione. Kim Jong Un ha chiarito che finché anche le altre potenze nucleari, in primis gli Stati Uniti, non smantelleranno il loro arsenale atomico, nemmeno la Corea del Nord lo farà. E questo unicamente per difendere la propria indipendenza di fronte alle continue minacce di guerra da parte americana.

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