No a una finta opposizione alla conferenza sull’Ucraina!

La conferenza per la “ricostruzione” dell’Ucraina (URC) che inizia oggi a Lugano e al quale sono invitati soltanto ucraini e alleati occidentali non porterà ad alcuna soluzione per il conflitto in corso e ha anzi come unico scopo quello di promuovere una spartizione neocoloniale dell’Ucraina da parte del Fondo Monetario Internazionale, dell’Unione Europea, degli Stati Uniti d’America eccetera. Allo stesso momento, questa conferenza consiste in un ennesimo attacco da parte di Cassis alla nostra neutralità e sovranità. Per questo motivo, sabato scorso la Gioventù Comunista, il Partito Comunista, il Partito Operaio e Popolare ed il Movimento Svizzero per la Pace hanno organizzato a Bellinzona una giornata di mobilitazione per protestare contro il summit.

Come comunisti abbiamo però deciso di non aderire al presidio indetto dal Movimento per il Socialismo (MPS) a Lugano e questo principalmente per due motivi. Innanzitutto, ci risulta impossibile, per una questione di coerenza, manifestare con chi ha portato in piazza a Bellinzona in occasione del 1° maggio dei simpatizzanti del battaglione Azov, apertamente neonazista e colpevole di innumerevoli crimini, in particolar modo contro la popolazione russofona dell’Ucraina e contro militanti comunisti e antifascisti ucraini. Dopo aver più volte promosso l’aiuto alla “resistenza” dell’esercito ucraino (addirittura tramite l’invio di armi) e aver sminuito il ruolo dei neonazisti in Ucraina, MPS cerca ora di rifarsi un’immagine promuovendo una fumosa opposizione all’URC e facendo riferimento alla costruzione di “un’altra Ucraina” (non definita), dimenticando però che, affinché tale obiettivo possa essere realistico, occorre innanzitutto che l’Ucraina diventi sovrana ed indipendente (cosa che l’Occidente ha voluto evitare con il colpo di stato di Euromaidan del 2014) e che si sciolgano definitivamente tutti i gruppi neonazisti, che ora vengono tollerati e usati dal governo ucraino. Date queste contraddizioni insite nella mobilitazione di MPS, è un peccato che altri partiti di sinistra abbiano deciso di aderire, forse ingenuamente, all’appello del movimento trotzkista.

Al di là di tali questioni di natura politica, come comunisti abbiamo fatto delle riflessioni legate alla sicurezza. L’enorme dispiegamento di truppe e forze di polizia ed ancor di più le dichiarazioni apparse sulla rivista in lingua francese della Società Svizzera degli Ufficiali secondo cui a Lugano ci sarebbero “spie russe” pronte ad “architettare un incidente” lasciano presagire un rischio di strategia della tensione estremamente pericolosa per la nostra stessa sicurezza nazionale. Per questo motivo e per la sicurezza dei nostri militanti (ma non solo), riteniamo sia meglio non alimentare ancora di più questa tensione ed evitare quindi di scendere in piazza a Lugano durante i giorni della conferenza. D’altronde, la popolazione di Lugano sta subendo già fin troppi disagi a causa di questa inutile e controproducente conferenza: si eviti di fomentare un clima che rischierebbe di essere controproducente innanzitutto per la sinistra stessa.

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Luca Frei

Luca Frei, classe 1998, è stato eletto coordinatore della Gioventù Comunista Svizzera nel marzo 2020. Dopo la maturità liceale ha iniziato gli studi universitari in storia ed è attivo nel Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA).