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Arrestati i fratelli Kononovich: continua la repressione contro comunisti e antifascisti in Ucraina!

Il 6 marzo scorso, i fratelli Oleksandr Kononovich e Mykhailo Kononovich sono stati arrestati dai servizi di sicurezza ucraini. Entrambi sono accusati, senza alcun fondamento comprovato, di collaborazione con i servizi segreti della Federazione Russa e della Repubblica di Bielorussia. La notizia è stata prontamente diffusa dalla Federazione mondiale della gioventù democratica (World Federation of Democratic Youth – WFDY), che è in stretto contatto con dei compagni dei fratelli arrestati, ma è anche stata diffusa da dei media ucraini filo-governativi. Oleksandr e Myhailo, però, sono in realtà stati arrestati per la loro attività svolta in seno al Comitato Antifascista ucraino e per la loro passata militanza nel Partito Comunista dell’Ucraina. Nel frattempo, la WFDY è riuscita ad avere ulteriori informazioni rispetto alle condizioni dei due fratelli: essi si trovano in custodia cautelare a Kiev, sono ancora in vita ma hanno subito già diversi pestaggi da parte delle forze di sicurezza ucraine.

I fratelli Kononovich sono conosciuti per il loro impegno antifascista in Ucraina.

La repressione in Ucraina

In seguito al colpo di stato Euromaidan del 2014, che portò al potere il filo-europeista Poroshenko a discapito del legittimo presidente ucraino Yanukovych (che aveva osato non firmare il trattato di pre-adesione all’Unione Europea), l’Ucraina fu colpita da una stretta repressiva nei confronti degli oppositori politici alle forze europeiste e filo-occidentali, oltre che da un’ondata di razzismo che si manifestò con una serie di leggi russofobe (come ad esempio il divieto d’insegnamento del russo nelle scuole ucraine) e con il conflitto nel Donbass. Particolarmente colpiti da questa repressione di stampo fascista furono i comunisti, gli antifascisti ed i sindacalisti. Il Partito Comunista dell’Ucraina, forza politica con oltre trenta deputati ed il 13% dei consensi, fu messo al bando ed i suoi militanti continuamente perseguitati. La casa dei sindacati di Odessa fu incendiata da militanti neonazisti (con il supporto del governo), provocando così la morte di quasi cinquanta sindacalisti, fra cui anche diversi minorenni. L’arresto dei fratelli Kononovich si inserisce dunque in questo contesto di repressione anti-comunista, anti-sindacale e filofascista.

Nel 2014 alla casa dei sindacati di Odessa è stato realizzato un vero e proprio pogrom di stampo fascista.

Solidarietà internazionalista per i fratelli Kononovich

Come già esplicato in apertura, la World Federation of Democratic Youth si è prontamente mobilitata in solidarietà con i due fratelli arrestati. Oleksandr, infatti, era stato in passato il segretario generale dell’organizzazione giovanile del Partito Comunista dell’Ucraina, prima che anch’essa diventasse illegale. Questa organizzazione era membro della WFDY e, per questo motivo, vi sono ancora contatti stretti con i compagni ucraini vittime della repressione. Con un appello, l’organizzazione giovanile riconosciuta dall’ONU ha invitato a mobilitarsi per rivendicare l’immediata scarcerazione dei due fratelli tramite delle manifestazioni davanti alle ambasciate e ai consolati ucraini, come pure tramite l’invio di lettere alle ambasciate ucraine dei rispettivi Paesi. L’appello è stato da subito ben accolto e sui social si sono moltiplicati i post di solidarietà da parte di organizzazioni comuniste di tutto il mondo, dall’Europa all’America Latina. Molteplici sono stati anche i presidi solidali. La Juventud Comunista de los Pueblos de España ha, ad esempio, organizzato un sit-in a Madrid, mentre i Giovani Comunisti (organizzazione giovanile del Partito della Rifondazione Comunista) hanno organizzato un presidio a Milano nei pressi del consolato ucraino. La Juventude Comunista Portuguesa (organizzazione giovanile del Partito Comunista Portoghese) ha invece optato per una conferenza, durante la quale è intervenuto da remoto anche Aritz Rodriguez, presidente della WFDY.

La JCP portoghese ha organizzato una conferenza in solidarietà con i fratelli Kononovich.

La Gioventù Comunista Svizzera diffonde un appello

Di fronte alla repressione subita dai compagni ucraini, la cui vita ricordiamo essere tutt’ora in pericolo, anche la Gioventù Comunista Svizzera ha deciso di mobilitarsi, diffondendo innanzitutto la notizia tramite i propri canali social e redigendo in seguito un appello e una lettera, inviata in questi giorni all’ambasciata ucraina in Svizzera. Tramite questo appello, sottoscritto anche dal Partito Comunista – Svizzera, dal Partito Operaio e Popolare, dal Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), dal Movimento Svizzero per la Pace e dal Collettivo Scintilla, i giovani comunisti elvetici rivendicano l’immediata liberazione dei fratelli Kononovich e condannano la violenta repressione di stampo fascista che vige in Ucraina dal 2014. Sui propri canali social, la Gioventù Comunista ha poi criticato l’atteggiamento dei media mainstream, che hanno sistematicamente censurato l’appello e non hanno nemmeno riportato la notizia dell’arresto dei due antifascisti ucraini. Lungi dal voler realmente informare i lettori, la stampa nostrana ha infatti assunto un atteggiamento puramente bellicistico, la cui massima espressione è rappresentata dal quotidiano interventista laRegione.

La delegazione del PC svizzero aveva incontrato uno dei fratelli Kononovich all’ultimo Festival mondiale della gioventù.

Diritti umani: per i Verdi quelli dei comunisti ucraini non contano?

Se una parte della sinistra ha deciso di mobilitarsi per la liberazione dei fratelli Kononovich, non si può purtroppo dire la stessa cosa dell’ala liberal dello spettro progressista ticinese. È certo comprensibile che alcuni movimenti abbiano paura di esprimersi su questioni che vanno contro la narrazione dominante, dato che si rischia di essere immediatamente tacciati di essere filo-Putin. Allo stesso momento, però, è lampante l’ipocrisia di chi critica i non allineati alla propaganda atlantica accusandoli delle peggiori violazioni dei diritti umani, ma non si mobilita poi in difesa dei diritti politici e della vita di due giovani ucraini. Si pensi in tal senso ai Verdi, sempre pronti a parlare di democrazia e di pace, ma anche fra i più convinti sostenitori delle sanzioni economiche e addirittura dell’Ucraina di Zelensky, definita dalla consigliera nazionale Greta Gysin sul quotidiano laRegione come una “democrazia che funziona”. Ognuno la pensi come vuole, ma se un Paese che vieta i partiti dell’opposizione, arresta, tortura e uccide i comunisti, gli antifascisti ed i sindacalisti, bombarda i civili russofoni per otto anni e implementa leggi razziste è considerata una democrazia funzionante, allora è legittimo porsi qualche dubbio sui valori difesi dalla paladina degli ecologisti. Detto ciò, non resta che augurarsi che i fratelli Kononovich possano presto essere liberati e che non debbano continuare a subire ulteriori torture da parte delle autorità di uno stato che, evidentemente, così democratico non è.

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Luca Frei

Luca Frei, classe 1998, è stato eletto coordinatore della Gioventù Comunista Svizzera nel marzo 2020. Dopo la maturità liceale ha iniziato gli studi universitari in storia ed è attivo nel Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA).