missili_corea

Atilio Boron: “A differenza degli USA, la Corea del Nord non ha mai aggredito nessuno!”

in Asia/Internazionale di

Le tensioni nella penisola coreana pongono il mondo di fronte al rischio di una catastrofe di incalcolabile gravità. Ma come molti osservatori hanno ripetuto la Repubblica Popolare Democratica di Corea (del Nord) non è la Libia, non è l’Irak, non è l’Afganistan e non è nemmeno la Siria. A differenza di questi quattro paesi finora distrutti da Washington, Pyongyang ha una certa capacità di dissuasione, poiché non ha rinunciato a sviluppare la bomba atomica.

Secondo Noam Chomsky gli Stati Uniti attaccano solamente i paesi indifesi, e anche Max Baucus, ex ambasciatore degli USA in Cina, preoccupato per lo stile violento di Donald Trump, si dice comunque sicuro che “il Pentagono e il Dipartimento di Stato hanno spiegato al Presidente che un attacco missilistico da parte degli Stati Uniti provocherebbe conseguenze assolutamente disastrose e cataclismatiche e credo che Trump sia sufficientemente intelligente per non volere questa situazione”.

Pyongyang, capitale della Corea del Nord
Foto recente di Pyongyang, capitale della Corea del Nord

La Corea era rimasta occupata dal Giappone per molti anni, e solo dopo la Seconda Guerra Mondiale riuscì a sconfiggere l’imperialismo nipponico. Il governo degli Stati Uniti non accettò però che il popolo coreano seguisse dei partigiani comunisti e intervenne dunque militarmente per rovesciare il governo rivoluzionario di Kim Il Sung. Seguirono tre anni di guerra sanguinosissima, dove gli americani e i loro alleati rovesciarono sui civili coreani un quantitativo di bombe superiore a quello usato nel Pacifico in tutta la Seconda Guerra Mondiale, fra cui 3’200 tonnellate di napalm. Il giornalista statunitense Blaine Harden affermò che nei tre anni di conflitto “sterminammo il 20% della popolazione coreana”. Dean Rusk, già Segretario di Stato sotto la presidenza di John F. Kennedy, ammise tranquillamente “bombardammo ogni cosa che si muoveva in Corea del Nord”. Il paese finì così diviso in due, con la parte meridionale della penisola che resta tuttora sotto occupazione americana.

Atilio Boron con Fidel Castro
Due anti-imperialisti: Atilio Boron e Fidel Castro

I media main stream, che rispondono ai poteri politici atlantici, però questa storia non la ricordano mai e anzi non fanno altro che demonizzare il governo di Kim Jong Un (definito come uno “psicopatico”), ridicolizzare la Corea del Nord (descritta come il “regno eremita”) umiliare il popolo coreano (descritto sostanzialmente come incapace di intendere e volere perché “indottrinato”). Ma il sociologo e politologo argentino Atilio Boron non ci sta, rifiutando quello che lui stesso definisce un atteggiamento  manicheo: “per iniziare bisogna riconoscere che questo governo bellicoso non ha mai invaso, né minacciato, né aggredito alcun paese!” ha affermato l’accademico premiato nel 2009 anche dall’UNESCO in un articolo (leggi).

L'ex-presidente USA Jimmy Carter visita Kim Il Sung
L’ex-presidente USA Jimmy Carter visita Kim Il Sung

Secondo l’analista statunitense Mike Whitney, specializzato in politica internazionale, “il problema è Washington, non la Corea del Nord” e questo perché “nei 64 anni trascorsi dalla fine della Guerra di Corea, il governo USA ha fatto tutto quello che poteva per castigare e umiliare la Corea del Nord. Provocò carestie, vietò ai nordcoreani di ricevere capitali esteri e impedì loro di accedere al mercato internazionale, impose tremende sanzioni economiche e installò batterie di missili e basi militari al largo della frontiera al 38° parallelo”. Whitney aggiunge che gli USA non fecero nulla di tutto questo con governi criminali come quelli di Pinochet, Videla, Somoza, ecc. e nonostante tutte queste pressioni, la Corea del Nord non vuole rinunciare alla sua sovranità e optò per sviluppare un piccolo arsenale di armi nucleari come strumento dissuasivo per evitare un attacco da parte statunitense. In realtà, come ammise l’ex-presidente USA Jimmy Carter “Pyongyang ha inviato consistenti messaggi a Washington indicando la disponibilità a firmare un accordo che ponga fine ai propri test nucleari e anche a firmare un trattato di pace che rimpiazzi il precario armistizio transitorio del 1953”. Ma gli USA hanno sempre rifiutato di negoziare…