Valerio Morucci, terrorista delle Brigate Rosse, collaborava coi servizi segreti.

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Valerio Morucci, ex capo della colonna romana delle “Brigate rosse”, l’organizzazione terrorista di estrema “sinistra” che nel 1978 rapì e uccise il già primo ministro italiano Aldo Moro, è a piede libero dal 1994 nonostante fosse stato condannato a vari ergastoli. Ora emerge chiaramente come fosse un collaboratore dei servizi segreti italiani ben prima di ottenere la libertà. A dirlo è stata Rainews 24 e in seguito la notizia è stata rilanciata da Il Fatto Quotidiano.
Il terrorista “rosso” Morucci ospite dei neofascisti di CasaPound

Nell’ambito di un verbale di un’audizione della commissione parlamentare di inchiesta sul caso Moro, infatti, è stato rivelato che “Morucci collaborava col Sisde e il 3 novembre 1990 trasmisero una serie di valutazioni di Morucci sulla vicenda”. All’epoca il Sisde, ossia il Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica, era diretto dal prefetto e vicecomandante operativo del Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri, Mario Mori. Non si sa quando questa collaborazione sia iniziata, se dopo la sua “dissociazione” dalle BR nel 1985, o addirittura da prima, ma è certo che non è stata una collaborazione occasionale, perché con i servizi segreti, e in particolare con Mori, c’è un filo che lo collega ininterrottamente fino ad oggi.

Un’inchiesta dell’agenzia La Voce delle voci pubblicata nel gennaio 2011 (“Brigate rossonere”), rivelava che il nome di Morucci, insieme ad altri personaggi della destra eversiva tra cui il membro della loggia massonica golpista P2 Loris Facchinetti, compariva tra i collaboratori della rivista vicina all’area fascista Theorema, il cui direttore del comitato scientifico era neanche a dirlo il generale Mario Mori coadiuvato dal colonnello Giuseppe De Donno.
Il generale Mario Mori

Del marzo 2016 è poi la notizia, anch’essa data solo da Il Fatto Quotidiano ed ignorata dal resto dei media, che Morucci è stato assunto da una società privata di sicurezza e di intelligence, la “G Risk”, che fino al 2014 era amministrata dall’ex generale Mori e che oggi è diretta da De Donno. Insomma: sempre gli stessi! Mori e De Donno sono legati anche alla trattativa Stato-Mafia come abbiamo riportato in questo articolo: http://www.sinistra.ch/?p=7162. Strano che degli ufficiali delle forze armate con simpatie tutt’altro che progressiste abbiano questa grande amicizia con un “comunista rivoluzionario” come Morucci si faceva passare mentre assassinava civili.

Quanto emerso è una prova ulteriore che le “BR” erano eterodirette dai servizi segreti e le cui azioni erano atte unicamente a delegittimare la sinistra rivoluzionaria e la popolazione. Le “Brigate rosse” servirono insomma alla destra per aprire la strada, attraverso la “strategia della tensione”, alla fine dell’egemonia della sinistra e del Partito Comunista Italiano sulla vicina penisola.