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“Yankee go home”: a dirlo persino alcuni militari turchi stanchi delle ingerenze americane

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Chiudere la basa militare di Incirlik in Turchia, scacciare gli imperialisti statunitensi dal paese, riconquistare la propria indipendenza nazionale. Unico modo per riportare la pace nella regione.

A chiederlo a gran voce al parlamento turco è l’Unione della Gioventù di Turchia (TGB), una fra le più grandi organizzazioni giovanili del paese, che aggrega i suoi membri sulla base della dottrina del leader partigiano Mustafa Kemal Atatürk, e attualmente presieduta dallo studente marxista Cagdas Cengiz.

L'ammiraglio a riposo Soner Polat contro la NATO
L’ammiraglio a riposo Soner Polat firma contro la NATO

Il dato più significativo, però, è che a firmare in sostegno a questa rivendicazione  siano proprio numerosi ufficiali dell’esercito che la NATO quindi la conoscono bene, fra cui spicca il nome dell’ex-ammiraglio della marina Soner Polat, attualmente vice-presidente del “Vatan Partisi” erede del Partito dei Lavoratori maoista e noto per aver avuto di recente un incontro amichevole con il presidente socialista siriano Bashar al-Assad.

Al governo di Ankara viene insomma richiesto di procedere quanto prima all’espulsione dei militari americani dalla base di Incirlik nel sud del paese, da cui non solo partono le aggressioni contro la Siria, ma da cui sono iniziate anche alcune delle operazioni golpiste l’estate scorsa che doveva rovesciare Erdogan per sostituirlo con una giunta ancora più islamista e leale a Washington. I firmatari accusano pure esplicitamente il governo Trump di armare i ribelli separatisti curdi per favorire la guerra civile in Turchia.

Soner Polat ha pure tenuto un corso di formazione ai militanti di TGB sulle contraddizioni geopolitiche ed economiche che a suo dire, dietro le quinte, stanno sviluppandosi fra l’imperialismo nordamericano da un lato e gli interessi dell’area euro-asiatica e  della stessa Turchia dall’altro.