Trump nel Rojava per saccheggiare il petrolio della Siria

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Una compagnia petrolifera statunitense ha firmato un accordo con i separatisti curdi per saccheggiare petrolio dalla Siria. Non è certo la prima volta che succede: come il nostro portale ha più volte affermato la collaborazione fra le forze di invasione imperialista di Washington e i cosiddetti “anti-capitalisti” curdi del Rojava non è solo tattica, ma è a tutti gli effetti organica e parte di un disegno per ridefinire le cartine geografiche del Medio Oriente a tutto vantaggio dell’Occidente.

La sinistra siriana contro il furto di petrolio

L’accordo per la commercializzazione del petrolio nel territorio “autonomo” controllato dalle cosiddette Forze Democratiche Siriane (SDF), la milizia curda armata dagli Stati Uniti, è stato siglato la settimana scorsa “con la conoscenza e l’incoraggiamento della Casa Bianca”. A confermarlo è Sinam Mohamad, rappresentante del Consiglio Democratico Siriano (SDC), braccio politico delle SDF il cui obiettivo è balcanizzare la Siria.

Ammar Bagdache (PC Siriano) con Massimiliano Ay (PC Svizzera)

La firma di tale accordo non è riconosciuta dal governo legittimo della Repubblica Araba Siriana ed quindi una pesante ingerenza neo-coloniale da parte degli USA, che ancora una volta possono contare sui loro alleati che in Europa amano però definirsi “libertari”, “rivoluzionari”, “femministi” e “anti-capitalisti”. Che quanto sta avvenendo nel regione del Rojava sia un progetto tutt’altro che progressista lo conferma anche il Partito Comunista Siriano guidato dal parlamentare Ammar Bagdache che difende la sovranità nazionale e l’integrità territoriale della Repubblica, così come espresso anche dai comunisti russi, turchi e cinesi.

Pompeo conferma la notizia dell’accordo

Stando alle fonti del quotidiano on-line Al -Monitor, un portale la cui redazione ha sede a Washintgon ed è specializzata in notizie dal Medio Oriente, la compagna petrolifera risulterebbe essere la Delta Crescent Energy LLC che dopo una lunga trattativa ha ricevuto l’autorizzazione a procedere da parte dell’Office of Foreign Assets Control del Dipartimento del Tesoro degli USA.

Nel frattempo il comandante dei secessionisti curdi Mazloum Kobani ha parlato con la senatrice repubblicana Lindsey Graham, ritenuta vicina al presidente Donald Trump, per definire i dettagli del patto. Il tutto è stato poi confermato anche dal Segretario di Stato statunitense Mike Pompeo davanti alla Commissioni per le relazioni estere del Senato che ha ammesso come “l’accordo è in fase di attuazione”.

Non è “autodeterminazione”: è neo-colonialismo!

Le milizie separatiste curde controllano in modo illegale unitamente all’esercito invasore a stelle e strisce la maggior parte delle risorse di greggio della Siria e pare che, prossimamente, il governo degli Stati Uniti possa andare oltre, concordando di fornire due raffinerie modulari all’autoproclamata amministrazione autonoma del Rojava dove invece secondo una parte della sinistra alternativa svizzera ed europea si starebbe sviluppando il più avanzato esperimento sociale anti-capitalista del mondo…

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