A 30 anni dal “Fichenaffäre”…

in Editoriali/Opinione di

Siccome ricorre il trentennale della “caduta” del muro di Berlino e si fa a gara a spararla più grossa sul controllo totalitario e cattivo ad opera della STASI nella DDR, senza dimenticare l’immancabile riproposizione delle solite pellicole (“Le vite degli altri” tanto per citarne una), ricordo che il 22 novembre di 30 anni fa scoppiò il Fichenaffäre.

Lo scandalo delle schedature, figlio del contesto della Guerra Fredda e di un anticomunismo ben radicato nella società elvetica, portò alla scoperta di circa 900 mila dossier redatti dalla polizia politica riguardanti cittadini e organizzazioni. Si stimò che circa un cittadino su sette fosse schedato.

A essere presi di mira furono soprattutto personalità svizzere e non che avevano legami con il Partito Svizzero del Lavoro, membri di associazioni quali le “colonie libere”, attivisti di movimenti contrari all’armamento atomico e obiettori di coscienza. La sorveglianza sfuggì poi completamente di mano e andò a colpire anche coloro la cui unica colpa fu semplicemente l’avere esercitato i propri diritti costituzionali firmando un’iniziativa o esponendo posizioni che potevano rivelarsi critiche nei confronti del sistema.

Nel 2016 ebbi l’occasione di intervistare Werner Carobbio, consigliere nazionale fino al 1999, fondatore e segretario dell’ex Partito Socialista Autonomo (PSA), che visse quei giorni in prima persona, sia in quanto “schedato”, ma soprattutto in qualità di co-presidente di una delle due Commissioni parlamentari di inchiesta istituite per indagare sull’operato della polizia federale.

Indagini che portarono alla scoperta dell’esistenza della P26, un’organizzazione paramilitare segreta – il corrispettivo della Gladio italiana e più in generale di tutte le organizzazioni “stay behind” che nel Dopoguerra operarono nel blocco occidentale in funzione “antisovietica” – finanziata in maniera occulta tramite i fondi del Dipartimento militare e che in un qualche modo, in barba alla neutralità, intratteneva collaborazioni con la NATO.

5,441 Visite totali, 39 visite odierne

Alberto Togni (1994) è membro della Direzione del Partito Comunista (Svizzera) e consigliere comunale a Gordola. In passato ha ricoperto ruoli nel Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA).