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I comunisti bielorussi: “Minsk e Mosca non c’entrano con la crisi migratoria!”

Il giornale italiano “Il Fatto Quotidiano” titolava pochi giorni fa: “Bielorussia, 4mila migranti al confine polacco. Varsavia: ‘Spinti da Minsk, ma dietro c’è Putin’”. Anche la crisi umanitaria è insomma colpa della Russia, secondo il solito copione mainstream dei giornalisti atlantisti che stanno fomentando un pericoloso clima russofobico degno della guerra fredda. Eppure, come si vede peraltro dalla fotografia pubblicata dallo stesso quotidiano italiano, il filo spinato lo hanno messo polacchi e lituani, mentre il governo della Bielorussia ha donato giacconi invernali ai poveri migranti per reggere l’urto del freddo. Anche Médecins sans frontières (non certo un’agenzia al servizio del governo di Minsk) ha segnalato svariati casi di aggressioni subite dai migranti da parte di guardie di frontiera polacche e lituane. Insomma i presidenti russo e bielorusso, Vladimir Putin e Alexander Lukashenko, non “spingono” proprio nessuno: le guerre scriteriate contro i popoli del Medio Oriente che fomentano i flussi migratori le ha infatti promosse la NATO! L’Ucraina, dal canto suo, ha fatto transitare i migranti verso la Bielorussia, invece che farli entrare in Polonia attraverso il loro confine (non segnato dal filo spinato): insomma i media occidentali danno la responsabilità a Russia e Bielorussia, accusandone i governi di essere “criminali”, ma la prima responsabilità è del governo ucraino, che essendo però filo-europeista viene incensato!

I comunisti bielorussi difendono il diritto internazionale

Il Comitato Centrale del Partito Comunista di Bielorussia si è recentemente espresso in modo preoccupato sulla situazione venutasi a creare  ai confini occidentali del loro Paese. In un comunicato stampa – che ovviamente nessun media svizzero si è degnato di riprendere! – l’importante partito bielorusso ha chiesto “una de-escalation alla frontiera” e in particolare “la fine delle violenze contro l’immigrazione illegale e contro persone indifese”. I comunisti bielorussi parlano espressamente di atteggiamento offensivo contro Minsk da parte dei paesi baltici che agiscono “con il sostegno dei conservatori di Washington e Bruxelles”.  Tutti i tentativi di accusare Minsk e Mosca di creare una crisi migratoria al confine dell’UE “sono infondati” spiega il Partito. Per i comunisti bielorussi la responsabilità è da ricercare infatti negli USA e nei loro alleati della NATO: in effetti “non è stata la Repubblica di Bielorussia a scatenare i sanguinosi massacri in Iraq e Afghanistan, in Libia e Siria. Non è stata la Repubblica di Bielorussia a distruggere l’economia e le infrastrutture sociali di questi stati, causandovi una catastrofe umanitaria. Non è la Repubblica di Bielorussia che ha promesso di accettare sul suo territorio tutti coloro che cercano una vita pacifica e prospera in Germania. Non è la Repubblica di Bielorussia che usa metodi inumani e barbari per risolvere i problemi dell’immigrazione illegale”.

Le ondate migratorie degli ultimi anni sono provocate dalle politiche imperialiste, non certo dal governo bielorusso!

A fronte delle violenze perpetrate da Polonia e paesi baltici, anche la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, intervistando – guarda caso – un’ex ministro bielorusso oggi in esilio e passato all’opposizione, è stata costretta ad ammettere che “Lukashenko organizzerà campi di rifugiati vicino ai confini di Polonia” e che “li aiuterà a sopravvivere”. Quello che stiamo osservando anche grazie ai servizi russofobici delle televisioni statali svizzeri ed europee è dunque l’espressione di “una politica neocoloniale che risolve i problemi con uno dei metodi più barbari: la violenza”. I comunisti bielorussi esprimono la loro forte protesta “contro le azioni dei leader della Repubblica di Polonia e degli Stati baltici, così come i leader dell’Unione Europea e degli Stati Uniti. La retorica ostile contro la pacifica Repubblica di Bielorussia, basata su una serie di insinuazioni infondate, è inaccettabile”.

L’UE come sempre ipocrita

La posizione è condivisa anche da Davide Rossi, penna di questo portale sui temi geopolitici, che si pone due domande: “Perché l’Unione Europea ha approvato immediate sanzioni contro Russia e Bielorussia? L’Unione Europea non dovrebbe sanzionare i paesi baltici, Estonia al confine con la Russia, Lettonia al confine con Russia e Bielorussia, Lituania al confine con la Bielorussia che hanno messo il filo spinato? Giusto per capire, se l’Italia contorna le proprio coste di filo spinato per non far sbarcare i migranti allora l’Unione Europea, come nel caso dei baltici e della Polonia, sanzionerebbe forse la Libia e la Tunisia per il transito dei migranti? Oppure l’Italia per violazione delle convenzioni internazionali sui diritti umani? La risposta è evidente, ma pur di demonizzare due paesi – Russia e Bielorussia – che tutelano la propria sovranità e non si piegano ai diktat di UE e NATO e anzi lavorano con la Cina per costruire un mondo multipolare, ecco che vanno accusati di qualsiasi problema indotto appositamente da Bruxelles e Washington che controllano le rotte dei migranti”.

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