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Le sanzioni mandano sul lastrico i lavoratori. Chi protesta in Germania rischia i manganelli; in Italia già arrestati dei sindacalisti.

I servizi di sicurezza tedeschi sono in stato di allerta per quello che si profila come uno degli autunni di protesta più caldi di sempre. Secondo Stefan Kramer, che guida il “Bundesamt für Verfassungsschutz” (BfV) – sostanzialmente la polizia politica – nello Stato della Turingia, la Germania deve essere preparata alla possibilità che le proteste “legittime” per la crisi energetica ed economica possano essere “infiltrate da estremisti”. In pratica non è ancora successo niente ma già i media stanno allarmando per preparare l’opinione pubblica a come leggere i fatti quando qualcosa succederà davvero.

Ecco come si fa a intimorire i lavoratori e i giovani

E quando quel qualcosa accadrà è sicuramente perché degli “estremisti” che, ovviamente, volevano “manipolare” e “strumentalizzare” chi legittimamente protestava, hanno costretto le forze dell’ordine a intervenire. Si tratta di un’abile (quanto vecchia) narrazione della psicologia politica atta non solo a intimorire, ma soprattutto a disincentivare ogni forma di organizzazione sul piano di massa: scendete pure in piazza per protestare una volta, vi sfogate e va bene, ma guai a organizzarvi per dare uno sbocco politico alla lotta: in quel caso potreste finire fra gli …“estremisti”. Questo è insomma il messaggio che deve passare soprattutto fra i lavoratori (che subiranno in prima persona il peggioramento del loro potere d’acquisto) e i giovani (la cui naturale inclinazione a ribellarsi va subito incanalata e deviata affinché, per quanto roboante nella retorica, resti innocua nei fatti (in questi momenti di solito ci pensa la JUSO a spararle grosse).

A Lipsia l’ormai moderata Linke ha mobilitato migliaia di persone contro il rincaro: tutti estremisti?

Ma chi saranno mai gli “estremisti”?

Ovviamente chi saranno gli “estremisti” lo giudicheranno, di volta in volta, gli apparati politici e di sicurezza come scusa per reprimere le forze più organizzate del dissenso: inizieranno con qualche manganellata dimostrativa contro qualche gruppuscolo anarchico di esagitati, poi ne approfitteranno – accusandoli di essere “agenti russi” – per reprimere i partiti comunisti che saranno sì piccoli ma che solitamente dispongono dei quadri politico-sindacali più preparati e meglio organizzati, e poi passeranno ai sindacati di massa o alle associazioni più influenti, iniziando però a colpire con accuse le più strampalate solo quei rappresentanti operai o studenteschi più combattivi, come recentemente abbiamo visto in Italia ai danni di due dirigenti sindacali dell’USB e di quattro sindacalisti del S.I.Cobas incarcerati per “associazione per delinquere” (un’accusa caduta qualche giorno dopo, certo, ma tanto basta per criminalizzare chi protesta e per intimorire chi ci sta pensando). Un assaggio di strategia della tensione lo abbiamo avuto l’hanno scorso in Italia, quando le manifestazioni dei lavoratori contro il green pass sono state infiltrate da gruppi neofascisti come Forza Nuova e Casapound, con lo scopo di discreditare la protesta e giustificare il pugno duro da parte delle autorità (leggi qui).

Il rincaro e l’inflazione creerà disagio sociale

Kramer ha spiegato, parlando all’emittente televisiva ZDF, che i vertici della sicurezza tedesca si aspettano manifestazioni per “la carenza di gas, problemi energetici, difficoltà di approvvigionamento, possibile recessione, disoccupazione, ma anche per la crescente povertà della classe media”. Ha aggiunto che saranno manifestazioni in confronto alle quali quelle contro le restrizioni pandemiche sembreranno un gioco da bambini: secondo voi chi ha la forza per convocare manifestazioni simili? Certo non lo spontaneismo delle masse, ma delle organizzazioni politiche e sindacali che vengono così avvisate dal potere: se diverranno anti-sistema saranno prima delegittimate e poi represse (basta inventarsi che i sindacati sono troppo ricchi e che magari sono finanziati dall’estero… toh, non l’abbiamo sentita di recente questa teoria in Svizzera?). Occorre rafforzare quindi i sindacati operai, i movimenti per la pace e sociali, i partiti di opposizione perché solo se organizzati la tutela delle libertà democratiche sarà efficace e l’eventuale repressione sarà più complicata da portare a termine.

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