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Il Camerun vince la Coppa d’Africa 2017

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Nel 1957, mentre larga parte dell’Africa si dibatte ancora nella lotta per la liberazione dal colonialismo, il neocolonialismo e l’imperialismo occidentali sono già all’opera e cercano d’affondare le proprie grinfie per il controllo delle materie prime energetiche e alimentari del continente. Poche nazioni sono indipendente, tra queste l’Egitto e il Sudan che decidono di dare vita a Khartoum alla prima edizione della Coppa delle Nazioni Africane. Ospite l’Etiopia, respinto il Sudafrica razzista dell’apartheid. Vince l’Egitto di Nasser, impostosi prima in semifinale sui sudanesi e poi in finale sugli etiopi con un rotondo 4 a 0 tutto firmato da Mohamed Diab El-Attar, detto Ad Diba, alessandrino di origini, ma stella allora ventinovenne della  cairota squadra dello Zamelek. Altre quattro edizioni si disputano fino al 1965 e poi con regolarità, dal 1968, ogni due anni, sette vittorie dell’Egitto, cinque del Camerun, la prima nel 1984 con la squadra che aveva brillato ai mondiali spagnoli del 1982, l’ultima quest’anno, quattro del Ghana, a seguire altre undici nazioni, solo una vittoria per il Marocco nel 1976, la Tunisia nel 2004, l’Algeria nel 1990, il Sudafrica nel 1996. Una vittoria anche per lo Zambia nel 2012 e una per la Repubblica Popolare del Congo nel 1972, sola nazione vittoriosa dichiaratamente marxista, che aveva allora rapporti diretti con i sovietici, i cinesi e tutti i paesi socialisti e una bandiera tutta rossa con stella, zappa e martello. Dello Zambia va ricordato Godfrey Chitalu, grande attaccante a segno in molte edizioni degli anni ’70 e primi ’80 della Coppa delle Nazioni Africane. Chitalu detiene il record di 106 reti siglate in un anno solare, il 1972, e ben 107 in 65 partite nella stagione 1972-1973. Purtroppo nessuno lo ricorda, avendo preferito la FIFA prima celebrare Gerd Müller, proprio nel 1972, con 85 reti, e dal 2012 Lionel Messi con 91. Lo Zambia allora era guidato dal presidente Kenneth Kaunda, legato ai Non Allineati, ancorché ondivago, che aveva aderito al boicottaggio africano delle Olimpiadi di Montreal 1976. Godfrey Chitalu giocherà alle Olimpiadi di Mosca del 1980, dove segnerà una rete proprio contro l’Unione Sovietica, nei primi anni ’90 diventa allenatore della nazionale e mentre si sta dirigendo coi giocatori alla partita con il Senegal per le qualificazioni per il mondiale 1994, l’aereo cade, è il 27 aprile 1993, una tragedia che si porta via uno dei più grandi talenti del continente di tutto il Novecento.
Junior KabanangaTornando all’attuale 31° edizione, Burkina Faso ed Egitto, dopo aver eliminato rispettivamente ai quarti Tunisia e Marocco, hanno dato vita a una semifinale combattuta ed equilibrata che ha visto prevalere solo ai rigori gli egiziani allenati dall’argentino Hector Cuper, Camerun e Ghana nell’altra semifinale, regolati i conti ai quarti con Senegal e Repubblica Democratica del Congo dell’attaccante dell’Astana Junior Kabananga (nella foto), che con sole tre reti è risultato il capocannoniere del torneo, si sono scontrati in una partita da cui sono usciti vincitori solo nell’ultimo quarto d’ora per 2 a 0  i camerunensi.
Nell’incontro per il terzo posto il Burkina Faso ha regolato il Ghana per 1 a 0 con una rete all’ultimo minuto di Traoré, stella dei turchi del Kayserispor.
La finale, giocata nello stadio d’Angondjé della capitale gabonese Libreville il 5 febbraio 2017, ha visto prevalere il Camerun, giunto al quinto titolo, guidato dal belga Hugo Broos. La partita si è aperta con gli egiziani in vantaggio con Elneny dell’Arsenal nel primo tempo, poi, dopo un’ora di gioco, prima N’Koulou dell’Olympique Lione e poi a un minuto dalla fine Aboubakar del Besiktas chiudono sul 2 a 1 l’incontro.
Alla fine l’abbraccio tra i due portieri rivali, il quarantaquattrenne Essam El-Hadary, già quadricampione africano, e il ventunenne Joseph Ondoa, panchinaro del Siviglia, non stempera l’amarezza degli egiziani che speravano, con il catenaccio e i contropiedi del romanista Mohamed Salah, fermatosi a sole due reti nel torneo, di strappare l’ottava vittoria.
Proprio il Camerun ospiterà nel gennaio 2019 la 32° edizione della Coppa delle Nazioni Africane, con l’evidente intenzione di confermarsi alla vetta del calcio continentale.

Davide Rossi, di formazione storico, è insegnante e giornalista. A Milano dirige il Centro Studi “Anna Seghers” ed è consigliere pubblicista della Foreign Press Association Milan.