PostFinance e DPD: sindacati arrabbiati. Marco Forte: “Basta privatizzare!”

in Economia e Lavoro/Ticino e Svizzera di

Si è svolta online sabato 6 marzo scorso, l’assemblea regionale del sindacato Syndicom: la sezione Ticino e Moesano dell’organizzazione che rappresenta i salariati del settore della comunicazione e dei media si è concentrata sull’importanza di difendere il servizio pubblico. Oltre al settore sociosanitario, anche i servizi postali, delle telecomunicazioni e dei media hanno infatti contribuito notevolmente ad affrontare il difficile periodo pandemico. Il segretario sindacale Marco Forte spiega: “Se abbiamo potuto lavorare in home office, fare didattica a distanza, acquistare online e avere informazioni attendibili è stato grazie ai lavoratori di questi settori”. Per tale motivo – hanno ribadito i sindacalizzati – è necessario stanziare maggiori risorse per questi settori del servizio pubblico “anziché perseguire dannose strategie di ottimizzazione dei costi o politiche che puntano a privatizzare e liberalizzare i settori redditizi del servizio pubblico”.

La legge obbliga DPD a rispettare le condizioni di lavoro vigenti anche per i subappaltatori

Sostegno ai lavoratori della Posta e del recapito pacchi

L’assemblea di Syndicom ha manifestato il proprio sostegno ai dipendenti della Posta, dei media e delle telecomunicazioni che, soprattutto nell’ultimo anno, hanno subìto un peggioramento delle proprie condizioni lavorative. “È necessario stanziare maggiori risorse al fine di garantire aumenti salariali, tutelare la professionalità e proteggere la salute fisica e psichica dei collaboratori” ha ribadito Marco Forte. In particolare è stata espressa solidarietà ai dipendenti degli operatori privati nel recapito dei pacchi. L’associazione padronale KEP & Mail, di cui fa parte anche DPD, ha deciso di non voler più rinnovare il Contratto Collettivo dopo che Syndicom aveva chiesto migliori condizioni di lavoro nonché organi di controllo più efficaci. La situazione inaccettabile in cui si trovano a vivere i dipendenti della DPD è la logica conseguenza della liberalizzazione del mercato della consegna dei pacchi. La Posta oggi si ritrova a competere con aziende che non hanno alcun Contratto collettivo e che sfruttano i propri dipendenti. 

Mettere fine alle privatizzazioni

I rappresentanti di Syndicom si sono opposti infine “con tutte le forze alla privatizzazione di PostFinance SA e al conseguente indebolimento del servizio universale del gruppo Posta”. A tal proposito era intervenuto già il mese scorso Graziano Pestoni, segretario dell’Associazione per la difesa del servizio pubblico (ASP) auspicando “che il parlamento respinga questa nuova proposta contro gli interessi dei cittadini. Eviterebbe un referendum, già annunciato e una sconfitta certa per il Consiglio federale”. Il sindacalista Marco Forte spiega dal canto suo che “è necessario intervenire a livello politico per mettere definitivamente fine a tutte le privatizzazioni poiché minano il buon funzionamento del servizio pubblico”. Da noi raggiunta la municipale di Serravalle e deputata comunista Lea Ferrari, ha ribadito le posizioni dell’ASP: “Tutte le esperienze di privatizzazione sono state nefaste: l’ultima proposta del governo relativa a PostFinanace è grave e va ritirata”. Occorre insomma abbandonare le logiche di mercato!

Il Partito Comunista in piazza chiede di ripristinare la regia federale della Posta!

Il Partito Comunista: “ci vuole un CCL di obbligatorietà generale”

Massimiliano Ay, il deputato del Partito Comunista autore dell’iniziativa cantonale che chiede il ripristino della regia federale della Posta, ha fatto sapere di condividere gli intenti espressi dall’assemblea sindacale e ha invitato le aziende del settore, a definire un Contratto collettivo di lavoro di obbligatorietà generale con Syndicom.

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