I comunisti portoghesi commentano la Brexit: “è una vittoria sulla paura!”

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In merito all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea (UE) è interessante osservare la posizione del Partito Comunista Portoghese (PCP), un importante partito marxista-leninista euroscettico, il quale, nel pieno rispetto della decisione sovrana del popolo britannico, ha rilasciato una dichiarazione tramite il suo europarlamentare João Ferreira, in cui la Brexit viene letta come “espressione, delle contraddizioni e della profonda crisi del processo di integrazione capitalista europea, che si rivela sempre più in contrasto con gli interessi e le aspirazioni dei popoli”. Il ritiro del Regno Unito dall’UE rappresenta quindi una “battuta d’arresto delle teorie sull’inevitabilità e l’irreversibilità dell’Unione Europea”.

Il PCP esprime “dubbi, divergenze e preoccupazioni in merito ai termini dell’accordo di recesso del Regno Unito, inseparabili dalla matrice e dalle imposizioni dei trattati, dalla natura politica e ideologica delle forze che hanno negoziato l’accordo e dal lungo processo di interferenza e ricatto che è all’origine delle sue carenze, debolezze e condizionamenti che non rispondono alle legittime aspirazioni e interessi del popolo britannico, cercando invece di imporre opzioni che mantengano quel paese collegato alle politiche dell’Unione Europea”. Nonostante ciò “la decisione del popolo britannico, che ora è stata concretizzata, è una vittoria sulla paura, la sottomissione e il catastrofismo”.

Il PCP solidarizza con i comunisti britannici che “lottano per un quadro alternativo di relazioni tra Stati sovrani in Europa, nel rispetto della sovranità e dei diritti dei popoli” e ribadisce il suo impegno a combattere tutte le manovre che mirano a indebolire la “sovranità degli Stati, all’approfondimento dei pilastri neo-liberali e militaristici dell’Unione Europea e una ancora maggiore asimmetria e concentrazione del potere nella sfera sovranazionale e nell’asse franco-tedesco”.

Il PCP ritiene infine che il governo portoghese debba negoziare per relazioni bilaterali tra il Portogallo e il Regno Unito, senza l’Unione Europea di mezzo, che siano reciprocamente vantaggiose nel quadro del rispetto delle rispettive sovranità nazionali e della parità di diritti di entrambi i paesi. E si sottolinea anche che quanto sopra non vada condizionato da alcun vincolo imposto dall’UE in particolare nel contesto delle future relazioni tra il Regno Unito e l’Unione Europea.

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