I comunisti portoghesi a congresso, tra difesa del socialismo scientifico e lotta per un Portogallo indipendente

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Tra il 27 e 29 novembre, si è tenuto a Loures, città di 200’000 abitanti della periferia di Lisbona, il XXI° Congresso del Partito Comunista Portoghese (PCP). Lodevole è stata l’ennesima dimostrazione di organizzazione mostrata dai compagni portoghesi, dato lo scrupoloso riguardo alle misure di protezione concordate con le massime autorità sanitarie nazionali, permettendo la riuscita del Congresso, nonostante tutta la campagna anticomunista innescata dalla destra e dai media mainstream contro il suo svolgimento.

Nel congresso si è discusso dell’attualità del marxismo-leninismo come metodo d’analisi imprescindibile per chi vuole trasformare in senso progressivo la società, dell’importanza della lotta internazionale all’imperialismo e alla sinofobia, in favore invece del multipolarismo, della lotta a livello nazionale contro le costrizioni imposte dall’integrazione europea e per il miglioramento sostanziale delle condizioni socioeconomiche del popolo portoghese, ma anche di come migliorare l’organizzazione del Partito e la formazione politica dei militanti e dirigenti.

Essendo il Congresso l’organo superiore del Partito, sono stati anche rinnovati gli incarichi in seno al Comitato Centrale, alla Direzione e alla Segreteria. I media portoghesi hanno speculato per mesi sul possibile ricambio in seno alla Segreteria del Partito. Ricordiamo che l’attuale Segretario Generale, Jerónimo de Sousa, è in carica dal novembre 2004, godendo ancora oggi di una importante popolarità a livello nazionale. Ebbene, Jerónimo de Sousa, in barba ai calcoli dei media, è stato brillantemente rieletto, e nel suo discorso di accettazione, a differenza di quanto inviato ai media previamente, ha aggiunto che questa segreteria non è a termine, ossia che durerà fino al prossimo Congresso, rispondendo così a modo verso coloro che lo volevano fuori dai riflettori subito.

Leggendo i commenti ed editoriali della stampa nazionale, sembra che il più popolare tra i membri, militanti ed elettori, dopo il Segretario Generale, sia João Ferreira, eurodeputato del PCP, municipale di Lisbona e attuale candidato comunista alla Presidenza della Repubblica Portoghese. Questo giovane dirigente (classe 1978, di formazione universitaria in biologia), viene visto dagli osservatori come il più papabile successore alla segreteria del Partito. Saranno in ogni caso i soli comunisti portoghesi a valutare in futuro quale leadership darsi e che linea seguire.

Guardando al dato nazionale, non sono mancante le critiche ai socialisti portoghesi, alleati istituzionali dei comunisti in Parlamento, per alcune politiche “di destra” scelte. Ciononostante, il PCP è stato chiaro nel sottolineare che tutti i miglioramenti socioeconomici percepiti dalla popolazione sono frutto soprattutto delle proposte e delle lotte del PCP e della convergenza dei movimenti progressisti attorno a un’agenda contro l’austerità. Per i comunisti è fondamentale rinforzare il Partito, aumentando la pressione da sinistra sul governo minoritario socialista, per ottenere maggiori conquiste e diritti.

Tra i vari saluti internazionali giunti al Congresso, da segnalare quello del Partito Comunista (Svizzera), nel quale si è evidenziata la convergenza di vedute su aspetti come la lotta contro l’integrazione europea, contro la sinofobia, per un mondo multipolare e di pace, e quella ideologica contro l’anticomunismo e contro gli attacchi dell’attuale “mainstream” liberale.

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Stefano Araujo, classe 1993, ha conseguito il diploma di master in scienze politiche presso l'Università di Ginevra. Attualmente lavora come assistente presso il Global Studies Institute della stessa università. E' membro del Comitato Centrale del Partito Comunista (Svizzera).