A proposito del “caso Navalny”

in Asia/Europa/Internazionale di

Per i media occidentali mainstream, è chiaro al di là di ogni dubbio che Alexander Navalny sia stato avvelenato con il Novichok dai servizi segreti russi (il FSB) per eliminare un critico influente del “regime autoritario di Putin”, e che ciò non è stato fatto all’insaputa di Putin o probabilmente anche su suo ordine.

Le smentite delle autorità russe sono respinte in quanto del tutto inverosimili. Le obiezioni dei russi alle accuse dell’Occidente non sono per lo più riprodotte dai media occidentali, poiché il caso è comunque chiaro come il giorno.

I fatti noti finora

Per quanto riguarda il corso degli eventi, sono noti i seguenti fatti: dopo essere apparso ad un evento politico nella città siberiana di Tomsk, il 20 agosto 2020 Navalny è collassato sul volo di ritorno a Mosca, dopo di che l’aereo ha effettuato un atterraggio non programmato nella città di Omsk, dove l’ambulanza con il medico di emergenza richiesto dal capitano del volo era in attesa all’aeroporto e ha portato Navalny all’ospedale, dove è stato ricoverato, esaminato e trattato come un’emergenza.

La notizia dell’avvelenamento del politico dell’opposizione, critico nei confronti di Putin, è stata immediatamente diffusa dai media occidentali, con la tesi, diffusa fin dall’inizio, che Navalny fosse stato ovviamente vittima di un tentativo di omicidio, dietro il quale molto probabilmente si sarebbero mossi i servizi segreti russi.

Immediatamente, i compagni di Alexander Navalny hanno chiesto che fosse portato in Germania per essere curato. Il giorno dopo, un aereo speciale tedesco è atterrato a Omsk per prelevarlo: il giorno seguente Navalny è stato trasportato in Germania per le cure mediche. Le autorità russe hanno approvato il volo speciale.

Gli specialisti delle forze armate tedesche hanno poi esaminato Alexander Navalny e, secondo quanto riferito, hanno trovato tracce dell’agente nervino Novichok, sviluppato in Russia, nel sangue e nelle urine.

L’Organizzazione internazionale per la proibizione delle armi chimiche OPCW ha successivamente confermato questa constatazione sulla base degli oggetti e delle informazioni che le sono state sottoposte dalle forze armate tedesche.

Il cancelliere tedesco ha immediatamente chiesto alla Russia di chiarire il caso, anche se era evidente fin dall’inizio che solo Putin e i suoi servizi segreti potevano essere responsabili. Ci sono, tuttavia, ragioni pesanti (e quindi degne di considerazione) che rendono poco plausibile la responsabilità dei servizi segreti russi e di Putin per questa operazione di avvelenamento.

Perché avvelenare Navalny?

Di fronte ad eventi simili, ci si deve sempre porre la domanda: chi ne beneficia? Chi potrebbe essere interessato? Putin e il governo russo non possono certo trarre beneficio della prevedibile campagna anti-russa che questo evento ha prodotto. Putin è stato accusato di molte qualità negative, ma nessuna persona seria lo ha descritto come uno stupido.

Mentre Navalny viene descritto dai media occidentali come un importante politico dell’opposizione, in Russia la sua influenza è minima. A parte le città di Mosca e Pietroburgo, ha relativamente pochi sostenitori nel paese. È l’uomo dell’Occidente, ma lui e i suoi sostenitori non rappresentano una minaccia per l’attuale governo, soprattutto perché il Partito Comunista è il più grande partito di opposizione (secondo solo al partito di Putin Russia Unita).

Benché molto noto in Occidente, in Russia il peso politico di Navalny è minimo.

Un tale attacco non sarebbe solo criminale ma, dal punto di vista di Putin, rappresenterebbe la stupidità politica per eccellenza. In questo contesto, è interessante notare come, sebbene Navalny abbia subito un collasso e sia stato posto in coma, egli è apparentemente risorto senza danni permanenti. Il Novichok è però una neurotossina che è letale anche in dosi molto piccole. Uno scienziato russo (Wil Mirsajanow, citato sul portale di politica sanitaria “Ärzte Blatt“) che è stato coinvolto nello sviluppo del Novichok come agente di guerra chimica vive ora negli Stati Uniti: si può quindi presumere che il Novichok sia conosciuto e possa essere prodotto anche negli USA.

Varie versioni contraddittorie e poco credibili

All’inizio della vicenda, si sosteneva che Alexander Navalny fosse stato avvelenato all’aeroporto di Tomsk con un tè che aveva bevuto al bar prima della partenza. I servizi segreti che apparentemente lo osservavano sapevano in anticipo che Navalny avrebbe poi bevuto il tè al bar dell’aeroporto e avrebbero potuto preparare l’avvelenamento. Quando questa versione è diventata insostenibile, si è passati alla versione secondo cui Navalny avrebbe bevuto un’acqua minerale avvelenata nell’hotel prima della partenza. Settimane dopo il volo, una bottiglia d’acqua minerale sulla quale sono state trovate tracce di Novichok è stata tirata fuori dal cappello da parte del suo staff. I collaboratori di Navalny avrebbero sequestrato questa bottiglia di acqua minerale nella stanza d’albergo, probabilmente perché già allora sospettavano che i servizi segreti russi potessero aver messo una bottiglia di acqua minerale avvelenata nel minibar. È così che agisce un servizio segreto che opera professionalmente in esecuzione di un ordine del Presidente della Repubblica?

Le autorità russe hanno reso possibile l’arrivo a Berlino di Navalny su un aereo speciale inviato dalla Germania dopo essere stato ricoverato d’urgenza in un ospedale di Omsk. Se avessero avuto qualcosa da nascondere, avrebbero potuto facilmente rifiutare il permesso per un volo così speciale.

Il Novichok è un veleno che non è adatto ad avvelenare una persona determinata individualmente, perché è difficile da dosare e ha un grande effetto di dispersione anche in piccole quantità. Tuttavia, come è noto, nessuna delle persone che circondano costantemente Navalny ha mostrato sintomi di avvelenamento.

Sebbene le autorità tedesche abbiano chiesto alle autorità russe di chiarire il caso, né le forze armate tedesche né l’OPCW, che è stata chiamata in causa, sono state disposte a presentare alle autorità russe, che hanno solo le cartelle cliniche dell’ospedale di Omsk, i loro rapporti investigativi e i loro documenti, che sono stati classificati come “segreti”.

L’ombra lunga della CIA

Alla luce dei fatti citati, che sono in grado di far sorgere seri dubbi sull’accusa mossa ai servizi segreti russi, che avrebbero ricevuto l’incarico da Putin di uccidere Navalny come pericoloso politico dell’opposizione, non è del tutto irragionevole chiedersi se non sia la CIA, con l’appoggio dei suoi servizi partner in Germania, ad aver orchestrato questa vicenda. La risposta alla nostra domanda iniziale – chi ne beneficia? – sostiene questa ipotesi. Le forze statunitensi che vogliono sabotare la cooperazione con la Russia e i loro alleati, molto influenti anche in Germania, hanno immediatamente messo in moto una campagna di propaganda ben orchestrata che chiede nuove sanzioni contro la Russia. Gli Stati Uniti sono stati rapidi nel chiedere che la costruzione del gasdotto North Stream 2 non venisse completata.

Il North Stream 2 aumenterebbe il flusso di gas russo verso i paesi europei.

Alexander Navalny è noto per essere costantemente circondato da cosiddetti “collaboratori”, alcuni dei quali sono molto probabilmente collegati ai servizi occidentali. Questa ipotesi è supportata anche dal fatto che Navalny non è stato ucciso e si è ripreso dall’avvelenamento senza danni permanenti. In questo modo potrà essere rispedito in Russia per un ulteriore impiego in loco.

Banale teoria cospirativa o collaudato schema d’azione?

A questa ipotesi si contrappone la collaudata obiezione secondo cui si tratta di una teoria della cospirazione che non può essere presa sul serio. Ma l’esistenza di tali cospirazioni in passato è ormai largamente dimostrata.

Da tempo si ipotizza che l’assassinio di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana italiana, da parte delle Brigate Rosse nel 1978 fu in realtà il frutto di un’azione congiunta della CIA e dei servizi segreti italiani, fortemente allarmati dai colloqui in vista di un’entrata del Partito Comunista nella compagine di governo. Secondo alcuni ricercatori, le Brigate Rosse, che impiegavano metodi terroristici e combattevano il PCI come partito riformista, furono infiltrate e strumentalizzate a questo scopo, in modo che, dopo aver portato a termine l’azione, l’assassinio potesse essere presentato come l’atto di un’organizzazione estremista di sinistra.

Nel 1970 i soldati cileni, in collaborazione con la CIA, assassinarono il capo dell’esercito cileno, il generale René Schneider. Nella Neue Zürcher Zeitung del 14 novembre 2020 si può leggere:

Al centro del piano segreto c’era il rapimento del generale Schneider, che aveva diversi obiettivi. L’avversario più potente di un intervento militare doveva essere neutralizzato e successivamente sostituito da un sostenitore di un colpo di stato. I sostenitori di Allende dovevano essere indicati come presunti responsabili, e l’atto doveva creare il necessario clima di tumulto che avrebbe giustificato la presa del potere da parte dei militari. Il 15 ottobre, il principale agente operativo segreto della CIA, Thomas Karamessines, ha incontrato Henry Kissinger e il suo assistente, Alexander Haig, per aggiornarli sui piani per il colpo di stato. Il giorno seguente, il quartier generale della CIA ha trasmesso i risultati dell’incontro ai suoi contatti in Cile, confermando che era “sua ferma e continua politica quella di rovesciare Allende con un colpo di stato”, se possibile prima delle elezioni del 24 ottobre. Dopo due tentativi falliti di rapire il generale Schneider, la mattina del 22 ottobre è stato fermato nella sua auto ufficiale da una jeep e la sua macchina è stata circondata da un distaccamento armato di soldati. Quando un assalitore ha frantumato il lunotto posteriore con una mazza, Schneider ha raggiunto la sua pistola di servizio ed è stato successivamente colpito a distanza ravvicinata. Ferito a morte, morì tre giorni dopo.

Questi casi sono naturalmente noti al governo della Repubblica Federale Tedesca, ma non si sa nulla di alcuna protesta o anche solo di una manifestazione di malcontento da parte del governo federale. L’alleanza transatlantica “con i nostri amici americani” costantemente invocata non può essere scossa da tali eventi.

Tali cospirazioni organizzate dalla CIA esistevano davvero, e altri esempi potrebbero essere citati. Coloro che già all’epoca affermavano, a proposito di questi eventi, che probabilmente dietro a questi omicidi vi era la CIA, venivano zittiti come diffusori di teorie del complotto, e che dunque non potevano essere presi sul serio. L’accusa di diffondere assurde teorie cospirative è da anni, insomma, l’argomento decisivo con cui screditarli.

 28,807 visite totali,  1 visite odierne

Stefan Hofer, avvocato, è uno storico dirigente del Partito del Lavoro di Basilea (PdA Basel). Milita inoltre attivamente nel Movimento Svizzero per la Pace (MSP).