Dietro alle proteste di Hong Kong, i soldi degli USA. E’ confermato!

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Immaginate come il governo USA reagirebbe se un certo numero di agenzie informative di Stato cinesi, come la Xinhua, fossero scoperte ad aiutare segretamente dei gruppi di manifestanti negli Stati Uniti al fine di eludere la sorveglianza e le repressioni da parte delle forze dell’ordine.

Washington minaccerebbe la guerra con la Cina. Ma intanto è la poco conosciuta, ma potente, agenzia governativa statunitense dal nome Agengy for Global Media che ha fatto proprio questo a Hong Kong. Essa è infatti responsabile dei finanziamenti per varie operazioni di informazione in tutto il mondo, tra cui Voice of America e Radio Free Asia.

Le proteste di Hong Kong sponsorizzate dagli USA

Circa 2 milioni di dollari americani sono stati stanziati per i movimenti di protesta a Hong Kong, che ora è però in stato di congelamento come parte di una revisione generale e di una ristrutturazione da parte del nuovo CEO dell’Agenzia: Michael Pack, un alleato del presidente Donald Trump, che nella sua revisione della gestione ha toccato anche, ma non specificatamente, i finanziamenti destinati ad Hong Kong. La ristrutturazione, tuttavia, ha inavvertitamente rivelato i finanziamenti statunitensi a lungo negati dai manifestanti locali, i cosiddetti “democratici”.

Secondo il Time, i fondi detenuti dovevano essere distribuiti dall’Open Technology Fund (OTF) con sede a Washington, presumibilmente indipendente e non a scopo di lucro, ma al contempo finanziata dal Congresso degli Stati Uniti. Fra I progetti annullati vi era quello di creare “un team di risposta agli incidenti di sicurezza informatica” per fornire ai manifestanti “app di comunicazione sicure” dopo aver analizzato le “tecniche di sorveglianza cinese”.

3 milioni per l’app di messaggistica Signal

Sempre secondo il Time, l’OTF è stata uno dei primi finanziatori chiave di Signal, l’app di messaggistica criptata scelta da molti manifestanti di Hong Kong. Tra il 2012 e il 2016 ha donato circa 3 milioni di dollari per lo sviluppo del protocollo di crittografia su cui è costruita l’app.

Un altro dei progetti che sono stati sospesi era un fondo di risposta rapida che ha effettuato diversi pagamenti ai gruppi di Hong Kong da quando sono iniziati i disordini nel giugno dello scorso anno. Il congelamento, ha riferito Time, ha impedito finora almeno un pagamento relativo a Hong Kong dal fondo di risposta rapida.

Manifestanzione del dicembre 2019 a Hong Kong in cui si lancia un appello al presidente americano Donald Trump per chiedere l’intervento degli USA

L’ex-CEO ammette: ‘aiutiamo i ribelli’

Libby Liu, la precedente CEO dell’OTF, che ha rassegnato le dimissioni per via del congelamento dei fondi, ha formalmente riconosciuto le operazioni. “Abbiamo parecchi progetti a Hong Kong”, afferma Liu al Time. “Non possiamo aiutare [la gente ad Hong Kong, ndr] ad essere pronti se non possiamo usare i soldi.”

L’Agency for Global Media e la OTF non sono le uniche ad aver finanziato queste proteste. La National Endowment for Democracy, un’altra entità sponsorizzata economicamente dal Congresso statunitense, ha speso 643’000 dollari americani ad Hong Kong l’anno scorso. Nel 2013, secondo il loro stesso resoconto, furono spesi 695’031dollari. Tali importi sembrano approssimativamente essere spese annuali ricorrenti in città, almeno fino a dicembre, quando Pechino ha imposto sanzioni contro di essa.

Probabilmente sono solo la punta dell’iceberg.


Quanto avete letto è una libera traduzione dell’articolo seguente: https://www.scmp.com/comment/opinion/article/3091438/us-has-been-exposed-funding-last-years-hong-kong-protests

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Samuel Iembo è stato dal 2015 al 2020 coordinatore della Gioventù Comunista Svizzera. Dopo la maturità presso la Scuola Cantonale di Commercio di Bellinzona, ha iniziato un percorso accademico.