La laica testata La Regione è il giornale di Al-baghdadi?

in Internazionale/Medio Oriente di

Terribile gaffe de La Regione. Lo scopo dei media è quello di fornire strumenti critici per comprendere la realtà, oppure quello di preconfezionare le opinioni?

La Regione di sabato 10 dicembre. La pagina dedicata agli esteri. Un titolo a caratteri cubitali.
Non è vero. Sì, è vero: l’hanno scritto sul serio. No, non è possibile: leggiamo l’articolo, perché magari il titolo va contestualizzato. Lo leggiamo una volta, due… tre.

No, l’hanno scritto davvero. Il senso è quello:

«Aleppo è persa, i raid continuano».

img_1561La città di Aleppo sta per tornare sotto il controllo delle forze regolari siriane. La guerra sta finalmente per finire. Lo speriamo ardentemente. Ma per chi redige la rubrica “Estero” de La Regione Ticino forse non è così. Pare che in Via Ghiringhelli si combatta una guerra, e sembra che lo si faccia al fianco degli squadroni della morte che decapitano bambini, di chi progetta e compie attentati come quelli parigini, di chi vuole innalzare i vessilli neri del Califfato dove prima chiese e moschee convivevano. E di fronte alla sconfitta imminente dei terroristi La Regione sembra lamentare una sconfitta: «Aleppo è persa», che sia finita, a parer loro, nelle mani sbagliate? Che fossero meglio i terroristi rispetto al governo laico e legittimo siriano?

I contenuti dell’articolo? Il solito copione: i bombardamenti a stelle strisce portano pace e democrazia, i raid russi morte e dispotismo. Le fonti? Di quarta mano. Le solite note d’agenzia, il solito Osservatorio Nazionale per i Diritti Umani dell’inglese Rahmi Abdulrahman, la cui credibilità è già stata smontata anche dal Guardian, che non è proprio la Pravda. Diplomatici britannici che dicono la verità, e ministri russi che somministrano – ça va sans dire – «mera propaganda». In automatico.

Morale della favola. Che senso ha occuparsi di politica estera in questa maniera? Lo scopo dei media è quello di fornire strumenti critici per comprendere la realtà, oppure quello di preconfezionare le opinioni? Ancora una volta l’unica guerra persa è quella dell’informazione.

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