La questione ambientale richiede una critica sistemica all’esercito e all’imperialismo!

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In occasione dello Sciopero per il Futuro di venerdì 21 maggio, giornata d’azione indetta dal movimento Sciopero per il Clima, la Gioventù Comunista ha organizzato un presidio presso la statua di George Washington a Lugano. Questo perché in quanto giovani comunisti, anti-militaristi e anti-imperialisti abbiamo voluto rimarcare la necessità di legare la questione ambientale alle giuste e necessarie lotte anti-imperialiste e anti-militariste.

Un errore che fin troppo ancora viene commesso è quello di approcciare la questione ambientale in modo individualistico. Tale approccio è riduttivo, dato che i problemi ambientali sono dovuti a diversi fattori, oltre ad essere intrinseci al sistema produttivo capitalista. Per affrontare le problematiche ambientali è dunque innanzitutto necessario un intervento di carattere collettivo e che vada a colpire i reali e principali responsabili delle emissioni inquinanti. Fra questi principali responsabili troviamo le grandi aziende, la piazza finanziaria (gli investimenti in energie fossili targati CH provocano oltre venti volte la quantità di emissioni prodotte dal nostro Paese), ma anche gli eserciti e le guerre, principalmente promosse dalle potenze occidentali.

Il sovradimensionato esercito svizzero, con i suoi aerei da combattimento, i mezzi pesanti ed i numerosi proiettili dispersi nell’ambiente, inquina in una maniera esorbitante e, per di più, sta progressivamente svendendo la nostra neutralità, allineandosi di fatto ai dettami della NATO. Quest’ultima alleanza, seguendo logiche imperialiste, destabilizza intere regioni del mondo causando guerre, colpi di stato e violenze proprio allo scopo di assicurarsi lo sfruttamento esclusivo di giacimenti di petrolio, gas e materie prime, che oltre alla morte di civili provocano la distruzione del territorio.

Purtroppo, però, in Svizzera, Paese fortemente militarista, la critica sistemica all’esercito (ritenuto una vera e propria vacca sacra) è fin troppo assente anche fra le forze di sinistra. Come Gioventù Comunista, da sempre anti-militarista e anti-imperialista, vogliamo e dobbiamo dunque promuovere tale opposizione all’apparato militare elvetico, legandola anche alla questione ambientale. È per questo motivo che come Gioventù Comunista rivendichiamo l’abolizione dell’obbligo di leva e, nel frattempo, invitiamo a preferire il servizio civile, il quale è un’alternativa sociale, realmente utile e anche a tutela dell’ambiente.

Rivendichiamo anche l’interruzione dell’esportazione di materiale bellico, che promuove i conflitti, il terrorismo ed immensi moti migratori, con tutti i drammi che ne conseguono: il progresso del nostro Paese deve assolutamente passare da un’economia pulita e sociale. Questo, però, ancora non basta: occorre anche interrompere qualsiasi tipo di collaborazione con la NATO, ritirando ad esempio i soldati svizzeri dalle missioni belliche all’estero, in primis dal Kosovo.

Infine, occorre assolutamente dire no alle guerre e alle ingerenze imperialiste che distruggono la sovranità, i diritti sociali e gli ecosistemi. Esprimiamo dunque la nostra solidarietà a tutti i popoli che resistono all’imperialismo atlantico e che sono quotidianamente oppressi da embarghi di ogni tipo, ma anche vittime di vili aggressioni militari, come è stato nuovamente il caso proprio negli ultimi giorni per il popolo palestinese, che subisce le aggressioni coloniali e sioniste di Israele, che da sempre è appoggiato dalle potenze imperialiste atlantiche. È per questi motivi che ci siamo riuniti davanti alla statua raffigurante George Washington (e che simbolicamente ci ha riportati all’imperialismo statunitense), per dire basta al militarismo, basta all’imperialismo e per dire sì alla Pace.

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Luca Frei, classe 1998, è stato eletto coordinatore della Gioventù Comunista Svizzera nel marzo 2020. Dopo la maturità liceale ha iniziato gli studi universitari in storia ed è attivo nel Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA).