{"id":9992,"date":"2021-06-18T07:47:36","date_gmt":"2021-06-18T07:47:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9992"},"modified":"2021-06-18T07:47:41","modified_gmt":"2021-06-18T07:47:41","slug":"presidenziali-iraniane-non-una-sfida-tra-riformisti-e-conservatori-ma-per-difendere-la-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9992","title":{"rendered":"Presidenziali iraniane: non una sfida tra \u201criformisti\u201d e \u201cconservatori\u201d, ma per difendere la Rivoluzione"},"content":{"rendered":"\n<p>Dopo i primi due tumultuosi anni, che hanno visto l\u2019avvicendarsi di due presidenti, nella storia della Repubblica Islamica d\u2019Iran si sono succeduti esattamente cinque presidenti, ciascuno sempre rieletto, quindi alla guida del paese per otto anni. Dal 1981 al 2021 possiamo dire che i cinque presidenti eletti hanno rappresentato al meglio le istanze del loro tempo, a dimostrazione di come il complesso sistema elettorale iraniano, che prevede una selezione preventiva dei candidati prima del voto popolare, sia stato sempre in grado di rispondere alle esigenze pi\u00f9 profonde di una societ\u00e0 poliedrica e in costante evoluzione, tanto demografica, essendo passata in quarant\u2019anni da trenta a novanta milioni di persone, quanto sociale, se si pensa che proprio grazie alla Rivoluzione del 1979 le donne sono diventate protagoniste del loro paese, rappresentando oggi oltre la met\u00e0 degli studenti universitari, la met\u00e0 dei medici di base e ospedalieri come dei primari, un terzo dei dirigenti d\u2019azienda.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I primi anni della Rivoluzione, tra guerra e sviluppo sociale<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019economista <strong>Abolhassan Banisadr<\/strong> rientra dall\u2019esilio insieme all\u2019ayatollah Ruhollah Khomeyni nel febbraio 1979, sancendo il trionfo della Rivoluzione islamica, dapprima ministro dell\u2019economia nel governo di mediazione con i \u201cbazari\u201d, i grandi commercianti anch\u2019essi contrari alla dittatura dello sci\u00e0, formato da Mehdi Bazargan, viene eletto nel febbraio 1980 quale primo presidente della Repubblica Islamica. Lo scoppio della guerra Iran \u2013 Iraq travolge larga parte delle speranze di una costruzione graduale della Rivoluzione, cos\u00ec come impone molte restrizioni dovute all\u2019embargo economico che mette in ginocchio il paese. Forti divergenze con la guida suprema Khomeyni, convincono alle dimissioni Banisadr. Viene quindi eletto presidente <strong>Mohammad Ali Rajai<\/strong>, il quale dopo un mese di presidenza nell\u2019agosto 1981 viene ucciso in un attentato terroristico insieme al carismatico primo ministro Mohammad-Javad Bahonar.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Ali_Khamenei_in_military_uniform_during_Iran-Iraq_war.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Ali_Khamenei_in_military_uniform_during_Iran-Iraq_war-1024x682.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10941\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Ali_Khamenei_in_military_uniform_during_Iran-Iraq_war-1024x682.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Ali_Khamenei_in_military_uniform_during_Iran-Iraq_war-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Ali_Khamenei_in_military_uniform_during_Iran-Iraq_war-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Ali_Khamenei_in_military_uniform_during_Iran-Iraq_war-480x320.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Ali_Khamenei_in_military_uniform_during_Iran-Iraq_war-750x500.jpeg 750w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Ali_Khamenei_in_military_uniform_during_Iran-Iraq_war.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>Ali Khamenei in uniforme militare durante il conflitto con l&#8217;Iraq.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00c8 un duro colpo, dal quale tuttavia la Rivoluzione si solleva immediatamente con l\u2019elezione del primo religioso alla presidenza <strong>Ali Khamenei<\/strong>, che, rieletto nel 1985, porta a termine la guerra con gli irakeni e consolida le conquiste sociali volte a garantire ai cittadini, casa, scuola, salute e cultura, si pensi all\u2019impetuoso sviluppo della cinematografia che porta registi come Kiarostami e Makhmalbaf a trionfare in svariati festival, il tutto attraverso una fitta serie di strutture statali e caritatevoli che rappresentano una delle pi\u00f9 peculiari caratteristiche della Rivoluzione iraniana. Quando il 3 giugno 1989 viene a mancare la Guida Suprema Ruhollah Khomeyni \u00e8 proprio Ali Khamenei a prenderne il posto, lasciando negli otto anni successivi la presidenza ad <strong>Akbar Hashemi Rafsanjani<\/strong>, il quale rappresenta la grande borghesia commerciale, in una specie di compromesso per la crescita economica che tuttavia lascia molte persone scontente, in particolare tra i giovani, che sono i pi\u00f9 attivi sostenitori del suo successore, <strong>Mohammad Khatami<\/strong>, presidente dal 1997 al 2005.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">&#8220;Riformisti&#8221; e &#8220;conservatori&#8221;: due categorie improprie per l&#8217;Iran<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019attenzione per la partecipazione delle donne alla vita politica, gli spazi concessi a una maggiore pluralit\u00e0 culturale e nell\u2019informazione, portano i media occidentali a definire Mohammad Khatami come un \u201criformista\u201d, categoria del tutto impropria, come quella di \u201cconservatore\u201d, utilizzata per il suo successore <strong>Mahmoud Ahmadinejad<\/strong>. Le due categorie sono sostanzialmente sbagliate per interpretare la realt\u00e0 iraniana, perch\u00e9 rimandano a una divisione interna al mondo liberale occidentale, un universo politico con cui per cultura politica e per prassi rivoluzionaria l\u2019Iran non ha nulla da condividere. Tra l\u2019altro andrebbe ricordato ad esempio che il partito di Mohammad Khatami \u00e8 l\u2019Associazione dei Chierici Militanti e che lui stesso prima di essere un politico \u00e8 un teologo, autore di testi sciiti di particolare complessit\u00e0 e bellezza, mentre Mahmoud Ahmadinejad \u00e8 stato alla guida dell\u2019Alleanza dei Costruttori dell&#8217;Iran Islamico, riuscendo nei suoi otto anni di presidenza fino al 2013 a rispondere all\u2019impetuosa crescita demografica, costruendo case, creando posti di lavoro, estendendo in modo straordinario l\u2019offerta di scuola e salute per tutti i cittadini, a partire dalle fasce pi\u00f9 popolari, tra cui ancora oggi gode di un consenso straordinario.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15828128_401.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9997\" width=\"900\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15828128_401.jpg 700w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15828128_401-300x162.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15828128_401-480x260.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption><em>Mahmoud Ahmadinejad con Hugo Chavez, presidente del Venezuela bolivariano.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>A livello internazionale Mahmoud Ahmadinejad \u00e8 stato tra i pi\u00f9 attivi in campo antimperialista, tra l\u2019altro rilanciando il Movimento dei Non Allineati con la conferenza di Teheran del 2012, in cui insieme al presidente venezuelano Hugo Chavez e all\u2019egiziano Mohammed Morsi, quest\u2019ultimo allora appena rientrato&nbsp; da un viaggio in Cina per accordi commerciali, ha chiaramente espresso una serie circostanziata di critiche verso il mondo unipolare e a favore di una nuova prospettiva multipolare. Nel 2013 con la fine del mandato di Ahmadinejad e la scomparsa del suo grande amico Hugo Chavez, il Movimento dei Non Allineati \u00e8 tornato nell\u2019ombra, mancando quella guida che allora stava iniziando a restituire a tale organizzazione il prestigio e l\u2019intraprendenza dei suoi albori, quando negli anni \u201960 e \u201870 Tito, Nasser e Fidel Castro ne hanno fatto una delle pi\u00f9 riuscite organizzazioni di solidariet\u00e0 internazionale e di denuncia dell\u2019imperialismo statunitense. Dal 2013 e fino alle prossime presidenziali del 18 giugno 2021 presidente \u00e8 stato ed \u00e8 ancora <strong>Hassan Rouhani<\/strong> del Partito della Moderazione e dello Sviluppo, qualificato, sempre sbrigativamente dai media occidentali, come \u201criformista\u201d, solo perch\u00e9 favorevole, come la maggioranza dei cittadini e dei politici iraniani, agli accordi sul nucleare che avrebbero dovuto allentare la stretta dell\u2019embargo che, nonostante il grande aiuto che l\u2019Iran riceve da Cina e Russia, limita in modo pesantissimo lo sviluppo economico, la cooperazione internazionale e l\u2019import-export. Tra l\u2019altro Hassan Rouhani non solo \u00e8 rientrato anche lui con Khomeyni nel 1979 dall\u2019esilio, ma \u00e8 stato a lungo membro dell&#8217;Assemblea degli Esperti e del Consiglio del Discernimento della Repubblica islamica dell&#8217;Iran, a dimostrazione, ancora una volta, che applicare categorie improprie a realt\u00e0 complesse \u00e8 solo un modo per far confusione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Favorito il presidente della Corte suprema Ebrahim Raisi<\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Ebrahim Raisi<\/strong>, sessantenne di lunga esperienza nel campo giudiziario, presidente della Corte Suprema iraniana, molto popolare per le campagne contro la corruzione, sfidante nel 2017 di Rouhani e dirigente dell\u2019Associazione del Clero Combattente \u00e8 il candidato con maggiori prospettive di vittoria, capace di raccogliere la parte pi\u00f9 considerevole dell\u2019elettorato di Mahmoud Ahmadinejad, radicato in tutti i ceti popolari e avversato dalla ricca borghesia, spesso occidentalizzata. Vi \u00e8 chi non esclude per Raisi un successivo passaggio, in tempi futuri, dalla presidenza alla Guida Suprema, come avvenuto per l\u2019ayatollah Ali Khamenei, oggi ottantaduenne, nel 1989.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Ebrahim_Raisi_presidential_campaign_rally_in_Tehran_29_April_2017_23.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Ebrahim_Raisi_presidential_campaign_rally_in_Tehran_29_April_2017_23.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10939\" width=\"900\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Ebrahim_Raisi_presidential_campaign_rally_in_Tehran_29_April_2017_23.jpg 800w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Ebrahim_Raisi_presidential_campaign_rally_in_Tehran_29_April_2017_23-300x182.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Ebrahim_Raisi_presidential_campaign_rally_in_Tehran_29_April_2017_23-768x465.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Ebrahim_Raisi_presidential_campaign_rally_in_Tehran_29_April_2017_23-480x290.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><figcaption><em>Ebrahim Raisi sembra essere il favorito nella corsa alla presidenza.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli altri cinque candidati sono il segretario del Consiglio per il Discernimento <strong>Mohsen Rezaei<\/strong>, gi\u00e0 comandante in capo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dal 1981 al 1997 e tra i dirigenti del Fronte di Resistenza dell&#8217;Iran Islamico; <strong>Saeed Jalili<\/strong>, gi\u00e0 negoziatore sul tema nucleare e segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dal 2007 al 2013, del Fronte per la stabilit\u00e0 della Rivoluzione Islamica; il parlamentare <strong>Amir Hossein Ghazizadeh Hashemi<\/strong>; <strong>Alireza Zakani<\/strong>, gi\u00e0 deputato e ora presidente del Centro di Studi e Ricerche del parlamento iraniano; infine <strong>Abdolnaser Hemmati<\/strong>, attuale governatore della&nbsp;Banca Centrale. Si \u00e8 invece ritirato l\u2019azero <strong>Mohsen Mehralizadeh<\/strong>, il pi\u00f9 aperto a una serie di riforme del sistema giuridico \u2013 amministrativo della Repubblica Islamica, gi\u00e0 vice presidente con Khatami e dalla lunga esperienza amministrativa a Isfahan e nel Korashan, membro del Partito della Volont\u00e0 della Nazione Iraniana.<\/p>\n\n\n\n<p>Elezioni che si presentano dunque non come una sfida tra le categorie abusate dai media occidentali di \u201criformisti\u201d e \u201cconservatori\u201d, ma un\u2019occasione per riaffermare l\u2019indipendenza e la sovranit\u00e0 nazionale e il cammino percorso dal popolo iraniano nel solco della Rivoluzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo i primi due tumultuosi anni, che hanno visto l\u2019avvicendarsi di due presidenti, nella storia della Repubblica Islamica d\u2019Iran si sono succeduti esattamente cinque presidenti, ciascuno sempre rieletto, quindi alla guida del paese per otto anni. 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