L’apprendistato va sostenuto, ma anche riformato in profondità

in Economia e Lavoro/Giovani e Formazione/Opinione/Ticino e Svizzera di

Il Partito Comunista ha una visione della formazione più articolata rispetto ai due compartimenti stagni dell’apprendistato e del liceo che conosciamo oggigiorno in Svizzera. L’essere umano completo deve poter ricevere solide basi scientifiche ed umanistiche, a cui devono aggiungersi conoscenze applicate. In una società che si vuole imperniata sull’economia delle conoscenze (economy of knowledge) e che elogia la formazione continua (lifelong learning), può solo stupire che sia ritenuto al passo coi tempi dedicare all’esclusivo lavoro pratico la maggior parte della settimana all’età di 15 anni, quando il cervello è più plastico. La nostra mozione dal titolo “Obbligatorietà scolastica fino ai 18 anni” è confluita nel progetto del DECS “Obiettivo 95%” atto ad evitare la dispersione scolastica, quale prima pietra per costruire il sistema educativo che immaginiamo: un percorso formativo molto più variato, che tenga conto dell’inclinazione personale ma fondamentalmente interdisciplinare senza prescindere dagli aspetti pratici. Solo in questo modo la democrazia può esprimersi a pieno: con cittadine e cittadini capaci di affrontare la maggior parte dei temi che un mondo sempre più complesso pone. Senza parlare delle implicazioni famigliari ed economiche che soggiacciono alla scelta reale del post-obbligo.

Tornando al qui ed ora, la fusione dell’apprendistato e del liceo sembra ancora troppo sperimentale, quindi dobbiamo preoccuparci affinché ogni giovane in formazione possa ottenere un diploma e sia trattato correttamente. La decisione del Granconsiglio di introdurre la tredicesima per gli apprendisti impiegati nel settore pubblico e para-pubblico è da accogliere favorevolmente. In questa circostanza la Commissione della gestione ha constatato una certa carenza dei posti di apprendistato nel DECS, solo 21 perlopiù presso USI e SUPSI: nel confronto il DSS offre 920 posti, di questi giovani però ben 739 non ricevono la tredicesima. Vi sono ampi margini di miglioramento, che il consigliere comunale Edoardo Cappelletti aveva già osservato nel Comune di Lugano, dove grazie alla sua mozione è stato aumentato il numero di apprendisti.

Il pacchetto di misure relative alla formazione professionale “Più duale PLUS”, appena votato dal parlamento, non mette in discussione né le condizioni di lavoro né le possibilità educative degli apprendisti. Si rivolge invece ai datori di lavoro, al mercato del lavoro, a cui troppo strettamente la formazione di molti giovani ticinesi è legata. Qualsiasi oscillazione sul mercato del lavoro si ripercuote significativamente sul futuro di chi cerca un primo impiego, che senza contratto non può accedere nemmeno alle scuole professionali. Questa catena insidiosa va spezzata per non permettere a macrofenomeni come la pandemia di consegnare direttamente all’assistenza la vita di ragazze e ragazzi senza diploma e senza opportunità. Su questo fronte il Partito Comunista continuerà la sua battaglia, ma oggi deve accettare che il mantenimento dei posti di apprendistato passa dalla disponibilità delle aziende, a cui vanno 3 milioni di bonus, accompagnati da misure più sostenibili quali l’aumento degli ispettori di tirocinio, dei posti di apprendistato nello stato e degli eventi mirati della Città dei mestieri.

 41,036 visite totali,  2 visite odierne