L’oppressione israeliana nei confronti della Palestina è la peggior tragedia del nostro tempo

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Si dice che l’imperatore Nerone, nella sua follia, giocasse mentre la città di Roma bruciava per una settimana. L’imperatore di Balfour Street (Netanyahu, primo ministro d’Israele) potrebbe non suonare, ma dirige un’orchestra di politici di destra e razzisti, stretti collaboratori e idioti e comandanti dell’esercito e della polizia responsabili di appiccare un fuoco che la regione non conosce da anni.”

Così scrive il Partito Comunista d’Israele in un articolo pubblicato sul loro sito (leggi qui), commentando i fatti avvenuti in questi giorni a Gaza, territorio palestinese che Israele continua ad occupare, con una netta presa di posizione contro gli attacchi subiti dai palestinesi.

L’occupazione dello stato criminale di Israele nei confronti della Palestina dura da più di 70 anni e le atrocità che il governo razzista ha fatto subire a questo popolo arabo sono indicibili e continuano con il beneplacito dell’Occidente, che continua incessantemente a sostenere gli atroci abusi di questo stato. I titoli dei media cercano di confondere l’opinione pubblica rivendicando ingenti colpe ai palestinesi, che starebbero attaccando Israele.

Niente di più falso: la polizia israeliana ha represso delle legittime e pacifiche manifestazioni del popolo palestinese, arrestando decine di giovani a Nazareth, Haifa, Umm al-Fahm e altre località e poi sfrattando dalle loro case altre famiglie e impedendo accesso alle moschee. Poi sono cominciati i bombardamenti che hanno provocato decine e decine di vittime fra i civili, tra cui anche dei bambini. Una violazione inaudita dei diritti umani, l’ultima fra tante perpetuata in quel luogo da parte del governo di Israele.

Così commenta la vicenda la giornalista libano-americana Rania Khalek su Twitter: “Un paese dotato di armi nucleari con una marina, un’aviazione e un esercito con le armi più sofisticate del mondo sta bombardando una prigione a cielo aperto, un ghetto assediato pieno di 2 milioni di persone senza dove correre o nascondersi. E i nostri funzionari governativi sostengono questa atrocità” (leggi qui).

Gli organismi internazionali devono una volta per tutte fermare Israele e la sua occupazione, ridando alla Palestina la sua libertà negata da ormai quasi tre quarti di secolo. Non possiamo non sostenere la giusta causa della Palestina, che ci riguarda come esseri umani tutti; per dirlo con le parole di Nelson Mandela: “Sappiamo fin troppo bene che la nostra libertà è incompleta senza la libertà dei palestinesi”.

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Samuel Iembo è stato dal 2015 al 2020 coordinatore della Gioventù Comunista Svizzera. Dopo la maturità presso la Scuola Cantonale di Commercio di Bellinzona, ha iniziato un percorso accademico.