Censura e anticomunismo: la polizia di Berlino carica la FDJ e ne requisisce le bandiere

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Ogni anno, a Berlino si tiene la tradizionale manifestazione in memoria di Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg, rivoluzionari tedeschi assassinati il 15 gennaio 1919 dai Freikorps su ordine dell’allora governo socialdemocratico. Anche quest’anno, nonostante la pandemia, è stato organizzato un corteo a cui hanno partecipato le varie anime della sinistra tedesca, seppure con dimensioni ridotte rispetto al passato – un migliaio le persone stando a fonti di polizia – e con tutte le misure sanitarie necessarie. Presenti erano fra gli altri anche militanti e deputati del Partito della Sinistra (Die Linke) e del Partito Comunista Tedesco (DKP).

Il corteo, tenutosi domenica mattina 10 gennaio, previsto come sempre dalla Frankfurter Tor al Memoriale dei Socialisti nel cimitero di Friedrichsfelde a Lichtenberg, è però iniziato con ampio ritardo. I manifestanti, infatti, hanno subito importanti cariche da parte della polizia, intervenuta con la scusa che alcuni dei partecipanti sventolavano delle bandiere della Freie Deutsche Jugend (FDJ), la Libera Gioventù Tedesca, una organizzazione giovanile di ispirazione comunista, il cui nome riporta alla mente l’associazione di massa attiva nell’ex-DDR, la Germania dell’Est. L’intervento della polizia peraltro ha fatto sì che i manifestanti non potessero rispettare le misure sanitarie in vigore e ha quindi messo in pericolo la loro salute.

Le forze dell’ordine, ritenendo “illegali” i simboli in questione hanno dunque requisito le bandiere blu con il sole dell’avvenire tipiche della FDJ, ritenute anticostituzionali e quindi vietate sul territorio nazionale. Si tratta però di un abuso di potere, in quanto nel 2014 un tribunale di Berlino aveva già assolto alcune persone denunciate per aver indossato delle magliette raffiguranti il simbolo della FDJ, pur ribadendo alcuni limiti alla libertà d’espressione e di esposizione di tale logo (leggi qui). Il fatto è che, come vedremo, esistono due FDJ con il medesimo contrassegno: la prima è stata effettivamente vietata, la seconda no.

La FDJ (orientale) non è mai stata sciolta né vietata

L’abuso di polizia verte su un presunto equivoco che deriva dalla storia delle due Germanie. La FDJ nacque infatti a metà degli anni ‘30 a Praga fra i giovani esiliati tedeschi di sentimenti anti-fascisti che si organizzarono contro la dittatura hitleriana. Quando la Germania, dopo la Seconda Guerra Mondiale, venne divisa in due repubbliche separate (una occidentale, la BRD capitalista e una orientale, la DDR socialista) anche le organizzazioni politiche subirono la stessa sorte e furono vittima delle regole imposte dalla Guerra Fredda.

La FDJ (occidentale) venne dichiarata illegale nel 1954 dall’allora governo di Bonn, poiché si riteneva fosse troppo vicina ai comunisti e ai sovietici: in realtà la borghesia tedesca si preoccupava dell’influenza che la campagna anti-militarista e contro il riarmo avanzata dagli effdejotler potesse avere fra le nuove generazioni. Da allora esibire in pubblico insegne della FDJ nella Germania dell’Ovest fu vietato e represso con il carcere. Per contro tutt’altra storia in DDR dove il governo di Berlino Est riconobbe la FDJ quale principale organizzazione per il promuovimento educativo e sociale della gioventù e le affidò compiti ricreativi, sportivi, scolastici e persino deputati in parlamento.

Nella Germania dell’Est, la FDJ era una delle principali organizzazioni di massa della gioventù.

Con la caduta del Muro di Berlino e l’annessione della DDR da parte della BRD, le organizzazioni sorte all’Est con le leggi della ex-DDR restarono ammesse: ecco perché oggi può partecipare alle elezioni un KPD (fondato in DDR poco prima dell’unificazione tedesca), ed ecco perché la FDJ (orientale) – seppur drasticamente indebolita nei numeri e privata dei suoi beni e delle sue proprietà che furono tutte confiscate dal governo tedesco-occidentale – ha continuato ad esistere come organizzazione. Per quanto i suoi orientamenti ideologici e politici non siano più sempre coincidenti con le direttive storiche essendosi anzi avvicinata a un gruppo dell’estrema sinistra maoista chiamato “Alleanza operaia per la ricostruzione della KPD”, la FDJ oggi attiva non è una ricostituzione di quella dichiarata illegale nel 1951, ma è la continuazione di quella attiva in DDR e dunque legale.

L’esasperato anticomunismo contro la gioventù

Degli eventi come quelli di Berlino dimostrano che in Germania vige ancora un forte anticomunismo, che permea tutti gli ambiti della società. Tale anticomunismo è talmente forte da far tutt’ora mantenere in vigore la censura nei confronti di alcune organizzazioni, che vengono ingiustamente paragonate a quelle dell’estrema destra, le quali paradossalmente vengono spesso maggiormente tollerate dalle forze dell’ordine e dai tribunali. Questa censura va quindi a discapito di chi nient’altro fa che manifestare per una società più giusta e in memoria di alcuni storici esponenti politici, che a loro volta furono vittime del feroce anticomunismo quando non del nazismo. E questo, peraltro, in Germania va di pari passo con un revisionismo storico imposto dal governo per cancellare non solo ogni ricordo positivo della ex-DDR (il diritto allo studio, la sicurezza sociale, la solidarietà fra le persone, ecc.) ma che prevede addirittura la distruzione di interi edifici storici e monumenti che riportano alla mente un passato che potrebbe incuriosire le nuove generazioni che vivono la precarietà del capitalismo e che saranno le principali vittime del militarismo della politica aggressiva della Germania contro la Russia e la Cina.

Dalla Svizzera è rapidamente arrivata la solidarietà da parte della Gioventù Comunista, che si è espressa sui social condannando i fatti e dichiarandosi solidale in particolare con la Sozialistische Deutsche Arbeiterjugend (il movimento giovanile vicino alla DKP, e presente in gran numero al corteo), la stessa FDJ. La Gioventù Comunista si è inoltre premurata di inviare dei messaggi di solidarietà alle principali organizzazioni giovanili coinvolte (come riportato sul sito della FDJ).

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Luca Frei, classe 1998, è stato eletto coordinatore della Gioventù Comunista Svizzera nel marzo 2020. Dopo la maturità liceale ha iniziato gli studi universitari in storia ed è attivo nel Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA).