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Legge Morisoli: che si responsabilizzi piuttosto chi ha guadagnato durante la pandemia!

Il prossimo 15 maggio saremo chiamati a votare, a livello cantonale, sul Decreto legislativo sul pareggio del conto economico, il quale prevede che si arrivi entro la fine del 2025 al pareggio di bilancio delle casse dello stato, senza che vengano aumentate le imposte, ma contenendo drasticamente la spesa pubblica. Come cittadino e membro del Partito Comunista invito gli elettori a rimandare sonoramente al mittente tale legge.

Perché votare no alla cosiddetta “legge Morisoli”? In primo luogo, perché se dovesse passare, assisteremmo a un taglio drastico dei servizi pubblici e delle prestazioni sociali. Non solo rischiamo un peggioramento dei servizi essenziali come la sanità, la formazione, il trasporto pubblico, ma anche a tagli netti degli aiuti sociali del Cantone. Dato che il Decreto legislativo non prevede aumenti di imposte, a pagare sarebbe il cittadino medio in difficoltà, vedendosi, da un lato, diminuire le prestazioni sociali, e dall’altro dei servizi pubblici universali non essere più di qualità. In secondo luogo, la pandemia ci ha insegnato quanto sia fondamentale che lo Stato, in ogni circostanza, abbia i mezzi necessari per servire correttamente e concretamente il cittadino.

Infine, se davvero si può parlare di emergenza dei conti pubblici (cosa di cui è più che lecito dubitare), piuttosto che fare pesare sulla classe media il peso dei tagli, sarebbe l’ora di tassare propriamente chi durante la pandemia è riuscito ad arricchirsi: i milionari. Mai più come ora è necessario concretizzare la proposta comunista di una tassa dei milionari, ossia una patrimoniale (che esclude la prima abitazione) su quelle fortune di oltre un milione di franchi (leggi qui). Come pure sarebbe necessaria e coerente dare seguito alle altre iniziative fiscali depositate dal Partito Comunista in parlamento, con cui si richiede l’introduzione di un’imposta progressiva sull’utile ed il capitale delle persone giuridiche, nonché sugli utili degli immobili dipendenti dai guadagni realizzati.

Le risorse e prestazioni dello stato vanno migliorate partendo da una più equa giustizia fiscale, non tagliando sul sociale e i servizi pubblici essenziali per il cittadino comune, come invece vorrebbe la destra di questo cantone!

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Stefano Araujo

Stefano Araujo, classe 1993, ha conseguito il diploma di master in scienze politiche presso l'Università di Ginevra. Attualmente lavora come assistente presso il Global Studies Institute della stessa università. E' membro del Comitato Centrale del Partito Comunista (Svizzera).