L’affaire Burkini

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Riportiamo di seguito la risposta di Lea Ferrari all’articolo del 17 agosto 2016 apparso sul portale leghista mattinonline, in cui Aron D’Errico la attaccava in merito a una fotografia relativa alla polemica “Burkini” da lei postata sul social network Twitter.


Gentile Mattinonline,

ti spiego la foto incriminata: si tratta dell’evoluzione del costume da bagno dal 1875 al 1927, che rende molto chiara una conquista durata più di 50 anni per ottenere una certa libertà e comodità nel fare il bagno pubblicamente. Ci sono voluti quasi 75 anni per passare dal burkini occidentale al famoso bikini della Lollobrigida del 1947. Per non parlare del topless, un tabù odierno, multato salatamente nei parchi pubblici italiani. Mattinonline ricordati: per capire il presente bisogna conoscere il passato! Il messaggio della foto è allora molto semplice e logico: alle donne islamiche mancano alcuni decenni di storia e progresso, sono in una fase dell’emancipazione femminile arretrata rispetto alla nostra. Con questa consapevolezza del nostro processo storico, delle lotte delle donne per i propri diritti, possiamo capire molti fenomeni dei paesi arabi, assolutamente condannabili ma che non miglioreranno con dei divieti sulle spiagge europee: stiamo parlando di pratiche culturali che non possono essere rimosse con dei semplici decreti amministrativi.

Mattinonline tu stai ingannando i tuoi lettori perché dai troppo rilievo ad un problema secondario mentre in Ticino i problemi veri sono ben altri: un ticinese non sta né meglio né peggio se vietiamo il burkini. Mattinonline tu infanghi il dibattito pubblico, infatti non ti sei mai occupato dei molti articoli che ho scritto sui problemi concreti cantonticinesi e federali: “Di lotte e di latte” sul CdT del 10.09.2015, “La Svizzera nel cuore della sfida agro-alimentare” su #politicanuova, “L’innovazione è donna” su LaRegione del 22.09.2015, “OGM: né oggi né mai” su ticinonews.ch, “Serravalle per le prossime generazioni” su LaRegione del 24.03.2016, “Gli agricoltori al centro di Parc Adula” su GdP del 2.04.2016 e altri. Questo è il dibattito intelligente, concreto, per il Ticino, a cui partecipo regolarmente.

Lea Ferrari

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Lea Ferrari (1991) è agronoma di formazione e municipale a Serravalle in quota Partito Comunista. Dal 2019 è deputata al parlamento del Canton Ticino. E' attiva pure nell'Associazione per la difesa del servizio pubblico.