I postini vogliono rinazionalizzare la Posta svizzera: combattiva assemblea a Cadro!

in Economia e Lavoro/Ticino e Svizzera di

Le richieste dei soci del sindacato Syndicom Ticino e Moesano, il sindacato della comunicazione e dei media, riunitisi in assemblea sabato 24 marzo a Cadro, sono chiare, forti e combattive!

“Il 2017 è stato un anno di battaglie”, è stato ripetuto all’annuale assemblea sindacale alla presenza di un’ottantina di soci: “E anche l’inizio del 2018 non è stato semplice”, ha affermato il presidente sezionale Jose Feijoo Fariña, che ha spiegato come la Posta non ascolti né i sindacati ma ormai nemmeno più i municipi e il parlamento!

L’assemblea ha quindi puntato il dito contro il processo di liberalizzazione e di privatizzazione, che persegue l’unico obiettivo del profitto, a scapito delle condizioni di lavoro e della qualità del servizio. Quanto sta accadendo agli uffici postali e ad AutoPostale, con la recente manipolazione dei dati e le malversazioni contabili, sono solo gli ultimi esempi.

Nei confronti di una situazione simile, non resta che un’opposizione decisa, hanno deciso i lavoratori: per questo, all’unanimità l’assemblea ha lanciato un appello a tutte le forze istituzionali, sociali e politiche affinché venga ripristinata la regia federale della Posta, la quale deve riattivare e riappropriarsi di tutte le attività soppresse o cedute ai privati.

Tra le altre risoluzioni votate dai postini la richiesta di una moratoria immediata riguardante tutte le decisioni che comportano una diminuzione delle prestazioni dei servizi postali e il peggioramento delle condizioni di lavoro e la riapertura di tutti gli uffici postali chiusi durante gli ultimi due anni contro la volontà dei Municipi o dei cittadini.

Il Partito Comunista, in una lettera indirizzata al sindacato e firmata da Massimiliano Ay e da Giorgio Bomio, ha subito aderito all’appello, ricordando come già si fosse mosso nell’ambito della propria attività parlamentare nel Gran Consiglio ticinese, e come la nazionalizzazione dei servizi postali sia un passo doveroso in quanto settore strategico dell’economia. Il Partito Comunista aveva già diramato una nota alcuni mesi fa in cui apostrofava la Posta come un’aziende letteralmente “eversiva” che disobbediva agli ordini del suo padrone, cioè lo Stato e quindi la collettività!